Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

La Fantascienza è ansiogena e antipatica

Adaline1Per questo non piace agli accademici. Ma nemmeno agli addetti ai lavori dell’editoria, dei mass media e perfino del Fandom.

La prova del fatto che la FS è non solo un genere letterario (declinato in film, fumetti ed il resto) quanto un modo di descrivere e sognare la realtà in un modo radicalmente diverso dagli altri sia realistici sia fantastici, sta nel fatto che spessissimo vene negata la natura di fantascientifico a questo o quel “prodotto” culturale. Ma la FS è difficilmente addomesticabile, è un lupo non un cane.

Questo è notoriamente e clamorosamente vero per libri anche famosi come “1984” di Orwell ma in particolar modo da qualche tempo vale per il cinema. Si noti che a Roma ci sono oltre 240 “schermi”, essendo ormai le sale quasi tutte multischermi. E mentre scrivo (2 giugno) ci sono su questi schermi 42 film, dei quali, appunto 7 sono di fantascienza (ossia il 17% circa) anche se sono altrimenti definiti.

I film in questione sono (fra parentesi la definizione sul tamburino (1): Adaline (science romance), Mad Max Fury Road (azione), Tomorrowland (fantastico), The Lazarus Effect (thriller) Avengers Age of Ultron (azione), The divergent series (fantascienza), Humandroid (commedia). E mettiamoci pure Home che è animazione ma pur sempre di FS.

Adaline2Fra tutti il caso più clamoroso è “Adaline” che nei tamburini su repubblica, ma anche altrove, viene indicato come “drammatico” o “epic romance fantasyo “science romance”; e poi “una sorta d’incantesimo vissuto come una maledizione” e “ un romance dalle tinte fantastiche”.

È una storia di una donna che verso i suoi 25 anni di vita incorre in uno strano quanto improbabile ma non fantascientificamente impossibile incidente. Per un concorso di cause infatti:

  • dove vive arriva una nevicata inaspettata con relativo calo fortissimo di temperature

  • lei ha un incidente stradale e finisce con la macchina in un fiume

  • dove la temperatura del suo corpo di abbassa moltissimo e di botto

  • sta per annegare/soffocare quando un fulmine colpisce, fra l’altro, la sua macchina semisommersa e quindi lei.

L’insieme di queste cause, dice la voce narrante, di fatto determina in lei un eccezionale cambiamento: diventa non si sa bene se proprio immortale o impossibilitata ad invecchiare ed arriva all’età di 100 e passa anni mantenendo un aspetto di ventinovenne. Ne derivano tutta una serie di conseguenze umane, storiche, poliziesche eccetera. Poi accade che… (evito lo spoiler!)

TomorrowlandTutte le dis/avventure che Adaline affronta nel film sono ben note a chi legge fantascienza, dato che la tematica della acquisita immortalità del singolo o della specie per meriti fantascientifici è una tematica abbastanza tipica della FS.

Si diventa immortali per meriti genetici, per mutazioni, per interventi tecnologici di vario tipo (dalle radiazioni ai poteri misteriosi ma non magici di razze aliene o umani futuribili), si viene perseguitato dai “normali”, “catturati per essere studiati”, impossibilitati ad avere storie sentimentali con i normali, desitnati a stare soli, o eventualmente a “fare razza” con quelli come noi, ergo diventare potenziali padroni dell’umanita, superircchi, supercolti, quasi semidei, insomma noi FS-addicted non ci facciamo mancare niente di solito. Ma sempre si tratta di eventi/effetti scientifici e non mistico magici.

Perché per questo film (come per gli altri citati, ma la lista potrebbe essere più lunga) non si vuole usare il termine fantascientifico?

A questo punto, di solito, io vengo accusato di essere un purista oltranzista delle etichette, cosa non vera: io considero le etichette quello che sono, una informazione commerciale, che ad esempio per un prodotto come il formaggio in un supermercato, non solo sono prescritte e regolate per legge, ma soprattutto sono utilissime: avete presente la differenza fra una busta di parmigiano reggiano grattuggiato DOP ed un qualunque formaggio mix? Ci sarà un motivo per cui il primo costa il doppio? E soprattutto se tu commerciante l’etichetta non la metti, perché lo fai?

Ecco.

Tomorrowland2Antipatia. All’autore di quel tamburino e della relativa scheda di presentazione la FS sta antipatica. Liberissimo, intendiamoci, la FS sta antipatica a molti. E la FS è spessissimo ansiogena, ma non perché prevede distopie, futuri sgradevoli eccetera. No. Per molti consumatori/lettori è ansiogena perché racconta storie credibili per definizione (la FS è un genere realista, fantastico ed ipebolico, ma realista), ma lo fa in un modo che suscita ansia perché si tratta di una credibilità indotta in un modo che è appunto fanta-scientifico: un orco non mi fa paura fino in fondo, perché a meno che io non abbia cinque anni, lo so che gli orchi non esistono; invece un mutante, un alieno come Alien che mi mette un uovo nello stomaco oltre ad essere spaventoso, potrebbe esistere e di sicuro con lo fermo con un crocifisso, minimo minimo serve un laser a pallettoni: il crocifisso so dov’è, il laser a pallettoni no.

Non sono le storie o le tematiche della FS ad essere ansiogene, perché oltretutto lo sono più raramente delle altre e perché il lieto fine in una storia di Fs ci sta facilmente se non sempre. Lo è il modo in cui sono raccontate: un modo alla fin fine realista, quello che ti sto raccontando potrebbe accadere realmente e questo mette una sottile paura. Lo è perché afferma che è possibile che accadano cose fantastiche, imprevedibili, apparentemente irrazionali, pericolose, eccitanti. Per di più il lettore di FS per apprezzare fino in fondo la storia deve essere capace di fare uno scatto di livello logico che non a tutti è dato, che non tutti vogliono o sanno fare: appunto crederci.

vtwEppure il modo di raccontare, il quid, l’indefinibile l’essenza della FS sono così potenti che sceneggiatori e scrittori lo usano per continuare a scrivere storie fantastiche di vario e ripetuto successo. Ad esempio la serie dei film di Twilight che solo appartemente è gotica-magica-horror e in realtà è pura fantascienza: i vampiri di Twilight sono evidentemente mutanti interfecondi con la specie umana, non mostri magici, non-morti e malvagi. Eliminare l’etichetta FS da un romanzo può favorire le vendite: il caso più clamoroso è Jurassic Park, milioni di copie vendute ed una serie di film di successo planetario.

Perché accade tutto questo? Non so, non riesco a capirlo.

Ho identificato alcuni elementi però.

Il primo: il genere è troppo ampio, conoscerlo a fondo, conoscerlo tutto è difficile, richiede dedizione e passione. E l’accademico, l’addetto ai lavori, diffida. Si fida di quello che legge qua e là e legge e cita gli autori citati da tutti: Dick, Asimov, Ballard, Bradbury e di solito non va oltre e si perde un paio di galassie intere piene zeppe di storie.

Il secondo: è vero, molta parte della produzione non è granché, ma lo sapeva per primo Sturgeon ce diceva giustamente “il 90% della FS è cacca” ma aggiungeva “anche perché il 90% di tutto è cacca”.Vale per la letteratura di genere ma anche per il mainstream.(2)

Il terzo: per tutta una serie di motivi la FS “portante”, quella che ha condizionato l’immaginario collettivo del pianeta è di matrice americana, e la moda dell’antiamericanismo è imperitura. È facile disamare un prodotto così profondamente americano.

jpIl quarto: i primi a produtte confusione, disamore, ritardi nella diffusione e nella conoscenza della FS sono gli appassionati di FS per primi: partendo dalla constatazione della sottovalutazione della FS molti fantascientisti scrivono ed esaltano la Fs “che non è solo FS”, che non è solo genere, che non è solo para o subletteratura, quasi sempre producendo ibridi noiosissimi che allontanano i lettori dalla FS, soprattutto i più giovani.

Riepilogando: la FS è un genere prima di tutto letterario, poi cinematografico, potente, che crea gran parte dell’immaginario pubblico, collettivo, pop della post-modernità. Crea ansia per le tematiche che tratta ma anche per il suo essere un genere molto realistico, cosa solo apparentemente non vera. Crea anche antipatia perché il quid del racconto letterario fantascientifico ha a che vedere con un meccanismo di credibilità che richiede un passaggio mentale e culturale difficile, che non tutti vogliono o possono o gradiscono fare e se non lo fanno il racconto resta indigesto. Tutto ciò è meno vero per la riduzione cinematografica, fermo restando che gli autori dei tamburini di Repubblica non la pensano così. Anzi. Sia chiaro: peggio per loro.

MASSIMO MONGAI

 

(1) Dal vocabolario del mio MacBook Air

Nel linguaggio giornalistico, l’elenco delle manifestazioni culturali, spec. spettacoli in programmazione nei cinematografi e teatri locali, pubblicato su un giornale quotidiano.”

 

TS(2)  Sturgeon

« Ripropongo la “rivelazione di Sturgeon”, che mi è stata strappata dopo vent’anni di faticosa difesa della fantascienza contro gli attacchi di persone che usavano come munizioni [per i loro argomenti] i suoi esemplari peggiori, e li sfruttavano per concludere che il novanta percento della FS è spazzatura. Usando gli stessi standard che categorizzano il 90% della fantascienza come immondizia, spazzatura o stronzate, si potrebbe affermare che il 90% del cinema, della letteratura, dei prodotti di consumo eccetera sono stronzate. In altre parole, la pretesa (o il fatto) che il 90% della fantascienza sia spazzatura è sostanzialmente inconcludente, perché la fantascienza si uniforma allo stesso standard qualitativo di tutte le altre forme d’arte. »

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4 giugno 2015 - Posted by | Fantascienza, Letteratura e Fumetti | , ,

9 commenti »

  1. […] C’è da aggiungere poi che una delle caratteristiche più tipiche e forti della fantascienza e ben rappresentata dalla domanda posta da Isaac Asimov ed altri: what if, tradotta di solito con l’espressione che cosa potrebbe accadere se….E segue una ipotesi “fantascientifca” e segue anche una storia. Di solito se l’autore è bravo il risultato è estremamente gradevole. Certo, se vi piace la fantascienza. C’è a chi non piace. Perché occorre attuare anche una forte sospensione dell’incredulità. Non tutti vogliono o ne sono capaci, e questo è il motivo per cui la FS è ansiogena ed antipatica. Ne volete una ulteriore prova? Presto detto. […]

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    Pingback di Il Tevere è Radioattivo?! – Il tredicesimo cavaliere 2.0 | 3 maggio 2016 | Rispondi

  2. […] Per questo la Fantascienza è ansiogena ed antipatica. […]

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    Pingback di Perché si legge la Fantascienza e perché no. – Il tredicesimo cavaliere 2.0 | 30 aprile 2016 | Rispondi

  3. […] C’è da aggiungere poi che una delle caratteristiche più tipiche e forti della fantascienza e ben rappresentata dalla domanda posta da Isaac Asimov ed altri: what if, tradotta di solito con l’espressione che cosa potrebbe accadere se….E segue una ipotesi “fantascientifca” e segue anche una storia. Di solito se l’autore è bravo il risultato è estremamente gradevole. Certo, se vi piace la fantascienza. C’è a chi non piace. Perché occorre attuare anche una forte sospensione dell’incredulità. Non tutti vogliono o ne sono capaci, e questo è il motivo per cui la FS è ansiogena ed antipatica. Ne volete una ulteriore prova? Presto detto. […]

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    Pingback di Il Tevere è Radioattivo?! « Il Tredicesimo Cavaliere | 9 marzo 2016 | Rispondi

  4. […] Per questo la Fantascienza è ansiogena ed antipatica. […]

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    Pingback di Perché si legge la Fantascienza e perché no | AndromedaAndromeda | 20 gennaio 2016 | Rispondi

  5. […] Per questo la Fantascienza è ansiogena ed antipatica. […]

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    Pingback di Perché si legge la Fantascienza e perché no. « Il Tredicesimo Cavaliere | 27 luglio 2015 | Rispondi

  6. Sono assolutamente d’accordo! Sono appassionata di fantascienza da anni (soprattutto sci-fi) e mi ritrovo molto in ciò che hai scritto: difficilmente riesco a convincere i miei coetanei e amici a guardare film che abbiano come genere la fantascienza. Basta far loro sentire il nome del genere perchè partano dal presupposto che sia pesante. Be’, speriamo che questi modi di pensare cambino!

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    Commento di Fra N Cesca | 3 luglio 2015 | Rispondi

  7. Un po’ in ritardo… ma non posso non dirmi completamente d’accordo ! Notevole articolo.

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    Commento di Stefano Tanci | 2 luglio 2015 | Rispondi

  8. Bellissimo post. Devo dire che, come tutti gli amanti della fantascienza, mi sono posto molte volte questa domanda, ma finora non avevo trovato una risposta che mi soddisfacesse!

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    Commento di lastranafamiglia | 9 giugno 2015 | Rispondi

  9. Non voglio dire altro, perché hai già detto tutto quello che c’era da dire. Voglio solo fare un applauso a questo bellissimo post.

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    Commento di Carla Monticelli (@ladyanakina) | 4 giugno 2015 | Rispondi


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