Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

La Scienza della Fantascienza – intervista all’autore

SCdFS coverLa Scienza della Fantascienza è un libro eccezionale.

Ne abbiamo già parlato qui sul Tredicesimo Cavaliere, dando ampio spazio all’indice di quella edizione, sempre utile per farsi un’idea dei contenuti. Io personalmente l’ho fatto anche sulle pagine di “Nigralatebra” un mio sito di qualche anno fa. Definire questo libro è molto difficile, dato che non è un saggio strettamente scientifico, nè in senso stretto letterario, dato che si occupa di quella specifica realtà che è la scienza inventata dagli scrittori di fantascienza, e quindi di una invenzione semi o para-scentifica che scienza non è eppure non è negazione della scienza, giacché è cosa nota, nella fantascienza non c’è spazio per la magia, ergo tutto quello che vi accade deve essere “scientificamente possibile” per quanto improbabile.

Sono questi argomenti scottanti sui quali gli appassionati si scontrano da sempre. Dopo la riedizione, la terza in più di 30 anni di questo libro, le occasioni per discutere sono ovviamente aumentate, con armi a disposizione di qualunque schieramento. Il che è bene, ovviamente, almeno le discussioni saranno più documentate e più divertenti.(Massimo Mongai)

 

intervista esclusiva all’autore, Renato Giovannoli

realizzata da Massimo Mongai

 

 

massimo-mongai2(MM)Cominciamo dalle edizioni. Il libro è stato edito una prima volta dall’Espresso nei primi anni ’80 e successivamente da Bompiani in due diverse edizioni. Questa è quindi la quarta, arricchita e con una veste grafica più prestigiosa di quelle del passato: rilegatura, copertina rigida, controcopertina con una stupenda illustrazione fantascientifica d’antan. L’editore ha investito molto in un libro così specifico e relativo ad un genere letterario considerato morente a livello editoriale, un libro che sta facendo la sua strada da oltre 35 anni. Come mai, perché, qual è la sua forza segreta, il suo superpotere? E’ radioattivo, un mutante letterario?

Renato Giovannoli 2(RG) Il libro è stato completamente riscritto due volte (la seconda “edizione” Bompiani era solo una ristampa corretta) e ogni volta è cresciuto di circa duecento pagine. Quindi, sì, è un mutante, e questo probabilmente lo ha aiutato nella lotta per la sopravvivenza. Però è un mutante che è restato se stesso, infatti non ha mai cambiato titolo, e le sue mutazioni erano già in potenza nel suo DNA. Così mi piacerebbe poter pensare che la sua fortuna è dovuta al suo particolare approccio alla fantascienza. Poiché fin dall’inizio era un tentativo di ricostruire il sistema della scienza della fantascienza – e quindi le relazioni tra le varie teorie fantascientifiche e i dibattiti epistemologici tra i diversi autori – ha forse una coerenza interna che altre compilazioni enciclopediche non hanno e ha finito per diventare quasi l’enciclopedia scientifica di un mondo parallelo. Ecco, forse la sua forza segreta è di essere non solo un saggio sulla fantascienza, ma anche un libro un po’ fantascientifico, un’opera di metafantascienza.

(MM) Per quel che ne ha capito lei, da chi è fatto il Fandom della FS? Chi sono, che tipi sono i lettori, gli appassionati, i maniaci? Gli scrittori? Hanno un qualche tipo di genus di riferimento?

(RG) Conosco poco il Fandom. L’idea che me ne sono fatta, e questo vale anche per la comunità degli scrittori di fantascienza, è che sia appunto una comunità. Siamo tutti anime in cerca di altre anime con cui comunicare. Una passione in comune è la base di ogni amicizia.

(MM) Il Fandom conosce ma conosce poco il suo libro. Eppure a me è sempre sembrato e tuttora sembra un libro fondamentale per chi si voglia occupare di FS. E’ così? Ha secondo lei valenze e possibilità di suggeritore per gli autori? Oppure è un libro per critici, addetti ai lavori, semiot-semiol-qualcosa?

(RG) Certo, essendo anche un catalogo delle idee fantascientifiche, “La scienza della fantascienza” può anche essere utilizzato come un manuale per scrittori. Ma soprattutto è un libro per chiunque nella letteratura cerchi idee, e non solo storie. Indubbiamente è un libro per spiriti speculativi.

(MM) lettori di FS in Italia sono pochi mentre i film (tutti americani) di FS sono numerosi, un paio al mese, e campioni di incasso. Il cinema di FS è quasi l’unico genere rimasto, il “giallo” si traveste da qualcos’altro, la FS no. Che sia neopositivista o critica, è di fatto pura FS. Perché secondo lei?

(RG) Si, è vero. La fantascienza resta sempre fantascienza. Il poliziesco ha un forte aspetto sociale, e per questo si adegua ai mutamenti della società. La fantascienza da questo punto è più libera, anche quando si sente costretta ad adeguarsi al progresso scientifico. La migliore fantascienza è un frutto della libera immaginazione, per questo è sempre pura fantascienza. Anticipa, non segue, il progresso scientifico e l’evoluzione o l’involuzione sociale, e poco importa se fallisce le sue previsioni, che in ogni caso si saranno realizzate in qualche universo parallelo.

(MM) Io sostengo da tempo che il segreto vero della FS (qualcosa in più da capire per lo meno, forse solo l’ultima) ormai risiede nel capire perché le donne non leggono FS. Sbaglio?

(RG) Le donne, in compenso, leggono i polizieschi. Forse perché sono più concrete e meno speculative degli uomini. E anche meno infantili. Bisogna essere restati un po’ bambini, lo dico con orgoglio naturalmente, per appassionarsi alla fantascienza.

(MM) FS e Jazz hanno molto in comune: entrambe nascono in America negli anni ’20, entrambe sono all’inizio un genere popolarissimo e poi diventano quasi un prodotto d’élite, entrambe si sono evolute verso forme “classiche” e lì si sono fermate; in entrambe contano le idee più dei personaggi e forse l’improvvisazione del Jazz è anche quella della FS. Mi sbaglio, deliro?

(RG) Io ho sempre pensato che il jazz avesse un rapporto più stretto con il poliziesco, e non solo perché ha fornito tante colonne sonore a film polizieschi. Sono in parte d’accordo sul fatto che ci siano delle analogie tra i due generi, ma mi paiono per lo più, come dire, analogie “esterne”, relative cioè ai loro pubblici e alla loro fruizione più che alla loro logica interna. La band della taverna di “Star Wars” è una trovata divertente, ma il dixieland che suona non è veramente fantascientifico, e in effetti lì Lucas sta facendo il verso al poliziesco hard boiled.

(MM) Quasi 550 pagine! Un mattone, praticamente. Leggibilissimo tutto. Non è che ha divagato un po’?

(RG) Ho divagato abbastanza raramente. Le 550 pagine erano necessarie per descrivere il sistema della fantascienza, e anzi ho cercato di non dilungarmi troppo. E poi, insomma, volevo scrivere l’enciclopedia scientifica di un mondo parallelo, e le dimensioni del libro sono anche funzionali alla sua vocazione cosmologica.

(MM) Un padre nobile all’origine, Umberto Eco, curatore della prima collana se non sbaglio. Com’è andata? Vi conoscevate, siete stati presentati?

(RG) Eco, che era anche il curatore della seconda collana, gli Strumenti Bompiani, è stato mio professore e relatore di tesi all’università. Era un professore molto generoso, capace di stabilire rapporti di amicizia con gli allievi. Poi negli anni seguenti, anche se con discontinuità, l’amicizia è continuata. C’è da dire anche che Eco è sempre stato un lettore appassionato di fantascienza, ha scritto sulla fantascienza e ha scritto fantascienza. Vada a rileggere il “Diario minimo” e mi dica se non è un libro di fantascienza. Negli anni Settanta ci scambiavamo informazioni sulla fantascienza di argomento semiotico e linguistico: tutta la sezione del libro sulle lingue aliene deriva da quell’interesse comune. Inoltre il libro è nato, verso il 1980, nel corso di un suo seminario universitario. Avevo presentato una comunicazione in cui tentavo un’analisi delle strutture narrative della fantascienza non in base a strutture di “attanti”, come si dice nel gergo semiotico, cioè di personaggi-tipo, o di “funzioni”, cioè di eventi tipo, ma di “macchine astratte” – avevo rubato il termine ai filosofi Gilles Deleuze e Félix Guattari – di natura logica in cui i personaggi e le loro azioni hanno un ruolo del tutto marginale. Queste strutture logiche sono per l’appunto quelle che sostengono le scienze della fantascienza. Alla fine della lezione, Eco mi chiese di fargli un indice del libro che avrei scritto per la collana “Espresso Strumenti”.

(MM) Lo sto leggendo di nuovo e con più attenzione, stavolta con il marker. Ma al confronto degli indici, sembra che la struttura non sia cambiata. Quali le novità più significative, se ci sono e se sono concentrate in qualche parte del libro?

(RG) Il libro è stato riscritto completamente, quindi di novità ce n’è ad ogni pagina. Anche la struttura in realtà è cambiata, anche se forse non moltissimo rispetto alla precedente edizione Bompiani. Soprattutto, in questa edizione ci sono interi paragrafi del tutto nuovi. Per esempio, ho ricostruito la storia della fortuna della Semantica Generale di Alfred Korzybski nell’ambiente degli scrittori di “Astounding Science-Fiction” sulla base dell’epistolario di Heinlein, dimostrando come Dianetics e Scientology – Ron Hubbard era anche lui uno scrittore della rivista – ne siano una volgarizzazione che deve non poco alla fantascienza superomistica di Van Vogt. Anche la sezione sull’iperspazio e sui wormholes è in buona parte nuova: l’ho aggiornata tra l’altro sulla base della ricca bibliografia scientifica e divulgativa degli ultimi anni, tenendo conto dell’ultima generazione di wormholes, quelli artificiali. C’è poi un paragrafo nuovo sui motori a curvatura, uno sull’intelligenza artificiale, uno sulla quarta dimensione in Wells… Avevo sospettato già nelle precedenti edizioni che il linguista Charles Hockett dovesse qualcosa a Robert Sheckley, ma non sapevo che Hockett fosse un lettore di fantascienza, né che avesse scritto, anche lui per “Astounding” un articolo di linguistica aliena. Adesso anche queste influenze e molte altre sono documentate. Spesso, poi, nelle precedenti edizioni avevo citato testi di seconda mano: grazie a internet mi è stato possibile risalire alle fonti prime. Sempre grazie a internet ho poi curato la bibliografia, citando sistematicamente le prime edizioni dei racconti e dei romanzi in rivista.

(MM) Lei dice che l’altro suo libro, “Elementare, Wittgenstein!”, costituisce con questo un dittico. Perché?

(RG) Perché anche la detective story, in quanto metafora della ricerca scientifica, è una sorta di fantascienza e pone notevolissimi problemi epistemologici. In “Elementare, Wittgenstein!” racconto la storia del poliziesco, come nella “Scienza della fantascienza” ho fatto per la fantascienza, come la storia di una serie di rivoluzioni scientifiche che hanno visto in competizione paradigmi diversi. Infine fantascienza e poliziesco hanno molti autori e alcuni temi narrativi in comune. Anche su questo aspetto della questione si troverà qualcosa in entrambi i libri.

(MM) Cosa sa della FS italiana, cosa ne pensa?

(RG) Confesso di conoscere molto poco la fantascienza italiana. La mia impressione è che non vi sia una vera tradizione fantascientifica italiana, e che gli scrittori italiani siano un po’ a rimorchio della fantascienza americana. Dovrebbero darsi da fare per fare il salto verso l’autonomia che il poliziesco italiano è invece riuscito a fare. Però sto parlando senza conoscere veramente ciò di cui parlo… I miei interessi sono piuttosto rivolti a una fantascienza italiana che gli scrittori italiani di fantascienza ignorano. Sapeva che Montale ha scritto delle poesie di fantascienza? Nel libro ne cito due, una sulle polizie del tempo e una sulle controparti di ogni individuo negli universi paralleli. Qualche anno fa ho poi curato una raccolta dei racconti di fantascienza di Antonio Rubino, il famoso illustratore. Sono davvero belli. Pubblicati agli inizi degli anni ’30 nel “Corriere dei Piccoli” superano in fantasia e ironia filosofica la produzione americana della stessa epoca.

(MM) A me piace pensare che quando (non se, quando) incontreremo degli alieni veri, avremo più probabilmente un rapporto stile “Star Trek” che non “Alien”. E questo perché secondo me (l’ho scritto qui sul Tredicesimo Cavaliere) solo una democrazia può costruire astronavi ultraluce. Quando li incontreremo quindi ci sarà uno scambio culturale e secondo me loro avranno pensato e scritto qualcosa su di noi. E’ corretto pensare che questa potrebbe essere la loro fantascienza? Qual è comunque il futuro della FS secondo Renato Giovannoli?

(RG) Dubito che gli alieni della fantascienza abbiano qualcosa a che fare con i veri alieni, ammesso che esistano. Penso piuttosto che siano delle proiezioni della psiche umana, delle immagini più o meno distorte dell’uomo stesso e delle sue ossessioni. Mi trova in disaccordo anche sull’idea che solo una democrazia possa costruire astronavi più veloci della luce: io le immaginerei piuttosto come lo scopo di un impero dispotico, l’unico governo che potrebbe costringere l’umanità a fornire l’enorme quantità di energia fisica e mentale necessaria a realizzarlo. Però la fantascienza degli alieni è un bellissimo argomento per dei racconti di fantascienza… Se non l’ha già fatto, potrebbe venirne fuori una bella serie. Il futuro della fantascienza? Una tesi implicita del mio libro è che la fantascienza nasca dalla filosofia e che i migliori racconti di fantascienza siano racconti filosofici e anzi “esperimenti mentali” filosofici. Credo che la fantascienza avrà un futuro nella misura in cui saprà essere filosofica e nello stesso tempo divertente.

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2 febbraio 2015 Posted by | Fantascienza, NON Carnevale della Fisica, Scienze dello Spazio | , | Lascia un commento

UNA BELLISSIMA NOTIZIA!!

>On Fri, 16 May 2014 20:57:07 +0000, Il Tredicesimo Cavaliere >comment-reply@wordpress.com> wrote:

>Autore: Renato Giovannoli
>E-mail: ===
>URL    :  ===
>Whois  :  ===
>Commento:
>Ho visto nel blog l’appello per la ristampa della Scienza della >fantascienza, del quale sono onorato. Chi devo ringraziare? Scrivo >anche per comunicare che del libro uscirà all’inizio dell’anno >prossimo non una ristampa ma una nuova edizione, completamente >riscritta e accresciuta di più di 200 pagine (ora sono quasi seicento).

La scienza della fantascienza di Renato GiovannoliOrmai avevamo gettato la spugna. Con quel numerino a due cifre a rappresentare i sottoscrittori dell’appello a Bompiani, era chiaro che non saremmo arrivati da nessuna parte. Anche recuperando i sottoscrittori perduti su Facebbook per uno sciocco equivoco, i miei conteggi non arrivavano neanche a quota 100. E, caso  mai non fosse abbastanza chiaro, ciò è dipeso esclusivamente dalla nostra incapacità di raggiungere i potenziali firmatari, e non da una presunta loro insensibilità alla tematica  proposta.

Ma ecco che, per chissà quale scherzo del destino, oppure semplicemente  perché avvertito dalla redazione di Bompiani, Renato Giovannoli, l’autore che invano avevamo cercato di contattare,  visita di persona il sito del Tredicesimo Cavaliere e ci comunica l’arrivo di una seconda edizione della sua opera. Quel che si dice una battaglia vinta senza sparare un colpo.

E infine giunge il momento dei ringraziamenti. Anche a nome di Renato Giovannoli, ringrazio i 39 eroici firmatari del’appello a Bompiani, Massimo Mongai, primo e sommo ispiratore dell’iniziativa, il nostro generoso webmaster Gianni Boaga, e gli amministratori dei gruppi  di discussione su Facebook che hanno dato risonanza all’iniziativa, in primis quelli del gruppo “Romanzi di Fantascienza”.

ROBERTO FLAIBANI

18 maggio 2014 Posted by | Fantascienza, News, Scienze dello Spazio | , , , , | 2 commenti

La scienza della fantascienza

Nel 1998 l’Editore Bompiani pubblicava un libro che potremmo definire irresisitibile per qualsiasi operatore, autore o lettore di fantascienza. Si tratta de “La scienza della fantascienza”, un saggio le cui caratteristiche vengono presentate qui di seguito dall’autore stesso nell’Introduzione e nell’Indice. In chiusura si trova il nostro appello all’editore. Ce n’è abbastanza per capire che di questo libro non se ne può più fare a meno. Ed ecco l’idea fulminante: proporre ai lettori del Tredicesimo Cavaliere di dare vita a una campagna di pressione sull’Editore Bompiani per convincerlo a dare di nuovo alle stampe quel titolo. Come? Semplicemente registrandosi con il proprio nome, cognome e recapito email dove richiesto e cliccando sul bottone “spedizione via email”: entro pochi secondi la casa editrice riceverà il vostro appello. Partecipate numerosi, in questo sta la nostra forza! (RF)

La scienza della fantascienza di Renato GiovannoliIntroduzione a “La scienza della fantascienza”

Questo non è un libro di storia della fantascienza, né un’enciclopedia fantascientifica, né un libro sull’attendibilita scientifica della fantascienza.
Semplicemente questo libro fa un catalogo delle principali “idee” fantascientifiche, e finisce col mostrare che:

(i) La fantascienza produce teorie autonome rispetto alla scienza “ufficiale”: per esempio quelle, convenzionalmente accettate (o comunque discusse) dalla comunità degli scrittori di fantascienza, implicate dalle idee di “iperspazio” e di “macchina del tempo”.

(ii) Queste teorie tendono a interagire e a formare di conseguenza un sistema (fanta)scientifico abbastanza coerente e omogeneo. Per esempio, la teoria degli “universi paralleli” puo essere considerata una soluzione dei paradossi cui conduce l’idea di un viaggio nel tempo. In generale, temi fantascientifici in apparenza dissimili possono rivelarsi casi particolari di una stessa “teoria unificata” (per non parlare della semplice compatibilita di due teorie i cui effetti narrativi vengono sommati in uno stesso racconto).

(iii) Il sistema della fantascienza non è chiuso; ferma restando la sua sostanziale autonomia, la fantascienza non cessa di riciclare frammenti di dibattito scientifico e filosofico (e anche, spesso, frammenti di cultura pseudoscientifica e di cattiva filosofia), e viceversa le scienze “vere” non sembrano del tutto immuni dall’influenza dell’immaginario fantascientifico.

(iv) La logica del sistema della fantascienza si sviluppa nel tempo attraverso vere e proprie rivoluzioni (fanta)scientifiche e una teoria (un”‘idea”) puo essere abbandonata e sostituita da una teoria piu efficace. Tale “efficacia” sembra potersi definire, in genere, per mezzo di criteri formali (coerenza logica, economia concettuale…), anche se talvolta pno essere rilevante l’influsso di una nuova teoria o scoperta scientifica. Mai, comunque, la verifica sperimentale ha l’ultima parola in fantascienza. Anche per questa ragione, spesso le rivoluzioni fantascientifiche restano irrisolte e due paradigmi alternativi continuano a fronteggiarsi.

Così in molti casi ho registrato più soluzioni di uno stesso problema, distribuibili da un asse che separa un’epistemologia “neopositivista”, tipica della fantascienza dell”‘eta d’oro” (1938-1950) e degli autori che hanno esordito in quel periodo (Asimov, Heinlein), da un’epistemologia “critica” e tendenzialmente scettica, che si interroga sui limiti e sui rischi del “metodo scientifico”, affermatasi a partire dagli anni Cinquanta (Sheckley, Dick).

Questo, dunque, non è un libro di storia della fantascienza, né un’enciclopedia fantascientifica, né un libro sull’attendibilita scientifica della fantascienza. Tuttavia, poiché la logica della fantascienza si sviluppa nel tempo attraverso vere e proprie rivoluzioni fantascientifiche, assumerà talvolta una prospettiva storica. (E, in un certo senso, aspirerebbe a essere una storia astratta e formale della fantascienza.) Poiché intende fornire una cartografia delle teorie immaginarie che costituiscono il genere letterario “fantascienza”, tenderà ad assomigliare all’enciclopedia di un mondo fantastico. Ma gli somiglierà soltanto, dal momento che l’elenco di esempi che ho scelto per condurre questa immagine è lungi dall’essere completo. D’altra parte è sensato supporre che la fantascienza, proprio in quanto genere, sia un processo ergodico, tale cioè che “ogni campione ragionevolmente ampio tende ad essere rappresentativo dell’intera sequenza”. Spero insomma di aver predisposto una sorta di casellario nel quale altri potranno inserire i racconti che non ho letto, con facoltà di aggiungere nuove caselle.

Poiché, infine, la fantascienza ingloba spesso frammenti di dibattito scientifico reale e, viceversa, le scienze “vere” non sembrano del tutto immuni dall’influsso dell’immaginario fantascientifico, questo libro sconfinerà spesso nel territorio di quelle discipline scientifiche i cui metodi e risultati appaiono più simili a quelli della fantascienza. E se non riuscirà a essere un libro sull’attendibilita scientifica della fantascienza, perlomeno mostrerà qualche esempio della fantascientifica inattendibilità della scienza.

Ringrazio tutti gli amici che con suggerimenti e spiegazioni mi hanno aiutato a scnvere questo libro: Roberto Bergamini, Riccardo Capovilla, Antonio Caronia, Angelo Fabbri, mia sorella Manoela, soprattutto Ettore Panizon e Sandro Vaienti che di alcuni paragrafi sono veri coautori. Un grazie particolare a mia moglie Maria Sole.
(Renato Giovannoli)

Breve biografia dell’autore

Renato Giovannoli, nato nel 1956, si è laureato nel 1979 con una tesi in semiotica. Oltre a una primitiva edizione di questo libro ( 1982), che ora appare completamente riscritto, ha pubblicato come curatore Hic Sunt Leones, Viaggi Straordinari e Geografia Fantastica ( 1983, con Omar Calabrese e Isabella Pezzini) e Saggi sul Nome della Rosa (Milano, Bompiani, 1985). Presso Bompiani ha pubblicato anche, nel volume collettivo Leggere i Promessi Sposi (1989, a cura di Giovanni Manetti), il saggio L’Innominato Vampiro, dove vuole dimostrare che il romanzo di Manzoni appartiene al genere “gotico”.

Indice

I. ROBOT, CYBORG, ANDROIDI
I. 1 La sindrome di Olimpia e il morbo di Frankenstein
I.2 Robopsicologia matematica
I.2. 1 Le tre leggi della robotica e i dilemmi insolubili
I.2.2 Il dilemma insolubile della robopsicologia
I.2.2. 1 Primo corno: robot troppo ubbidienti
I.2.2.2 Secondo corno: robot troppo liberi
I.3 Le evoluzioni biomeccaniche
I.3.1 Dalla macchina all’organismo, e ritorno
I.3.2 Il cyborg
I.3.3 Gli androidi, o i Simulacri

II. ALIENI E MUTANTI
II. 1 L’alieno come rompicapo biologico
II. 1.1 “Trovare il punto debole”
II.1.2.1 Sesso e riproduzione. Elementi di genetica venusiana
II.1.2.2 Simbiosi e parassitismo
II.1.2.3 Organismi collettivi, o”gestalt”
II.1.3 Fantascienza ed evoluzionismo
II.1.3.1 I1 darwinismo di Wells
II.1.3.2 L’uomo, l’alieno e la legge della predazione
II.2 I mutanti
II.3 L’alieno come forma informe
II.3.1 La Cosa, ovvero l’Innominabile
II.3.2 L’alieno metamorfico
II.3.3 Fantascienza e “divenire”
Appendice a II.3. I1 caso Solaris
II.4 L’alieno come rompicapo linguistico
Appendice a II.4. Alcune lingue aliene

III. L UOMO E IL SUPERUOMO
III.1 I1 trapianto dell’anima
III.1.1 Scambio mentale. – Psionica e quantistica psiconeurologica
III.1.2 Pluralita di anime in un unico corpo
III.2 I1 superuomo, o il Signore del Linguaggio
III.2.1 La grammatica del mondo
III.2.2 Dalla Semantica Generale alla dianetica
III.3 Linguaggio e società
III.4 L’homo gestalt e i superlinguaggi sistemici

IV GEOMETRIE CONGETTURALI E METAFISICHE
I Altre dimensioni dello spazio
IV.I.1 La quarta dimensione
IV.1.2 Mondi a due dimensioni
IV.1.3 I mondi a due dimensioni come propedeutica alla quarta dimensione
IV.1.4 Kant, Wittgenstein e la mano del signor Plattner
IV.1.5 Una casa a quattro dimensioni. L’ipercubo, o tessaratto
IV.1.6 Piu’ di quattro dimensioni
IV.2 La forma sbagliata. Fantascienza e architettura
IV.3 “La magia è una geometria”

V. BREVE STORIA DELL’ASTROGAZIONE
V.1 I1 problema dei viaggi interstellari. Soluzioni provvisorie
V.1.1 Astronavi “generazionali”, “animazione sospesa”
V.1.2 Gli effetti temporali della relatività ristretta: il paradosso dei gemelli
V.2 I presunti effetti endocronici della tiotimolina
Appendice a V.2. La tiotimolina: aspetti tecnici e bibliografia
V.3 La soluzione definitiva: l’iperspazio
V.3.1 L’iperspazio in fantascienza
V.3.2 L’iperspazio in fisica: i “ponti di Einstein-Rosen” o wormholes spazio-
temporali
V.3.2.1 Come costruire un ponte di Einstein-Rosen
V.3.2.2 Un “censore cosmico” chiude l’accesso ai ponti?
V.3.3 I wormholes in fantascienza
V.3.4 “Pieghe”spazio-temporali
V .4 Viaggi FTL. – I tachioni

VI 1. LE MACCHINE DEL TEMPO
VI.1 I fondamenti fisici dei viaggi nel tempo
VI.1.1 II tempo come quarta dimensione
VI.1.2 I1 “cono di Minkowsky” e come rovesciarlo. – Ancora sui wormholes
VI.1.3 L’antimateria nei “diagrammi di Feynman”
VI.2 Antitempo
VI.3 Tempo fermo
VI.4 Paradossitemporali
VI.4.1 Formulazione debole: il paradosso del fiore
VI.4.1.1 I1 raddoppiamento del cronoviaggiatore
VI.4.1.2 Macchina del tempo e filosofia: i viaggi temporali sono “logicamente possibili”? Catene causali chiuse
VI.4.1.3 Topologia dei viaggi nel tempo. Viaggi nel tempo senza raddoppiamento del viaggiatore
VI.4.1.4 I1 raddoppiamento del cronoviaggiatore come germe di una moltiplicazione infinita
VI.4.2 Formulazione forte: il paradosso del nonno
VI.4.2.1 Inevitabilita dei paradossi causali
VI.4.2.2 L”‘accettazione del paradosso”. Cambiare il passato
VI.5 Verso una soluzione dei paradossi temporali
VI.5.1 Eternità e onnipotenza
VI.5.2 Tempo a più’ dimensioni

VII. UNIVERSI PARALLELI
VII. 1 Preistoria degli universi paralleli. Mondi subatomici
VII.2 La teoria standard degli universi paralleli
VII.2.1 Gli universi paralleli come metafisica combinatoria
VII.2.2 L’albero dei mondi. – L’ucronia
VII.2.3 Aspetti particolari della teoria
VII.2.3.1 Mondi adiacenti e diffcoltà che comporta il distinguerli
VII.2.3.2 Comunicazione tra mondi con leggi fisiche diverse
VII.3 Universi paralleli, letteratura, logica dei mondi possibili
VII.4 Gli universi paralleli in fisica
VII.5 Universi paralleli, percezione, psichiatria

VIII. IL DIO DEL PIANO DI SOPRA
VIII. 1 Fantascienza “teologica”
VIII.2 Variazioni sul tema del sogno
VIII.2.1 Teologia e psicopatologia
VIII.2.2 Fantascienza e idealismo
VIII.3 Variazioni sul tema del demiurgo
VIII.3.1 Dalla congiura universale agli universi artificiali
VIII.3.2 Fantascienza e gnosticismo

IX. ONNIPOTENZA DELLA LOGICA, IRRIDUCIBILITA’ DEL CAOS
IX. 1 Storiografie predittive
IX. 1.1 II controllo della storia attraverso le scienze sociali
IX. 1.1. 1 Psicostoriografia
IX.1.1.2 Altri esempi: sociologia computerizzata, sociodinamica, antropologia culturale interplanetaria
IX.1.2 Spazioanalisi
IX.1.3 Algebra escatologica
IX.2 Giochi e guerre
IX.2.1 Una teoria matematica del Partito rivoluzionario
IX.2.2 Fantascienza e Teoria dei Giochi
IX.2.2.1 Strategia minimax
IX.2.2.2 La teoria della ricerca e i giochi di coordinazione
IX.2.2.3 Il gioco ideale
IX.3 Metalogica e calcolo modulare
IX.4 Due paradigmi a confronto
IX.4.1 La fantascienza neopositivista
IX.4.2 La fantascienza critica

Renato Giovannoli
La scienza della fantascienza
PREZZO: lire 19.000
CODICE ISBN: 45217035
EDITORE: Bompiani
COLLANA: Strumenti
EDIZIONE: 1998

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18 marzo 2014 Posted by | Fantascienza, News, Senza categoria | , , , , | 8 commenti

   

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