Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Rumoroni, effettoni, capitomboloni e due nuovi film: Ex Machina, Ant-Man

ExMachina

La tendenza è favorevole agli effetti speciali.

Io vado regolarmente al cinema Warner Village, una multisala con 18 schermi lungo via della Magliana a Roma. Ci vado perché mi sta vicina e comoda, perché ci trovo parcheggio sempre, perché c’è gente e la folla al cinema mi mette allegria, insomma per vari piccoli e grandi motivi. Le sale sono capienti ed i sedili comodi, ma purtroppo hanno impianti sonori all’avanguardia. Dico purtroppo perché, per provarmi che sono così eccezionali, me li mettono a tutto volume. A palla.

Onestamente mi viene spontaneo di cercare il telecomando, ma non si può abbassare il volume. Questo accade per tutti i film ma in particolar modo accade ( e si nota di più, o per lo meno io lo noto di più) per quelli di fantascienza. O meglio: questo accade là dove ci sono effetti speciali, ma questo, appunto, vuol dire soprattutto film di fantascienza.

All’atto pratico ho notato che i film di fantascienza oggi come oggi, oltre ad essere sempre americani, come al solito, come da decenni, sono talmente pieni di effetti speciali che sono incredibilmente rumorosi. Perché ad ogni effetto speciale corrisponde un rumore, anzi un rumorone.

Un caso limite: la Mummia 2

D’altra parte questa è la tendenza: capita per molti film ma per la Mummia 2 è stato detto esplicitamente, la sceneggiatura stata fatta dando agli sceneggiatori la lista degli effetti speciali e su quelli è stata costruita la storia. Davvero. Della serie: “e alla fine ti posso fare un sfx (effetto speciale) con milioni di scarafaggi larghi una trentina di centimetri che escono da un buco di un tempio e che poi ci rientrano dentro e che poi un vento magico fa inghiottire una vallata intera come trascinata da un altro vento magico, alberi, piante, scarafaggi esercito di demoni eccetera e tutto swiiiish dentro un tempio che poi resta solo il deserto; scrivila”.

E’ così. E’ un sistema che paga, la gente affolla le sale, quindi perché i produttori americani non dovrebbero farlo? D’altra parte il mezzo esiste, se c’è chi lo vuole usare, faccia. E’ inutile tuonare contro i mala tempora che tanto currunt sempre come gli pare a loro.

Ma ne viene fuori un impoverimento delle storie? Essì, ne viene fuori un impoverimento delle storie; pazienza.

humandroid

Eliminare gli attori?

Siamo ancora lontani dall’aver eliminato gli attori, ma senza dubbio questo è un punto d’arrivo. D’altra parte se ne parla da decenni. Letteralmente. Io ho sentito parlare per la prima volta di attori virtuali fatti in elettronica nel 1982 e non a New York, ma a Roma, all’istituto Europeo di Design. E poco dopo, qualcuno, non ricordo chi, mi disse qualcosa tipo: “far recitare di nuovo Marilyn Monroe è solo questione di tempo. Che ne dici di una scena d’amore fra lei e Che Guevara? Tutti e due venticinquenni?” Si farà, è questione solo di “poco” tempo. Tutti i film di FS degli ultimi anni sono la dimostrazione del fatto che si può fare. Questione solo di tempo, memoria dei computer e voglia di farlo. Ma quando lo si farà ci sarà sempre bisogno di storie.

Tre pellicole a confronto

Prendiamo ad esempio due film in questi giorni in sala e “Humandroid”, uscito a primavera, ma perfettamente compatibile con il nostro discorso:

Humandroid

Ex Machina

Ant-Man

I primi due hanno in comune i robot. Nel primo l’humandroid del titolo è un classico robot di ferraglia, con una voce strana ed effetti d’antan rinnovati, nel secondo il robot è una bellissima donna, molto sexy e perfettamente autocosciente.

C’è altro naturalmente, ma non voglio fare spoiler.

AntMan

Nel terzo c’è Ant-Man, è l’ennesimo film sui Super-Eroi della Marvel, onestamente un po’ stucchevoli ormai, ma tant’è. Anche qui effetti speciali  a pioggia. Anche belli, intendiamoci, e divertenti e affascinanti, ma confondono un po’. Rumoroni, appunto.

Ci sono storie che siano tali? Sì, però. L’unico con delle velleità diciamo drammaturgiche?, è Ex Machina, ma anche lì, non so quanto realizzate. Sempre senza spoilerare, un po’ più di pathos drammatico forse ci stava bene.

Nel teatro greco e romano

Mi si permetta una citazione da nerd. Il titolo deriva (devo supporre, casomai non se ne siano nemmeno accorti) dall’espressione “Deus ex Machina”, che indicava nella tragedia Greca e Romana l’intervento di un dio in scena per risolvere una situazione altrimenti irresolvibile: un attore mascherato da quel che fosse che calava dall’alto e con voce tonante risolveva il nodo.

Cioè, letteralmente, un effetto speciale.

All’interno della voce di Wiki, c’è questa citazione:

Nel mondo antico un uso eccessivo del deus ex machina era inoltre considerato prerogativa di autori poco raffinati che non riuscissero a sciogliere altrimenti trame complesse.”

Insomma l’uso eccessivo di rumoroni, effettoni, capitomboloni nelle rappresentazioni di ogni tipo è vizio nuovo ed antico al tempo stesso.

 Cattivi scrittori?

MASSIMO MONGAI

24 agosto 2015 - Posted by | Cinema e TV, Fantascienza | ,

2 commenti »

  1. Uno dei migliori film di fantascienza che ho visto di recente è Moon:
    un attore, una stanza, poco altro (pochi effetti speciali) e tutto il resto è Storia.

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    Commento di Davide Grillo | 25 agosto 2015 | Rispondi

  2. Sono d’accordo solo in parte, l’effetto speciale piace e può divertire ma naturalmente deve esserci la storia. In pratica non vedo l’effetto speciale necessariamente come qualcosa che può danneggiare la storia ed essere la risorsa di chi non ha idee.
    P. S.: Trasformers (uno qualunque) è il peggio del peggio quanto a film che esistono solo perché c’è l’effetto speciale.

    Mi piace

    Commento di Gian Luigi Bona | 24 agosto 2015 | Rispondi


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