Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

eso7. attribuire un nome

eso7 VenetiaC’era una volta …

Venetia Burney, una ragazzina di 11 anni, viveva a Oxford, nella casa del nonno Madan Falconer, ex-direttore della prestigiosa Bodleian Library. Quel giorno, il 14 marzo 1930, durante la prima colazione, Venetia stava raccontando ai commensali cosa aveva imparato nel corso della passeggiata virtuale attraverso il Sistema Solare organizzata dalla sua maestra nel parco dell’università il giorno prima. Ma il vocione del nonno interruppe le parole di Venetia: “Proprio a fagiolo!”, esclamò il vegliardo, dispiegando sul tavolo una copia del Times fresca di stampa, dove si annunciava la scoperta del nono pianeta del Sistema Solare e la necessità di attribuirgli un nome. Venetia, appassionata di mitologia greco-romana, colse l’attimo e disse forte e chiaro: “Perché non lo chiamano Plutone? Il dio degli Inferi vive nell’oscurità e indossa un elmo che lo rende invisibile: ciò spiegherebbe il fatto che ci son voluti 84 anni per scoprirlo”. Al colmo dell’entusiasmo nonno Madan si precipitò dal suo buon amico Herbert Turner, ex Astronomo Reale, per mettere in moto la procedura che il primo maggio successivo impose il nome Plutone al nuovo pianeta.

eso7 - zombi planet

Migliaia di candidati

Quasi un secolo dopo quegli avvenimenti, la comunità scientifica è in subbuglio di fronte a un problema analogo, ma di dimensioni molto maggiori: dare un nome alle migliaia di esopianeti che sono stati scoperti negli ultimi 20 anni, stabilendo regole chiare e univoche. Il primo passo è stata la conferma dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU) come unico organismo in grado di gestire tale operazione. L’IAU, una ONG costituita da un grande numero di astronomi professionisti, ha quindi annunciato la creazione del concorso NameExoWorlds, da tenersi entro la fine di ottrobre 2015, dove, dopo aver vagliato un gruppo di 305 tra stelle ed esopianeti scoperti prima del 31 dicembe 2008, a 15 stelle e 32 esopianeti verrà assegnato un nome che figurerà accanto alle loro designazioni alfanumeriche nel catalogo ufficiale. Il nuovo regolamento prevede che le associazioni e i club di astrofili, debitamente registrati, si occupino di proporre rose di nomi candidati, e che l’accesso al voto sia consentito a chiunque, una volta installati opportuni algoritmi che impediscano, dallo stesso computer, di inoltrare più di un voto per ogni corpo celeste candidato. Sarà solo l’inizio, perché la lista d’attesa è già pronta e conta, per il momento, oltre 2000 candidati, solo tra gli esopianeti, che saranno presi in considerazione nei prossimi concorsi.

eso7 Epsilon_Eridani_bTutti hanno diritto al voto

Sempre che tutto vada bene. Infatti la temperatura tra IAU e Uwingu, una società che offre servizi di denominazione, nella fattispecie nomi per gli esopianeti e i crateri di Marte, stava arrivando al calor bianco. La querelle era esplosa nel 2006, nel bel mezzo della tempesta scoppiata per la retrocessione di Plutone a pianeta nano, ad opera dell’IAU. La decisione era stata contestata, con varie motivazioni, da un gruppo eterogeneo di space enthusiasts e di ricercatori, tra i quali anche Alan Stern, Principal Investigator della missione New Horizons. La contestazione si era estesa in un lampo a tutta l’attività della IAU, puntando principalmente sulla durezza del regolamento delle denominazioni, considerato troppo restrittivo. La Uwingu, da parte sua, non scherzava: chiedeva 9,99 dollari per proporre un nome e 1000 voti da 0,99 dollari ciascuno per rendere quel nome eleggibile. In cambio dava un artistico certificato e nient’altro, e certamente non il riconoscimento della IAU. Alan Stern, circonfuso di gloria e all’apice della carriera dopo il flyby di Plutone, saprà condurre la sua Uwingu a un ragionevole compromesso con la IAU? Affari loro, intanto New Horizons fila veloce sempre più addentro alla Cintura di Kuiper, in cerca di nuove scoperte e nuovi corpi celesti a cui attribuire un nome.

Noi space enthusiasts non perderemo certo questa occasione per votare, sperando che sia la prima di molte altre.

di ROBERTO FLAIBANI  

 editing STEPHEN P. BIANCHINI

Le illustrazioni: (dall’alto verso il basso): Venetia Burney, Fomalhaut b (zombie planet), Epsilon Eridani b

FONTI:

  • To Play or not to Play The Exoplanet Name Game?”, by Lee Billings

    pubblicato da Scientific American il 14 agosto 2015

  • The Hunt for Planet X” by Govert Schilling

    Springer – 2007

Credits: NASA, JPL, CalTech, ESA, Hubble, Springer, G. Schilling

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10 settembre 2015 - Posted by | Astrofisica, Astronautica, News, Scienze dello Spazio | , , , , ,

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