Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

(eso4): ultrafreddo o supercaldo ?

Fra le variabili sin qui considerate, l’abitabilità, l’età e la distanza dei pianeti sono state fin qui in primo piano. Questa volta parlerò di un altro fattore, la temperatura, soprattutto perché ha un impatto diretto sull’abitabilità. Ci sono alcuni pianeti freddi che abbiamo rilevato grazie a Kepler e altri telescopi, ma questo li batte tutti. Il suo nome è OGLE-2005-BLG-390L b (OGLE per gli amici): spero davvero che nella gara continua per la nomina degli esopianeti venga prodotto qualcosa di più fantasioso.

OGLE è stato scoperto nel 2005 dal telescopio danese dell’ESO (1,54m), situato a La Silla in Cile. La sua stella di riferimento è una nana rossa lontana 28mila anni luce, più vicina di noi al centro della Via Lattea. Il pianeta ha una massa pari a 5,5 volte quella della Terra. Una rivoluzione dura circa 10 anni, e si suppone che abbia una superficie rocciosa. Inoltre, con una temperatura in superficie di -220 gradi Celsius, è imbattuto sino ad oggi come il più freddo mondo alieno scoperto fino ad oggi.

Ci sono altre cose che vale la pena segnalare a proposito di questo pianeta. Ad esempio, OGLE è solo il terzo pianeta extrasolare scoperto fino a oggi grazie alle ricerche di microlensing, dice Jean-Philipe-Beaulieu (Institut d’Astrophisique de Paris, France). “Mentre gli altri due pianeti scoperti in questo modo hanno massa pari ad alcune volte quella di Giove, la scoperta di un pianeta la cui massa è solo cinque volte quella della Terra (benché molto più difficile da rilevare di quelli più massicci) fa pensare che questi corpi celesti di massa più piccola siano molto comuni”.

È anche il caso di osservare che mentre la distanza dei pianeti dalla stella di riferimento ha una diretta relazione con la loro temperatura, cosa prevedibile, questo però non è sempre vero. Qualche volta i pianeti lontani sono relativamente “più caldi”. Questa non dovrebbe del tutto sorprendere, perché la temperatura è funzione di numerose variabili.

Volete un esempio che vi suoni familiare? Prendete il nostro Sistema Solare: l’atmosfera planetaria più fredda non appartiene a Nettuno, ma a Urano che si trova a circa 19,2 AU dal Sole, mentre Nettuno si trova a 30 AU. Con una temperatura minima di -216 °C oppure -224 °C, (le fonti di informazione differiscono su questo punto – qui sto citando NASA e BBC), Urano appare come il più freddo tra i mondi completamente sviluppati. Plutone è stato declassato qualche anno fa alla condizione di pianeta-nano, e quindi non lo abbiamo considerato in questa statistica.

Perché succede questo? Ci sono differenti teorie, una delle quali fa riferimento alla strana inclinazione del suo asse polare. Se ne fosse stato responsabile un impatto gigantesco avvenuto molto tempo fa, questo avrebbe anche potuto causare la fuoriuscita nello spazio di calore dall’interno del nocciolo. Inoltre Urano manca della interazione mareale che Nettuno ha con la sua luna Tritone, fenomeno che si traduce alla fine in calore. Tanto per chiarire, i pianeti non sono affatto gli oggetti più freddi dell’Universo. Il luogo più freddo mai trovato dagli astronomi è una nebulosa di spettrale bellezza, la Nebulosa Boomerang, che si trova a 5000 anni luce da noi, nella costellazione del Centauro. Con i suoi glaciali-272 °C, è perfino più fredda dello spazio circostante.

E cosa dire del contrario – del più caldo esopianeta finora conosciuto? È cognizione comune che anche in questo caso la distanza non è il solo fattore importante, e infatti Venere, grazie alla sua densa atmosfera, è più calda di Mercurio. Ma nello spazio profondo, questo record appartiene ad un pianeta chiamato WASP-12b, situato a 870 anni luce da noi. Con i suoi 2200 °C, una composizione gassosa di massa pari a una volta e mezza quella di Giove, e il doppio della sua stazza, è il pianeta più caldo mai scoperto.

Inoltre, con la durata di una sua rivoluzione pari a un solo giorno terrestre, e una distanza dalla sua stella di riferimento di poco più di 3 milioni di kilometri, è il pianeta dall’orbita più stretta mai trovato. Non è però destinato a rimanere così a lungo. Già, perché è così vicino alla sua stella di riferimento che le forze di marea che ne derivano stanno trasformando la sua forma in quella di un uovo, e disperdendo la sua atmosfera.

Mentre parliamo la sua stella se lo sta letteralmente cannibalizzando, e la NASA ha dato al povero pianeta soltanto una decina di milioni d’anni prima che sia divorato completamente. Ma lascerò le storie di horror galattico per un altro articolo

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STEPHEN p BIANCHINI

traduzione di ROBERTO FLAIBANI  e DONATELLA LEVI

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