Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

eso3 – Pianeti extrasolari fotogenici

Domani finisce il nostro breve test. I colonnini, intesi come metodo di lettura alternativo del blog, rimarranno di sicuro, mentre le modalità di presentazione saranno probabilmente rivoluzionate. Ma… tempo al tempo.(RF)

La distanza conta, non se ne discute. Ho già accennato all’importanza della Zona Abitabile, che ovviamente è in relazione con la distanza del pianeta dal suo sole. La Terra è un buon esempio di un pianeta né troppo vicino, né troppo lontano, che quindi gode di condizioni favorevoli alla vita. Nel caso del Sistema Solare abbiamo una certa varietà in termini di distanza dal Sole. È comunque sorprendente che queste non siano le distanze più estreme che possono esistere in un sistema solare anche supponendo che nel sistema ci sia un’unica stella.

eso3 tabella

Infatti se si trattasse di un sistema doppio (o multiplo) le cose potrebbero cambiare drasticamente. Circa un anno fa, dei ricercatori dell’Università di Montréal, conquistarono l’attenzione della stampa identificando un pianeta sorprendente, di massa pari a molte volte quella di Giove, lontano 2000 Unità Astronomiche (UA) dal suo sole. Tanto per farsi un’idea, 40 o 50 volte la distanza di Plutone dal Sole (sì, anche le distanze possono variare). Sorprendente, considerando che oggetti celesti così distanti sfidano tutte le teorie correnti sulla formazione dei pianeti. GU Psc b, tale è il nome di questa piccola meraviglia, è così lontana dalla stella da cui ha avuto origine, che il telescopio Gemini, a sua volta un’altra meraviglia, è stato in grado di fotografarla senza l’aiuto di alcuna ottica adattiva, e i lettori dovranno leggere l’intera storia per capire veramente quanto essa è sorprendente. Oppure credermi sulla parola.

Eccolo qui, un piccolo punto indipendente di luce infrarossa separato dalla sua stella. Ciò è fondamentale per una serie di ragioni, come per esempio mettere alla prova il modello computerizzato di meccanica della formazione dei pianeti, anche tenendo conto delle sue caratteristiche fisiche come massa e temperatura, di solito difficili o impossibili da valutare correttamente a causa della presenza della stella.

Passiamo invece alla situazione opposta. Qual è la distanza minima di un pianeta da una stella se vogliamo evitare che ne venga divorato? Non parliamo per metafore, accade davvero e ne abbiamo le prove. Ma di questo parleremo in un altro articolo. La domanda, invece, è una di quelle a cui al momento è impossibile rispondere: quanto più il pianeta è vicino alla stella, tanto più è difficile rilevarlo. Possiamo solo affidarci a teorie e modelli matematici – quegli stessi che GU Psc b ha gia’ dimostrato essere inaccurati, quando non completamente sbagliati. C’è invece un’altra domanda a cui possiamo rispondere: qual è l’esopianeta più vicino al Sistema Solare? In effetti abbiamo un ottimo candidato in Epsilon Eridani b, il quale orbita intorno a una graziosa stella simile al Sole ad appena 10,5 anni luce dalla Terra. La porta accanto, in termini astronomici, ma alla portata dei nostri telescopi. Chissà che un giorno o l’altro non ne avremo qualche buona fotografia.

STEPHEN p BIANCHINI

traduzione di ROBERTO FLAIBANI  e DONATELLA LEVI

19 agosto 2015 - Posted by | Astrofisica, News, Planetologia, Scienze dello Spazio | , ,

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