Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Propulsione e comunicazione

Comincia qui, sommessamente, un lavoro che noi del Tredicesimo Cavaliere riteniamo impegnativo e interessante. Si tratta della traduzione in lingua italiana degli abstract degli articoli pubblicati negli ultimi anni a cura della British Interplanetary Society  (BIS), la prestigiosa ONG dello spazio da qualche mese presente nel nostro paese con la sua branch, BIS Italia. Gli articoli completi, in inglese, continueranno a comparire invece sul Journal of the British Interplanetary Society (JBIS), il periodico che si occupa di Scienze dello Spazio dal particolare punto di vista “visionario” della BIS.

Sotto l’ala della DARPA, l’agenzia del Pentagono per l’alta tecnologia, è nato un paio di anni fa negli Stati Uniti il 100YSS, un movimento dedicato a costruire le fondamenta della complessa struttura  scientifica, tecnologica, economica e sociale che sarà necessaria per costruire e lanciare la prima astronave interstellare. Il movimento organizza ogni anno un congresso, e la BIS si è impegnata alla pubblicazione degli atti sul suo Journal, un impegno gravoso sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, a causa dell’approccio di tipo multidisciplinare che la natura stessa  del volo intestellare impone. Presentiamo oggi i primi due abstract preceduti da poche righe di introduzione.

Harold “Sonny” WhiteGli ingegneri rileggono  Einstein

IL dott. Harold “Sonny”  White ha ottenuto il Ph.D. in Fisica alla Rice University, il Master’s of Science in Mechanical Engineering alla Wichita State University, e un Bachelors of Science in Mechanical Engineering all’Università South Alabama. Il  Dr. White ha accumulato oltre 15 anni di esperienza lavorando nell’industria aereospaziale con Boeing, Lockheed Martin, e NASA. Attualmente presta servizio come Advanced Propulsion Theme Lead per l’Engineering Directorate della NASA ed è il rappresentante del JSC presso il Nuclear Systems Working Group. Sta inoltre conducendo, a livello teorico e in laboratorio, ricerche sulla  fisica della propulsione avanzata, presso il laboratorio Eagleworks nel Johnson Space Center della NASA.

La meccanica della curvatura di campo

Questo lavoro inizia con una breve recensione della metrica della propulsione a curvatura di Alcubierre e descrive come il fenomeno potrebbe funzionare in base al progetto originale.
La forma canonica della metrica è stata sviluppata e pubblicata in “A Discussion on space-time metric engineering”, Gen. Rel.Grav., 35, pp.2025-2033, 2003, e ha fornito una chiave di lettura del campo di potenziale e di spinta attraverso il campo, che ha risolto un paradosso cruciale nel concetto originale del funzionamento come enunciato da Alcubierre. Viene presentato e discusso un concetto modificato del funzionamento sulla base della forma canonica della metrica che risolve il paradosso. Sarà successivamente considerata brevemente l’idea di un motore a curvatura in uno spazio-tempo a più dimensioni (manifold) confrontando le geodetiche null-like della metrica di Alcubierre con la metrica di Chung-Freese per illustrare il ruolo matematico delle coordinate nell’iperspazio.
L’effetto netto di utilizzare una “tecnologia” con motore a curvatura accoppiato con sistemi convenzionali di propulsione in una missione di esplorazione, sarà discusso usando la terminologia di una missione pianificata precedentemente.
Infine sarà descritta nei dettagli una panoramica del test interferometrico di un campo di curvatura in corso di attuazione nel Laboratorio di Fisica della Propulsione Avanzata: Eagleworks (APPL:E) presso il Johnson Space Center della NASA.
Sebbene la meccanica della curvatura di campo non abbia avuto un momento di “Chicago Pile” (ll primo esperimento di reattore nucleare n.d.t.), gli strumenti necessari per individuare un modesto esempio del fenomeno sono a portata di mano.

Titolo originale: WARP field mechanics 101
Autore: Harold “Sonny” White – NASA Johnson Space Center – Houston
Traduttore: Walter Risolo, Editor: Roberto Flaibani, Massimo Mongai
Journal of the British Interplanetary Society, vol 66, n. 7-8 July-August 2013
100YSS Symposium 2011 – TIME DISTANCE SOLUTIONS Section

gilster_02Lo scrittore e l’astronave

Paul Gilster è uno scrittore a tempo pieno specializzato in tecnologia spaziale e sue implicazioni. E’ uno dei fondatori della Tau Zero Foundation, dove svolge funzione di capo redattore. Gilster è autore di sette libri, tra cui Digital Literacy (John Wiley & Sons, 1997) e Centauri Dreams: Imagining and Planning for Interstellar Flight (Copernicus, 2004), uno studio sulle tecnologie che potrebbero un giorno rendere possibile l’invio di una sonda fino alla stella più vicina. Gilster segue gli ultimi sviluppi nella ricerca interstellare, dalla propulsione agli studi sugli esopianeti, nel suo sito web Centauri Dreams. In passato, Gilster ha collaborato con numerose riviste di tecnologia e di affari, e ha pubblicato saggi, articoli, recensioni, narrativa, in un gran numero di pubblicazioni sia interne che esterne ai settori spazio e tecnologia. Inoltre da 23 anni scrive regolarmente una rubrica di informatica che appare sul The News & Observer (Raleigh, NC). Gilster si è laureato presso il Grinnell College (IA) e ha fatto sei anni di specializzazione in letteratura medievale inglese al UNC-Chapel Hill, prima di dedicarsi all’aviazione commerciale e infine alla scrittura.

La Visione Interstellare: i principi e la  pratica

Il titolo ambizioso dello studio “100 Year Starship” echeggerà presso il pubblico, un fatto che richiederà al destinatario della sovvenzione DARPA l’uso di una comunicazione che possa seguire una attenta strategia su come portare questa visione su Internet e gli altri punti di visibilità. Tutto ciò sarà necessario per stimolare l’impegno pubblico e sostenere il ‘mormorio’ che aiuterà l’organizzazione a sviluppare le proprie idee.
Questo documento esamina tali problematiche nel contesto del lungo coinvolgimento dell’autore con “I sogni del centauro”, un sito web dedicato alla presentazione del volo interstellare ad un pubblico ampio e generico.
Elementi centrali per la presentazione dell’idea della nave stellare sono il sostenere il valore del  pensiero a lungo termine ed il valore della ricerca di spin-off, ponendo l’obiettivo di una nave stellare nel contesto di altre attività umane che hanno avuto la capacità di trascendere la vita dei singoli partecipanti.
Insegnare responsabilità intergenerazionale implicherà  approfondire temi di storia, economia e filosofia, oltre alle questioni tecnologiche sollevate da un viaggio di questa portata. I migliori comunicatori per questo ruolo saranno dei comunicatori generalisti che possano collegare discipline così lontane fra loro La chiave per lo studio è lo sviluppo di una presenza Web che utilizzi Internet con cautela. Alcuni miti di Internet tra cui ‘la saggezza delle folle’ e la ​​resistenza ad un condizionamento dall’alto comprometterebbero il progetto. E’ in questo contesto che saranno discussi i vantaggi e gli svantaggi dei social network . È essenziale la presenza di una voce editoriale forte disposta a selezionare le pubbliche risposte per poter mantenere degli standard elevati nelle discussioni che seguiranno.
Inoltre, un elevato standard di articoli richiede la presentazione delle ricerche senza troppo clamore  e un livello di discorso che educhi, ma non condizioni il suo pubblico. Un’accurata citazione delle ricerche attinenti e la volontà di impostare alto il livello della discussione comporterà una risposta dai ricercatori e dal pubblico che, con l’aiuto di una continua e costante  moderazione, costruirà una banca dati di idee di terze parti in grado di suscitare l’interesse e aggiungere materialmente valore alla ricerca globale

Titolo originale: The Interstellar Vision – Principles e Practice
Autore: Paul A. Gilster – Tau Zero Foundation – Centauri Dreams blog
Traduttore: Walter Risolo, Editor: Roberto Flaibani, Massimo Mongai
Journal of the British Interplanetary Society, vol 66, n. 7-8 July-August 2013
100YSS Symposium 2011 – COMMUNICATION OF THE VISION Section

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16 ottobre 2013 Posted by | Astrofisica, Astronautica, Scienze dello Spazio, Volo Interstellare | , , , , , , , | Lascia un commento

BIS-Italia a Frascati con i ricercatori

BIS-Italia miniaturaSi concludono gli appuntamenti di Frascati Scienza. Dal 21 al 27 settembre la settimana è stata carica di incontri per avvicinare il grande pubblico alla ricerca scientifica, ma più di tutto a chi ne ha fatto il proprio obbiettivo professionale, gli scienziati e i ricercatori.

La giornata inaugurale si era svolta in pieno centro di Roma, in Piazza in Lucina, con l’evento  “Ricerca i Ricercatori”: un invito e un auspicio a tenersi stretto il patrimonio di conoscenze e sapere, per contrastare la fuga dei cervelli dall’Italia e favorire le carriere professionali legate alla tecnologia, alla scienza e quindi al futuro.

Questa inusuale kermesse non può che concludersi con la “Notte Europea dei Ricercatori”, oggi 27 settembre. In questa occasione  l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, aprirà le porte del proprio centro a Frascati. L’evento, che si svolge nello stesso giorno in 300 città europee, è organizzato dall’Unione Europea, e permette di esplorare a grandi linee il mondo della scienza, in particolare quello dell’esplorazione spaziale, con maggior riguardo alla figura professionale del ricercatore e dello scienziato.

Bis-Italia, la sezione italiana della British Interplanetary Society,  ha avuto modo di segnalare al pubblico le proprie attività in Italia. Tutti i membri della associazione possono fare riferimento a Bis Italia per eventi locali, notizie e riunioni. Lavorando a stretto contatto con Alistair Scott, Presidente della BIS britannica, e con il Consiglio della BIS, la sezione italiana ha aiutato a definire un insieme di regole per la gestione delle future sezioni internazionali. Lo stesso Scott, in un discorso recentemente tenuto a Pechino nel corso di attività collegate con il Congresso Internazionale di  Astronautica,  ha sostenuto la necessità, per la Bis del 21mo secolo, di fondare sezioni locali e ha citato l’esempio della Bis-Italia, la prima ad essere stata creata, nel febbraio di quest’anno, e già operativa dopo pochi mesi, con eventi e incontri.

“Crediamo nel ruolo che tali sezioni locali potranno avere nel futuro dell’associazione – ha detto Scott – e speriamo che i nostri soci non britannici comprendano il vantaggio di avere un gruppo sul loro territrio nel quale scambiare idee, esperienze e, in particolare, partecipare a progetti in vari ambiti. Stiamo anche pianificando una serie di attività educative e abbiamo l’obiettivo di partecipare ai principali eventi spaziali. Come soci, o ‘fellows’, della BIS, basta avere un indirizzo italiano per essere considerati membri della BIS Italia”.

La fondazione della British Interplanetary Society risale a prima della Seconda Guerra Mondiale. La sua mission è indirizzata alla esplorazione scientifica dello spazio, fornendo anche contributi innovativi sulla loro fattibilità scientifica.  Altre informazioni su BIS-Italia possono essere rintracciate nel sito internazionale, oppure sulla neonata pagina Facebook dell’associazione.

GIANVITTORIO FEDELE

27 settembre 2013 Posted by | Fantascienza, News, Scienze dello Spazio, Volo Interstellare | , , , , , , , , , | Lascia un commento

British Interplanetary Society, 80 anni di pensiero visionario

BIS marchio tondo baseE’ da più di un mese che forniamo ai lettori di questo blog notizie in merito alla British Interplanetary Society (BIS) e alla sua neonata sezione italiana (BIS-Italia), mentre siamo giunti ormai al quarto appuntamento dell’iniziativa “Musica nello Spazio”, quello conclusivo. Come prima uscita pubblica, BIS-Italia non poteva sperare in un successo pù limpido, anche se contenuto nei numeri: la saletta messa gentilmente a disposizione da Technotown nello splendido parco di Villa Torlonia è andata gradatamente riempiendosi ad ogni appuntamento, tanto che al terzo incontro c’era gente in piedi e un gruppo di ragazzini nelle prime file, attenti e curiosi. Prevedere un’analoga affluenza per sabato 6 aprile è facile profezia.

Ma perchè tutto questo entusiasmo, che stiamo cercando in tutti i modi di trasmettervi? Perché la BIS è quanto di meglio esista nel settore delle organizzazioni non governative dedicate allo Spazio. E’ prima di tutto un “think tank”, cioè un gruppo di “pensatori” di cui fanno parte fior di scienziati e ricercatori. L’opinione della BIS ha una notevole influenza nella comunità aereospaziale, e rappresenta un punto di vista indipendente da quello delle grandi agenzie spaziali nel grande dibattito internazionale. In molte occasioni, il “pensiero visionario” dei soci della BIS, che la BIS stessa ha presentato al mondo sotto forma di proposte ufficiali, si è rivelato precusore di molti progetti spaziali effettivamente realizzati decenni più tardi: The Project Manned Orbital Winged Rocket (1950) e The BIS Space Station (1958) ne sono un buon esempio. Altri progetti sono attualmente in corso, come Project KickSat e Project 2033. La BIS, inoltre, svolge un’intensa attività editoriale, pubblicando tre riviste periodiche: Spaceflight, Space Chronicle e The Journal of the British Interplanetary Society, più una newsletter online, chiamata Odyssey, delle quali abbiamo già parlato in un articolo precedente.

BIS IT logoMa non solo. Molti soci BIS non si limitano a curare solo i loro interessi scientifici ma coltivano anche ambizioni letterarie che la BIS non ignora, ma anzi promuove. Ecco quindi che la narrativa di fantascienza viene gratificata di grande considerazione e non bollata come letteratura di serie B. Citeremo un solo nome: Arthur C. Clarke, che anche chi non legge fantascienza non può non conoscere come ispiratore, con il suo racconto The Sentinel, di quell’incredibile film che è 2001 Odissea nello Spazio.

Forti di questo non indifferente patrimonio d’immagine, i due fondatori Fabrizio Bernardini e Paolo D’Angelo hanno lanciato BIS-Italia con l’ormai nota manifestazione in quattro atti “Musica nello Spazio”. Per il futuro si pensa di costruire una presenza qualificata su Facebook e una collaborazione approfondita e sistematica con Technotown nel campo della divulgazione scientifica. Ma di questo  riparleremo ben presto.

2 aprile 2013 Posted by | Astronautica, Fantascienza, News, Scienze dello Spazio | , , , | Lascia un commento

British Interplanetary Society (BIS) al suo secondo appuntamento a Roma

BIS_Italia_logo

BIS-Italia, con la collaborazione di Technotown (la struttura del comune di Roma dedicata all’incontro dei ragazzi tra gli 8 ed i 17 anni con le moderne tecnologie), e con il patrocinio dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e di INAF (Istituto nazionale di Astrofisica) terrà sabato prossimo 9 marzo il secondo di un ciclo di quattro incontri sul tema “Musica nello Spazio”.

Il ciclo, adatto a un pubblico non specializzato, si propone di discutere di vari temi relativi all’esplorazione dello spazio, nelle sue diverse forme, prendendo come spunto il ruolo che la Musica gioca in tutte le attività umane. In particolare, nel primo incontro abbiamo scoperto che la musica è parte dell’esperienza degli astronauti: è stata inviata da Terra, è stata portata nello spazio, ed è persino stata eseguita nello spazio. Molti sono gli astronauti che hanno un interesse per la musica e la storia delle missioni umane ha avuto un crescendo di episodi musicali che è importante ricordare ed apprezzare.

Il primo incontro è stato presentato da Paolo D’Angelo, noto giornalista e storico dell’astronautica, nonchè Fellow della British Interplanetary Society, di cui BIS-Italia rappresenta la sezione italiana. Al termine dell’incontro i presenti si sono intrattenuti con il relatore ponendo diverse questioni: l’interesse per i voli umani è sempre presente, ma poter esplorare anche un rapporto particolare come quello tra la musica e il mondo estremamente organizzato e ad “alta pressione“ degli astronauti è stato certamente una novità degna di nota. Questo primo incontro verrà ripetuto nel corso di Scienza 3, la settimana della scienza organizzata dal Terzo Municipio di Roma.

 Nel prossimo incontro il dott. Roberto Orosei, dell’INAF, discuterà di vari aspetti connessi alla esplorazione del sistema solare, anche in questo caso usando la musica in un modo che presto scopriremo.

FABRIZIO BERNARDINI

 (doppio click per ingrandire)

Volantino musica BIS IT

5 marzo 2013 Posted by | Fantascienza, News, Scienze dello Spazio | , , | Lascia un commento

   

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