Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

3 Film: Elysium, Gravity, Europa Report

***Attenzione spoiler ***

Elysium1Di Elysium, il film che ha aperto il cartellone autunnale del cinema di fantascienza in Italia abbiamo già parlato in questi spazi. Un prodotto onesto, che fa la sua cassetta anche grazie alla presenza di Matt ‘Bourne identity’ Damon e Jodie ‘Clarice Sterling’ Foster. I miei nick non sono dei vezzi per sfoderare una cultura cinematografica che non ho. Semplicemente, servono a far intendere al lettore che i due attori hanno fatto anche di meglio di questo Elysium dalla trama un po’ così, acclamato come il successore di District 9. Ma dove quest’ultimo riusciva a conservare una certa ironia – per esempio la passione degli alieni per il cibo per gatti – qui Elysium si prende troppo sul serio: si vede pesantemente la mano dei produttori sul regista Neil Blomkamp, desiderosi a tutti costi del happy end che in District 9 non erano riusciti a imporre. Per me rimane memorabile la scena della ex fidanzata di un essere umano ormai diventato alieno. La donna lo vede oltre le sbarre del famigerato District 9, lo osserva meglio mentre solleva una scatola di cibo per gatti e urla il suo nome, egli si volta, la guarda a sua volta ma poi la sua attenzione è tutta per la scatoletta tra le sue zampe. Un finale pieno di ironia, certo, comicità anche, ma pure tanto tanto cinismo ottimamente dosato da Blomkamp nel corso di tutto il film. Ma stiamo divagando.

Ho introdotto Elysium per definire anche un genere, quello fantascientifico, che se non trova altre strade linguistiche ha poca durata. Non bastano il volto simpatico di Damon e la bravura forse un po’ troppo rigida in questo caso della Foster, né gli effetti speciali, di fronte ai quali la maggior parte del pubblico over 15 ormai sbadiglia, per fare un grande film. Ed è un peccato, perchè la stazione spaziale Elysium è un tributo al genio visionario di Gerard K. O’Neill, professore a Princeton, che negli anni ’70 progettava oggetti mastodontici come quello e altri, tra cui i famosi cilindri di Incontro con Rama, acclamato romanzo firmato da Sir Arthur Clarke. La risposta può venire da quel genere che definisco, con neologismo brutto e decisamente azzardato, “fantafuturo”: brutto per il suono e azzardato perché il futuro è sempre fantastico, nel senso di “non immaginabile”. Ma nel mio caso mi riferisco al futuro prossimo, quando gli uomini varcheranno di nuovo i confini dello spazio con i mezzi già a disposizione, o con nuovi congegni, che però siano logici sviluppi della tecnologia attuale e pertanto riconoscibili anche dal pubblico generico.

gravity Di questo genere sono usciti un blockbuster, Gravity, e un film minore, Europa Report, che tuttavia meriterebbe maggiore attenzione di quella dei festival dedicati – il film è stato presentato al Festival della Fantascienza di Trieste pochi giorni fa -. Gravity si avvale di due attori come Sandra Bullock e George Clooney, c’è il previsto happy end, anche se solo a metà, come già in Elysium e come prevede oggi il copione politically correct. D’altra parte anche il cinema americano si è dovuto piegare alle leggi dettate dai serial, l’unico media realmente innovativo. Lost ha cambiato il modo di fare fiction televisiva e fa morire due o tre dei suoi personaggi di punta alla seconda o terza stagione, lasciando di stucco e infuriati gli spettatori, ma a quel punto fa genere. Per cui lacrimucce tanto nel caso di Elysium che di Gravity. Quest’ultimo – va sottolineato – riesce però a fare spettacolo con il suo shuttle in 3D bombardato dai detriti spaziali. Forse chi lo vede ricorda il tragico incidente del Challenger: insomma, la realtà mischiata a un bel po’ di trovate discutibilissime sul piano scientifico – e umano, aggiungo io – funziona. Certo, ci vuole una grossa dose di quella “sospensione dell’incredulità” che si chiede allo spettatore quando la Bullock a un certo punto si trova ad aver quasi circumnavigato al Terra con la sola tuta da passeggiata spaziale. Di queste perle Gravity ne inanella talmente tante che lo spettatore informato si irrita e finisce per annoiarsi. Persino il presidente dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e due astronauti, Vittori e Nespoli, se non sbaglio, si son sentiti in dovere di intervenire sui giornali per avvertire il pubblico. Onore al merito per Sandra Bullock, che recita per quasi tutto il film da sola, e alla voce di Tonino Accolla, il doppiatore di Clooney, che ci accompagna per un po’.

Con Europa Report, una piccola perla in questo scenario, ci spingiamo verso Giove e le sue lune. Europa appunto è la meta di un’altra astronave, attrezzata per esplorare il misterioso oceano sotterraneo di cui quel remoto corpo celeste sembra essere dotato. Fantascienza allora? Non tanto, perché a sentire chi se ne intende davvero, è il film con il più alto tasso di attendibilità scientifica tra i tre. Ed è anche quello che, a mio avviso, spinge di più l’acceleratore sulla componente umana nella sua essenza più profonda, ossia quando gli individui, insieme, si trovano di fronte a una realtà sconosciuta. Ed è il piano umano quello che a mio avviso rende avvincente e commovente e infine vincente Europa Report rispetto agli altri due. Mentre Elysium punta sull’eroe redento in guerra contro una casta ricca ma umanamente morta – gli abitanti di Elysium, i Campi Elisi, dove secondo il mito greco vagavano le anime degli eroi – e Gravity sul machismo di una donna che tra l’altro non è nemmeno un’astronauta esperta, Europa Report punta tutte le sue carte umane su un gruppo di scienziati e tecnici (non ci sono militari nell’equipaggio di Europa-1) capaci di meravigliarsi come bambini di fronte a un un nuovo mondo, e di dare la vita perchè una grande avventura scientifica possa proseguire.

Europa Crew“E’ un piccolo passo per me…. ” ha detto Armstrong posando il piede sulla superfice lunare, una delle frasi storiche più gonfie di retorica della storia dell’ Umanità. Ecco invece la voce di Rosa, pilota di Europa-1, un faccino dolce in un corpicino minuto, infantile, emergere umile e coraggiosa al di sopra del frastuono dei campanelli d’allarme e dell’acqua gelida che si riversa dentro l’astronave: “Comparata con la vastità del sapere ancora da acquisire, che rilevanza può avere la tua vita?”

GIANVITTORIO FEDELE

Annunci

22 ottobre 2013 Posted by | Fantascienza | , , , , | Lascia un commento

Aggiornamenti su Europa: chimica dell’oceano e siti di sbarco

Europa Report panorama[…] Ma quello che eccede tutte le meraviglie, ho ritrovati quattro pianeti di nuovo, e osservati i loro movimenti propri e particolari, differenti fra loro e da tutti gli altri movimenti delle stelle, e questi nuovi pianeti si muovono intorno ad un’altra stella molto grande, non altrimenti che si muovino Venere e Mercurio, e per avventura li altri pianeti conosciuti intorno al Sole. […] (nell’immagine: un fotogramma da Europa Report, il film)-

Iniziò così la storia di Europa, la sera del lontano 7 gennaio 1610 quando, insieme ad Io, Ganimede e Callisto, fu scoperta da Galileo Galilei. È la più piccola delle quattro lune medicee di Giove, da cui dista 671 mila chilometri ed intorno al quale svolge un periodo di rivoluzione di 3 giorni e 13 ore. Il suo moto è sincrono con quello del pianeta e pertanto mostra ad esso sempre lo stesso emisfero. È anche uno dei satelliti più massicci dell’intero sistema solare con il suo diametro massimo di 3120 chilometri e una densità media di 3,3 kg/cm3. La sua superficie è relativamente piatta e ricoperta da uno strato di ghiaccio, il cui spessore è oggetto di un serrato dibattito. La suggestiva ipotesi dell’esistenza su Europa di un oceano di circa 100 chilometri di profondità, cioè un vasto corpo che può contenere due o tre volte il volume di tutta l’acqua liquida presente sulla Terra, ha affascinato da subito gli scienziati e stimolato numerose ricerche, finalizzate alla valutazione dell’esistenza di un possibile ambiente adatto alla vita e contemporaneamente anche alla individuazione di aree funzionali ad uno sbarco futuro. Ovviamente, per confermare questo, è necessario raggiungere una conoscenza approfondita riguardo alla composizione chimica dell’oceano di Europa e alla presenza dell’energia necessaria all’attivazione dei cicli chimici peculiari della vita, quale noi la conosciamo.

Per valutare la composizione chimica di questo immenso corpo liquido non sono risultate più sufficienti le informazioni fornite dai vari strumenti della sonda Galileo (in orbita dal 18 ottobre 1989), quali il NIMS (Near-Infrared Mapping Spectrometer) che valuta le lunghezze d’onda da 0,7 a 5,2 micrometri. Per questo motivo due scienziati, Mike Brown (Caltech-California Institute of Technology, Pasadina) e Kevin Hand (JPL- Jet Propulsion Laboratory, NASA) si sono appoggiati ai dati raccolti dallo strumento Keck di Mauna Kea, utilizzando ottiche adattive e analisi spettrografiche effettuate con OSIRIS (OH-Suppressing Infrared Imaging Spectrograph). Questo spettrografo operante nel vicino infrarosso prende spettri in un piccolo campo di vista e consente di ignorare le lunghezze d’onda di disturbo, causate nell’atmosfera terrestre dalle emissioni da OH- (ossidrile), permettendo così l’individuazione di oggetti 10 volte più deboli di quelli rilevati in precedenza. Le analisi hanno portato alla scoperta della presenza sulla superficie di un solfato di sale di magnesio, chiamato epsomite, cosa che poteva deporre a favore di uno scambio di materiali tra l’oceano sottostante e la superficie stessa.

In merito a questo, un dato importante da evidenziare è che c’è una marcata differenza nei materiali che compongono l’emisfero di Europa rivolto verso Giove e quello nascosto: il primo ha una colorazione gialla, mentre l’altro è striato di materiale rosso. L’ipotesi più accreditata sui motivi di tale differenza è la presenza della luna Io, la più vicina al pianeta, che produce con la sua intensa attività vulcanica grandi quantità di zolfo, parte del quale si accumulerebbe proprio sulla superficie di Europa, maggiormente nell’emisfero nascosto, insieme a ghiaccio non di acqua. Le analisi spettrografiche, condotte da Brown e Hand sui materiali, hanno messo in evidenza che entrambi gli emisferi contengono quantità significative di ghiaccio non di acqua e che è presente solfato di magnesio solo sull’emisfero nascosto. Questo dato, pertanto, ha portato i ricercatori a concludere che tale composto non possa provenire dall’oceano, ma da un altro precursore minerale del magnesio (probabilmente cloruro di magnesio), distribuito ovunque sul satellite. Questa ipotesi concorda con altre analisi fatte da Brown sull’atmosfera di Europa, dalle quali risulta che questa è costituita da sodio e potassio, i cloruri dei quali, pertanto, dovrebbero essere i sali prevalenti sulla superficie di Europa. In conclusione la composizione dell’oceano di Europa potrebbe non essere molto diversa da quella degli oceani della Terra!

europa_oceanImmagine 1: Sulla base di nuove prove gli astronomi ipotizzano che sali di cloruro sgorghino dall’oceano liquido profondo della luna ghiacciata di Giove, Europa, e raggiungano la superficie, dove verrebbero bombardati dallo zolfo emesso dai vulcani della luna più interna del pianeta, Io. Le nuove scoperte danno risposte alle domande che sono state dibattute fin dai tempi delle missioni Voyager e Galileo della NASA. Illustrazione artistica di Europa (in primo piano), Giove (a destra) e Io (al centro). Credit: NASA / JPL – clicca 2 volte per ingrandire

Altro dato interessante riguardo alla chimica dell’oceano di Europa è la presenza di perossido d’idrogeno (insomma… acqua ossigenata, ma 20 volte più diluita di quella in vendita nelle nostre farmacie!). Questo composto, al di sotto della crosta ghiacciata, potrebbe trasformarsi in ossigeno, creando un rimescolamento dei materiali tra superficie e profondità, e presentarsi così come una sorgente di energia utile per eventuali forme di vita. Comunque anche questo composto non è distribuito in modo uniforme: la concentrazione maggiore (0,12% rispetto all’acqua) si trova sul lato rivolto verso Giove, mentre sull’emisfero opposto si abbassa fino a raggiungere quasi lo zero. E inoltre appare più concentrato nelle zone in cui il ghiaccio è fatto quasi esclusivamente di acqua. Queste ultime ricerche rimodulano quanto proposto ad una prima lettura dei dati rilevati dallo strumento NIMS, i quali lasciavano ipotizzare una quantità uniforme di perossido all’interno dello strato ghiacciato con un tasso di concentrazione pari allo 0,13%, concentrazione presente in realtà solo nelle regioni più ricche di ghiaccio di acqua. I ricercatori comunque concordano sull’importanza di un approfondimento riguardo alla presenza e alle trasformazioni del perossido d’idrogeno su Europa, per confermare o meno la possibilità di un ambiente favorevole alla vita. La ricerca, però, si presenta difficoltosa perché le regioni polari del satellite, ricche di ghiaccio, non sono facilmente osservabili.

 twin_europaImmagine 2: Questa immagine mostra Europa in colore naturale (a sinistra) e in colore migliorato per esaltare le differenze della superficie (a destra). La parte luminosa bianca e bluastra è composto principalmente di ghiaccio d’acqua, con pochissima quantità di altri materiali non di ghiaccio. In contrasto, le regioni brunastre screziate sul lato destro dell’immagine possono essere coperte da sali idrati e da un composto rossa non conosciuto. Anche il materiale giallastro screziato sul lato sinistro è un componente sconosciuta. Le linee scure disseminate sulla superficie sono fratture della crosta, alcune delle quali lunghe più di 3000 chilometri. Credit: JPL. – clicca 2 volte per ingrandire

Lo studio della presenza di composti dello zolfo, che appaiono più abbondanti sull’emisfero di Europa opposto a Giove, è risultato interessante per comprendere quali siano le aree più utili ad un futuro atterraggio di sonde. Brad Dalton e i suoi colleghi del JPL hanno concentrato il loro lavoro di ricerca sulle particelle cariche che colpiscono la superficie di Europa, per individuare i luoghi di minor impatto, al di sotto dei quali l’oceano dovrebbe presentare una modifica minore della sua composizione originale ad opera di elettroni e ioni in entrata. Il team di ricercatori ha analizzato gli spettri, raccolti dal NIMS di Galileo, dell’acido solforico idrato e dei sali di solfato idrato, che possono essere distinti da quelli del ghiaccio d’acqua. Il risultato è stato che l’acido solforico varia da livelli non rilevabili vicino al centro dell’emisfero esposto verso Giove fino a quantità pari a più della metà dei materiali sulla superficie vicino al centro dell’emisfero opposto. La quantità di elettroni e ioni di zolfo che colpisce la superficie presenta una stretta correlazione con questo risultato. Pertanto, è più probabile che il materiale oceanico in condizioni più simili alla composizione originaria si trovi nel lato esposto di Europa e possa essere presente anche intrappolato nella crosta ghiacciata sovrastante.

Europa_sitesImmagine 3: Questa grafica mette in relazione la quantità di energia depositata su Europa dal bombardamento di particelle cariche e il contenuto chimico di depositi di ghiaccio sulla superficie, distribuita in cinque aree (da A ad E). Ioni ed elettroni legati al potente campo magnetico di Giove colpiscono Europa abbondantemente. Il campo magnetico viaggia intorno a Giove con velocità superiore di quella con cui Europa orbita attorno al pianeta. La maggior parte delle particelle energetiche colpiscono Europa nell’emisfero opposto alla direzione di orbita. L’emisfero rivolto nella direzione di marcia, invece, riceve meno particelle cariche. Credit: NASA / JPL-Caltech / Univ. di Ariz. / JHUAPL / Univ. di Colorado. – clicca 2 volte per ingrandire

Ovviamente il modo migliore per avere informazioni utili sarebbe arrivare direttamente sulla superfice di Europa! Essa appare relativamente piatta e l’assenza di crateri di impatto potrebbe significare che si sia consolidata in tempi relativamente recenti. La superficie è anche attraversata da striature più scure, dovute probabilmente ad impatti di meteoriti, che hanno causato lo scioglimento del ghiaccio, permettendo all’acqua di scorrere prima di congelare nuovamente. Potrebbe essere possibile che vicino a queste linee ci siano biomarcatori che hanno raggiunto la superficie dall’oceano sottostante spinti attraverso le fratture: proprio in questi punti si sono trovati scambi di materiale tra la superficie, il guscio ghiacciato e l’oceano.

europa_fracturesImmagine 4: composizione di immagini ad alta risoluzione di una veduta da polo a polo di Europa con il lato rivolto verso Giove a sinistra (ovest) e la parte lontana da Giove a destra (est). Oltre alle linee, si notano altre strutture interessanti, le lenticule (piccole macchie), il “caos” (area densa di diversi tipi di strutture), macule (grandi macchie) e nel sud la fascia luminosa nota come Linea di Agenore. Il mosaico è stato costruito a partire da singole immagini ottenute con il sistema SSI (imaging a stato solido) della sonda Galileo della NASA durante sei passaggi ravvicinati ad Europa tra il 1996 e il 1999. Credit: NASA / JPL-Caltech / University of Arizona. – clicca 2 volte per ingrandire

Oltre alle effettive dimensioni dello spessore sottile della crosta ghiacciata, è necessario possedere altri dati per scegliere le tecnologie necessarie per arrivare su Europa. Per individuare i possibili luoghi di sbarco, quali le aree di bassa albedo e le zone geologicamente giovani, poco alterate dalle radiazioni, è utile disporre della mappatura della superficie effettuata con immagini ad alta risoluzione. Robert Pappalardo (Senior Research Scientist, JPL), analizzando le mappe ottenute dalla composizione delle immagini fornite dalla sonda Galileo, ha individuato quali aree rispondenti alla maggior parte dei requisiti sono rappresentate nelle mappe sottostanti. Le regioni di Europa chiamate “caotiche” (un miscuglio di crinali, pianure e crepacci) sono considerate i siti migliori per l’atterraggio, perché apparentemente di formazione più recente. Le parti più scure e pianeggianti a esse associate potrebbero essere composte di fluidi congelati provenienti dall’oceeano

europa_landing_sitesImmagine 5: In alto la mappa generale: luoghi di sbarco candidati su Europa indicati da cerchi rossi sulle la mappa globale; i contorni blu mostrano intensità di radiazione sulla superficie di Europa, con evidenza dell’estensione geografica su cui gli elettroni di una data energia influenzano la superficie e quanto penetrano in profondità (escludendo gli effetti delle particelle secondarie). In basso: immagini su scala regionale. A sinistra: pianure scure associate con il caos nella regione E25 Galileo. Centro: I terreni caos Thera e Tracia Maculae. A destra: scuro terreno caotico nella Galileo E17 mosaico regionale. Ogni sito candidato soddisfa i criteri di bassa albedo, materiale giovane che sembra provenire dal sottosuolo ed è al di fuori delle regioni di radiazioni più intense sul satellite. (Credit: Pappalardo et al.) – clicca 2 volte per ingrandire

Attualmente, diversi ricercatori, tra i quali Robert Pappalardo e il planetologo Philip Hozempa, sono impegnati nel progetto  Europa Clipper, una sonda da porre in orbita intorno Giove nel 2021 che, nel corso di due anni e mezzo, dovrebbe compiere 32 passaggi ravvicinati a Europa (il più vicino a 25 chilometri). Questa missione potrebbe essere considerata come precorritrice di una futura spedizione di atterraggio sul satellite gioviano. Budget permettendo!

SIMONETTA ERCOLI

LOGO_carnevale_della_chimica_large

Bibliografia

  • Galileo Galilei, Lettere, Lettera a B. Vista, 30 genn 1610.
  • Brown and Hand, “Salts and radiation products on the surface of Europa,” in press at the Astrophysical Journal;
  • Mike Brown e Kevin Hand, “Keck II Osservazioni del Differenze emisferica H2O2 su Europa,” Astrophysical Journal Letters, 766 (2013);
  • Dalton et al., “Exogenic controls on sulfuric acid hydrate production at the surface of Europa,” Planetary and Space Science, Volume 77 (March 2013), pp. 45–63 ;
  • Pappalardo et al., “Science Potential from a Europa Lander,” published online by Astrobiology August 7, 2013;

Articoli da Centauri Dreams

  1. Dentro l’oceano di Europa, Paul Gilster il 6 Marzo 2013
  2. La chimica dell’Oceano di Europa, Paul Gilster il 9 aprile 2013
  3. Europa: Solfati e luoghi di sbarco, Paul Gilster il 15 Aprile 2013
  4. Siti di discesa su Europa, Paul Gilster il 9 Agosto 2013

26 agosto 2013 Posted by | Astrofisica, Astronautica, Carnevale della Chimica, Planetologia, Scienze dello Spazio | , , , , , , | 2 commenti

3 film

Noi non creiamo un mondo di fantasia per sfuggire alla realtà, noi lo creiamo per poter rimanere” – Lynda Barry.

 A rischio di generalizzare troppo, voglio riassumere in due soli punti di vista le posizioni degli space enthusiast sul futuro del volo spaziale umano degli americani. Ci sono quelli che vedono l’incapacità della NASA di andare oltre l’orbita bassa terrestre negli ultimi quarant’anni, vedono il collasso di strategie come Space Exploration Initiative e Vision for Space Exploration, prendono atto dell’attuale mancanza di obbiettivi ben definiti, di destinazioni e di risorse, e cadono in depressione.

 L’altro gruppo guarda alla crescita dello sfruttamento commerciale dello spazio, agli habitat gonfiabili della Bigelow, ai piani per lo sfruttamento minerario degli asteroidi e sopratutto guarda con attenzione ai progressi di SpaceX e conclude che il futuro è cosi splendente da doverlo osservare con gli occhiali da sole. Nella loro visione gli uomini atterreranno su Marte in capo a una quindicina d’anni al massimo, indossando magliette con il logo aziendale, disegnando nel cielo il simbolo del dollaro e mandando in malora l’oppressiva burocrazia della NASA.

 Da parte mia cercherò di essere il più analitico ed equilibrato possibile: il bicchiere non sarà né mezzo pieno né mezzo vuoto, ma semplicemente un bicchiere da 15 cl che contiene 7,5 cl d’acqua. E quando capita di cercare di immaginare il futuro del volo spaziale umano, io guardo dei film. Poichè il futuro (il futuro che io voglio, se non altro) non si è mosso abbastanza velocemente, mi piace guardare film di fantascienza ambientati in un futuro prossimo che mostrano il volo spaziale descritto in modo realistico. Nel corso degli anni ne ho recensiti molti su queste pagine, belli e brutti, ma nei prossimi mesi il mercato offrirà tre film molto intriganti a proposito di viaggi spaziali a breve termine, che potrebbero offrire la premessa per discussioni interessanti e realistiche a proposito dello stato attuale del volo spaziale umano.

 gravity-movie-posterGravity

 Nel 2006, Alfonso Cuaròn ha diretto uno dei dieci migliori film di fantascienza dell’ultimo decennio, Children of Man. Cuaròn ha dimostrato il potere della fantascienza come specchio culturale, che crea una situazione di fantasia ed esplora i suoi effetti sull’umanità. La premessa era un totale blocco delle nascite in tutto il mondo e la conseguente corsa della civiltà verso la rovina. La gente non vedeva nessun futuro per il mondo ne per se stessa, nichilismo e decandenza si allargavano a macchia d’olio sul mondo. Era decisamente un film creato per dare molto da pensare.

Cuaròn è tornato alla fantascienza per questo suo nuovo film, Gravity, con George Clooney e Sandra Bullock nei panni di due astronauti imbarcati sulla Stazione Spaziale Internazionale, quando la facenda si mette terribilmente male. Sebbene il respiro del film sia meno grande di quello di Children of Man, se si deve giudicare dal trailer sarà un film intenso dal punto di visto psicologico ed emozionale. Il trailer sembra essere un po’ anacronistico perchè mostra lo Space Shuttle, l’ultimo dei quali ha volato nel 2011, e sembra anche il telescopio orbitale Hubble. Ma Cuaròn è un regista pieno di talento e quindi c’è motivo di aspettarsi un grande film. La prima è prevista agli inizi di autunno. Trailer

elysiumElysium

Nel 2009, un regista sudafricano fino ad allora sconosciuto, Neill Blomkamp, ha sorpreso molta gente con un intenso e intelligente film sulla vita degli alieni sulla Terra, chiamato District 9, che proponeva una interessante alternativa ai film di invasione aliene. Un giorno un’astronave gigante appare nei cieli di Johannesburg, Sud Africa, e si ferma sopra la ciittà. Quando gli umani riescono finalmente a salire a bordo , trovano centinaia di alieni affamati che sembravano appartenere a una razza di schiavi che era stata abbondonata sulla nave.

Il film è ambientato 20 anni dopo questo evento, quando la maggiore parte degli alieni era confinata a terra in uno slum, separata dagli umani, e considerata niente più che un fastidio. Il film era una testimonianza a proposito di come noi trattiamo le classi sociali meno abbienti, e le divisioni , spesso auto-imposte, che impediscono la comprensione tra culture diverse. Blomkamp è ritornato ora sul tema, questa volta con un film che potrà risultare scomodo agli space enthusiast più libertari.

L’antefatto di Elysium è che l’umanità si è trasferita nello spazio, costruendo una stazione orbitale gigante, ispirata ai progetti del grande visionario Gerard K.O’Neill, che, negli anni 70, aveva progettato queste città spaziali per supportare i lavoratori delle miniere lunari e gli addetti alla costruzione di grandi impianti per raccogliere l’energia solare da ritrasmettere sulla Terra. Ma 40 anni più tardi queste strutture sono rimaste fantasia e quando si parla di “gente ordinaria” che va nello spazio si parla in realtà di turisti spaziali piuttosto che membri della media borghesia o della classe operaia. Blomkamp sembra essersi specializzato sul tema dell’accesso allo spazio come terreno di confronto tra ricchi e poveri. La gigantesca stazione Elysium, la cui costruzione sarebbe iniziata nel tardo ventunesimo secolo, è diventata un’approdo per i ricchi dalla metà del secolo successivo. Facendo eco a molti film di fantascienza (Blade Runner, Wall-E, Silent Running) la Terra è diventata una pattumiera, un inferno per poveri e perdenti, un posto che chiunque vorrebbe lasciarsi alle spalle. Blomkamp si è ispirato chiaramente all’incredibile lavoro degli illustratori della NASA negli anni 70, il sito web del film ne mostra alcuni esempi. Con Matt Damon e Jodie Foster co-protagonisti, Elysium sarà presentato nelle sale italiane il 29 agosto (notizia aggiornata il 19-07-13). Trailer

europa-report-poster-titleEuropa Report

Forse tutto quello che i lettori hanno bisogno di sapere su questo film è che la colonna sonora è firmata da Bear McCreary, lo straordinario musicista che ha creato la colonna sonora per BattleStar Galactica e numerosi spettacoli televisivi, alcuni attualmente in onda negli Stati Uniti. E’ capace di incorporare vari stili e strumenti musicali a seconda della necessità emozionale e visiva della scena.

Europa Report racconta di una missione spaziale finanziata con fondi privati diretta su Europa, una delle quattro lune maggiori di Giove. Com’è noto, si sospetta che Europa ospiti un vasto oceano d’acqua sotto la spessa crosta ghiacciata che la ricopre interamente.

Il manifesto ufficiale sottotitola: ”Paura. Sacrificio. Contatto.”, e questo è quanto il trailer effettivamente fa vedere: un’astronauta riesce a rggiungere l’oceano (cosa di per se non facile dato che la crosta ghiacciata può essere spessa centinaia di chilometri, e incontra qualcosa di malvagio. In accordo con una vaga ma molto entusiastica recensione su IO9, il film presenta una descrizione molto realistica del volo umano nello spazio ed è interessante confrontare i trailer di Europa Report e di Gravity che sembra un po’ troppo in stile hollywoodiano a causa probalbilmente di un budget molto più generoso. Il film usa un approccio ormai fuori moda, chiamato “found footage”, che si era già visto in un altro film di fantascienza, Apollo 18, un paio di anni fa, e non sembra malaccio. La prima di Europa Report è prevista all’inizio di agosto.Trailer

Tra questi tre film, Elysium dovrebbe offrire maggiori spunti di riflessione alla comunità degli space enthusiast. Una delle maggiori contraddizioni degli attuali progetti per il turismo spaziale è che, se anche funzionassero, sarebbero molto lontani dalla visioni di una democratizzazione del volo spaziale umano come è stata avanzata dai visionari degli anni 70. la NASA ha fatto volare nello spazio solo gli appartenenti all’élite (ingegnieri plurilaureati, medici, piloti collaudatori militari) e il turismo spaziale servirà solo ad abilitare al volo spaziale una nuova élite, quella dei milionari. Basandosi sul trailer di Elysium si suppone che il pubblico sarà dalla parte dell’operaio che sta per tirare giù dal cielo la meravigliosa colonia spaziale.

Europa Report e Gravity mostrano una approccio più tradizionale al volo spaziale umano. Il primo sembra volere derscrivere una missione spaziale di tipo commerciale, ma mostra anche le caratteristiche organizzative tipiche di un consorzio di agenzie spaziali. E nessuna di queste avventure sembra poter avere un finale positivo.

 (n.d.a. Un riconoscimento va a Kelsey Campbell-Dollaghan, che nel suo articolo su Gizmoro per primo ha fatto notare le somiglianze tra Elysium e il lavoro degli artisti della NASA)

traduzione di ROBERTO FLAIBANI

titolo originale: Futures Imperfect, di Dwayne Day

pubblicato il 20 maggio 2013 su The Space Review

15 luglio 2013 Posted by | Astronautica, Fantascienza, News, Planetologia | , , , , | 4 commenti

   

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: