Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

La scienza della fantascienza

Nel 1998 l’Editore Bompiani pubblicava un libro che potremmo definire irresisitibile per qualsiasi operatore, autore o lettore di fantascienza. Si tratta de “La scienza della fantascienza”, un saggio le cui caratteristiche vengono presentate qui di seguito dall’autore stesso nell’Introduzione e nell’Indice. In chiusura si trova il nostro appello all’editore. Ce n’è abbastanza per capire che di questo libro non se ne può più fare a meno. Ed ecco l’idea fulminante: proporre ai lettori del Tredicesimo Cavaliere di dare vita a una campagna di pressione sull’Editore Bompiani per convincerlo a dare di nuovo alle stampe quel titolo. Come? Semplicemente registrandosi con il proprio nome, cognome e recapito email dove richiesto e cliccando sul bottone “spedizione via email”: entro pochi secondi la casa editrice riceverà il vostro appello. Partecipate numerosi, in questo sta la nostra forza! (RF)

La scienza della fantascienza di Renato GiovannoliIntroduzione a “La scienza della fantascienza”

Questo non è un libro di storia della fantascienza, né un’enciclopedia fantascientifica, né un libro sull’attendibilita scientifica della fantascienza.
Semplicemente questo libro fa un catalogo delle principali “idee” fantascientifiche, e finisce col mostrare che:

(i) La fantascienza produce teorie autonome rispetto alla scienza “ufficiale”: per esempio quelle, convenzionalmente accettate (o comunque discusse) dalla comunità degli scrittori di fantascienza, implicate dalle idee di “iperspazio” e di “macchina del tempo”.

(ii) Queste teorie tendono a interagire e a formare di conseguenza un sistema (fanta)scientifico abbastanza coerente e omogeneo. Per esempio, la teoria degli “universi paralleli” puo essere considerata una soluzione dei paradossi cui conduce l’idea di un viaggio nel tempo. In generale, temi fantascientifici in apparenza dissimili possono rivelarsi casi particolari di una stessa “teoria unificata” (per non parlare della semplice compatibilita di due teorie i cui effetti narrativi vengono sommati in uno stesso racconto).

(iii) Il sistema della fantascienza non è chiuso; ferma restando la sua sostanziale autonomia, la fantascienza non cessa di riciclare frammenti di dibattito scientifico e filosofico (e anche, spesso, frammenti di cultura pseudoscientifica e di cattiva filosofia), e viceversa le scienze “vere” non sembrano del tutto immuni dall’influenza dell’immaginario fantascientifico.

(iv) La logica del sistema della fantascienza si sviluppa nel tempo attraverso vere e proprie rivoluzioni (fanta)scientifiche e una teoria (un”‘idea”) puo essere abbandonata e sostituita da una teoria piu efficace. Tale “efficacia” sembra potersi definire, in genere, per mezzo di criteri formali (coerenza logica, economia concettuale…), anche se talvolta pno essere rilevante l’influsso di una nuova teoria o scoperta scientifica. Mai, comunque, la verifica sperimentale ha l’ultima parola in fantascienza. Anche per questa ragione, spesso le rivoluzioni fantascientifiche restano irrisolte e due paradigmi alternativi continuano a fronteggiarsi.

Così in molti casi ho registrato più soluzioni di uno stesso problema, distribuibili da un asse che separa un’epistemologia “neopositivista”, tipica della fantascienza dell”‘eta d’oro” (1938-1950) e degli autori che hanno esordito in quel periodo (Asimov, Heinlein), da un’epistemologia “critica” e tendenzialmente scettica, che si interroga sui limiti e sui rischi del “metodo scientifico”, affermatasi a partire dagli anni Cinquanta (Sheckley, Dick).

Questo, dunque, non è un libro di storia della fantascienza, né un’enciclopedia fantascientifica, né un libro sull’attendibilita scientifica della fantascienza. Tuttavia, poiché la logica della fantascienza si sviluppa nel tempo attraverso vere e proprie rivoluzioni fantascientifiche, assumerà talvolta una prospettiva storica. (E, in un certo senso, aspirerebbe a essere una storia astratta e formale della fantascienza.) Poiché intende fornire una cartografia delle teorie immaginarie che costituiscono il genere letterario “fantascienza”, tenderà ad assomigliare all’enciclopedia di un mondo fantastico. Ma gli somiglierà soltanto, dal momento che l’elenco di esempi che ho scelto per condurre questa immagine è lungi dall’essere completo. D’altra parte è sensato supporre che la fantascienza, proprio in quanto genere, sia un processo ergodico, tale cioè che “ogni campione ragionevolmente ampio tende ad essere rappresentativo dell’intera sequenza”. Spero insomma di aver predisposto una sorta di casellario nel quale altri potranno inserire i racconti che non ho letto, con facoltà di aggiungere nuove caselle.

Poiché, infine, la fantascienza ingloba spesso frammenti di dibattito scientifico reale e, viceversa, le scienze “vere” non sembrano del tutto immuni dall’influsso dell’immaginario fantascientifico, questo libro sconfinerà spesso nel territorio di quelle discipline scientifiche i cui metodi e risultati appaiono più simili a quelli della fantascienza. E se non riuscirà a essere un libro sull’attendibilita scientifica della fantascienza, perlomeno mostrerà qualche esempio della fantascientifica inattendibilità della scienza.

Ringrazio tutti gli amici che con suggerimenti e spiegazioni mi hanno aiutato a scnvere questo libro: Roberto Bergamini, Riccardo Capovilla, Antonio Caronia, Angelo Fabbri, mia sorella Manoela, soprattutto Ettore Panizon e Sandro Vaienti che di alcuni paragrafi sono veri coautori. Un grazie particolare a mia moglie Maria Sole.
(Renato Giovannoli)

Breve biografia dell’autore

Renato Giovannoli, nato nel 1956, si è laureato nel 1979 con una tesi in semiotica. Oltre a una primitiva edizione di questo libro ( 1982), che ora appare completamente riscritto, ha pubblicato come curatore Hic Sunt Leones, Viaggi Straordinari e Geografia Fantastica ( 1983, con Omar Calabrese e Isabella Pezzini) e Saggi sul Nome della Rosa (Milano, Bompiani, 1985). Presso Bompiani ha pubblicato anche, nel volume collettivo Leggere i Promessi Sposi (1989, a cura di Giovanni Manetti), il saggio L’Innominato Vampiro, dove vuole dimostrare che il romanzo di Manzoni appartiene al genere “gotico”.

Indice

I. ROBOT, CYBORG, ANDROIDI
I. 1 La sindrome di Olimpia e il morbo di Frankenstein
I.2 Robopsicologia matematica
I.2. 1 Le tre leggi della robotica e i dilemmi insolubili
I.2.2 Il dilemma insolubile della robopsicologia
I.2.2. 1 Primo corno: robot troppo ubbidienti
I.2.2.2 Secondo corno: robot troppo liberi
I.3 Le evoluzioni biomeccaniche
I.3.1 Dalla macchina all’organismo, e ritorno
I.3.2 Il cyborg
I.3.3 Gli androidi, o i Simulacri

II. ALIENI E MUTANTI
II. 1 L’alieno come rompicapo biologico
II. 1.1 “Trovare il punto debole”
II.1.2.1 Sesso e riproduzione. Elementi di genetica venusiana
II.1.2.2 Simbiosi e parassitismo
II.1.2.3 Organismi collettivi, o”gestalt”
II.1.3 Fantascienza ed evoluzionismo
II.1.3.1 I1 darwinismo di Wells
II.1.3.2 L’uomo, l’alieno e la legge della predazione
II.2 I mutanti
II.3 L’alieno come forma informe
II.3.1 La Cosa, ovvero l’Innominabile
II.3.2 L’alieno metamorfico
II.3.3 Fantascienza e “divenire”
Appendice a II.3. I1 caso Solaris
II.4 L’alieno come rompicapo linguistico
Appendice a II.4. Alcune lingue aliene

III. L UOMO E IL SUPERUOMO
III.1 I1 trapianto dell’anima
III.1.1 Scambio mentale. – Psionica e quantistica psiconeurologica
III.1.2 Pluralita di anime in un unico corpo
III.2 I1 superuomo, o il Signore del Linguaggio
III.2.1 La grammatica del mondo
III.2.2 Dalla Semantica Generale alla dianetica
III.3 Linguaggio e società
III.4 L’homo gestalt e i superlinguaggi sistemici

IV GEOMETRIE CONGETTURALI E METAFISICHE
I Altre dimensioni dello spazio
IV.I.1 La quarta dimensione
IV.1.2 Mondi a due dimensioni
IV.1.3 I mondi a due dimensioni come propedeutica alla quarta dimensione
IV.1.4 Kant, Wittgenstein e la mano del signor Plattner
IV.1.5 Una casa a quattro dimensioni. L’ipercubo, o tessaratto
IV.1.6 Piu’ di quattro dimensioni
IV.2 La forma sbagliata. Fantascienza e architettura
IV.3 “La magia è una geometria”

V. BREVE STORIA DELL’ASTROGAZIONE
V.1 I1 problema dei viaggi interstellari. Soluzioni provvisorie
V.1.1 Astronavi “generazionali”, “animazione sospesa”
V.1.2 Gli effetti temporali della relatività ristretta: il paradosso dei gemelli
V.2 I presunti effetti endocronici della tiotimolina
Appendice a V.2. La tiotimolina: aspetti tecnici e bibliografia
V.3 La soluzione definitiva: l’iperspazio
V.3.1 L’iperspazio in fantascienza
V.3.2 L’iperspazio in fisica: i “ponti di Einstein-Rosen” o wormholes spazio-
temporali
V.3.2.1 Come costruire un ponte di Einstein-Rosen
V.3.2.2 Un “censore cosmico” chiude l’accesso ai ponti?
V.3.3 I wormholes in fantascienza
V.3.4 “Pieghe”spazio-temporali
V .4 Viaggi FTL. – I tachioni

VI 1. LE MACCHINE DEL TEMPO
VI.1 I fondamenti fisici dei viaggi nel tempo
VI.1.1 II tempo come quarta dimensione
VI.1.2 I1 “cono di Minkowsky” e come rovesciarlo. – Ancora sui wormholes
VI.1.3 L’antimateria nei “diagrammi di Feynman”
VI.2 Antitempo
VI.3 Tempo fermo
VI.4 Paradossitemporali
VI.4.1 Formulazione debole: il paradosso del fiore
VI.4.1.1 I1 raddoppiamento del cronoviaggiatore
VI.4.1.2 Macchina del tempo e filosofia: i viaggi temporali sono “logicamente possibili”? Catene causali chiuse
VI.4.1.3 Topologia dei viaggi nel tempo. Viaggi nel tempo senza raddoppiamento del viaggiatore
VI.4.1.4 I1 raddoppiamento del cronoviaggiatore come germe di una moltiplicazione infinita
VI.4.2 Formulazione forte: il paradosso del nonno
VI.4.2.1 Inevitabilita dei paradossi causali
VI.4.2.2 L”‘accettazione del paradosso”. Cambiare il passato
VI.5 Verso una soluzione dei paradossi temporali
VI.5.1 Eternità e onnipotenza
VI.5.2 Tempo a più’ dimensioni

VII. UNIVERSI PARALLELI
VII. 1 Preistoria degli universi paralleli. Mondi subatomici
VII.2 La teoria standard degli universi paralleli
VII.2.1 Gli universi paralleli come metafisica combinatoria
VII.2.2 L’albero dei mondi. – L’ucronia
VII.2.3 Aspetti particolari della teoria
VII.2.3.1 Mondi adiacenti e diffcoltà che comporta il distinguerli
VII.2.3.2 Comunicazione tra mondi con leggi fisiche diverse
VII.3 Universi paralleli, letteratura, logica dei mondi possibili
VII.4 Gli universi paralleli in fisica
VII.5 Universi paralleli, percezione, psichiatria

VIII. IL DIO DEL PIANO DI SOPRA
VIII. 1 Fantascienza “teologica”
VIII.2 Variazioni sul tema del sogno
VIII.2.1 Teologia e psicopatologia
VIII.2.2 Fantascienza e idealismo
VIII.3 Variazioni sul tema del demiurgo
VIII.3.1 Dalla congiura universale agli universi artificiali
VIII.3.2 Fantascienza e gnosticismo

IX. ONNIPOTENZA DELLA LOGICA, IRRIDUCIBILITA’ DEL CAOS
IX. 1 Storiografie predittive
IX. 1.1 II controllo della storia attraverso le scienze sociali
IX. 1.1. 1 Psicostoriografia
IX.1.1.2 Altri esempi: sociologia computerizzata, sociodinamica, antropologia culturale interplanetaria
IX.1.2 Spazioanalisi
IX.1.3 Algebra escatologica
IX.2 Giochi e guerre
IX.2.1 Una teoria matematica del Partito rivoluzionario
IX.2.2 Fantascienza e Teoria dei Giochi
IX.2.2.1 Strategia minimax
IX.2.2.2 La teoria della ricerca e i giochi di coordinazione
IX.2.2.3 Il gioco ideale
IX.3 Metalogica e calcolo modulare
IX.4 Due paradigmi a confronto
IX.4.1 La fantascienza neopositivista
IX.4.2 La fantascienza critica

Renato Giovannoli
La scienza della fantascienza
PREZZO: lire 19.000
CODICE ISBN: 45217035
EDITORE: Bompiani
COLLANA: Strumenti
EDIZIONE: 1998

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18 marzo 2014 - Posted by | Fantascienza, News, Senza categoria | , , , ,

8 commenti »

  1. […] E per questo è bene leggere la Scienza della Fantascienza […]

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    Pingback di Perché si legge la Fantascienza e perché no. – Il tredicesimo cavaliere 2.0 | 30 aprile 2016 | Rispondi

  2. […] Ne abbiamo già parlato qui sul Tredicesimo Cavaliere, dando ampio spazio all’indice di quella edizione, sempre utile per farsi un’idea dei contenuti. Io personalmente l’ho fatto anche sulle pagine di “Nigralatebra” un mio sito di qualche anno fa. Definire questo libro è molto difficile, dato che non è un saggio strettamente scientifico, nè in senso stretto letterario, dato che si occupa di quella specifica realtà che è la scienza inventata dagli scrittori di fantascienza, e quindi di una invenzione semi o para-scentifica che scienza non è eppure non è negazione della scienza, giacché è cosa nota, nella fantascienza non c’è spazio per la magia, ergo tutto quello che vi accade deve essere “scientificamente possibile” per quanto improbabile. […]

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    Pingback di La Scienza della Fantascienza – intervista all’autore – Il tredicesimo cavaliere 2.0 | 30 aprile 2016 | Rispondi

  3. […] E per questo è bene leggere la Scienza della Fantascienza […]

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    Pingback di Perché si legge la Fantascienza e perché no | AndromedaAndromeda | 20 gennaio 2016 | Rispondi

  4. […] E per questo è bene leggere la Scienza della Fantascienza […]

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    Pingback di Perché si legge la Fantascienza e perché no. « Il Tredicesimo Cavaliere | 27 luglio 2015 | Rispondi

  5. […] Ne abbiamo già parlato qui sul Tredicesimo Cavaliere, dando ampio spazio all’indice di quella edizione, sempre utile per farsi un’idea dei contenuti. Io personalmente l’ho fatto anche sulle pagine di “Nigralatebra” un mio sito di qualche anno fa. Definire questo libro è molto difficile, dato che non è un saggio strettamente scientifico, nè in senso stretto letterario, dato che si occupa di quella specifica realtà che è la scienza inventata dagli scrittori di fantascienza, e quindi di una invenzione semi o para-scentifica che scienza non è eppure non è negazione della scienza, giacché è cosa nota, nella fantascienza non c’è spazio per la magia, ergo tutto quello che vi accade deve essere “scientificamente possibile” per quanto improbabile. […]

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    Pingback di La Scienza della Fantascienza – intervista all’autore « Il Tredicesimo Cavaliere | 2 febbraio 2015 | Rispondi

  6. […] gettato la spugna. Con quel numerino a due cifre a rappresentare i sottoscrittori dell’appello a Bompiani, era chiaro che non saremmo arrivati da nessuna parte. Anche recuperando i sottoscittori perduti su […]

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    Pingback di UNA BELLISSIMA NOTIZIA!! « Il Tredicesimo Cavaliere | 18 maggio 2014 | Rispondi

  7. Visto che il nuovo numero di Focus contiene un excursus tra le molteplici connessioni tra mente e stomaco, e i suggerimenti per riconoscere (e prevenire) i vari disturbi dell’apparato digestivo, dall’ulcera alla psiconevrosi, con i consigli per curarli al meglio?

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    Commento di Alberto Amati | 16 aprile 2014 | Rispondi


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