Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

La zona del crepuscolo

TWILIGHT ZONE1

C’è una quinta dimensione oltre a quella che l’uomo già conosce, è senza limiti come l’infinito e senza tempo come l’eternità. E’ la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. E’ la regione dell’immaginazione, una regione che si trova… ai confini della realtà!”.

Con queste parole, sabato 14 aprile 1962 alle 22 e 45, un serissimo signore bel vestito e incravattato introdusse sull’unico canale televisivo allora esistente in Italia, la prima puntata (e tutte le seguenti) di Ai confini della realtà, mezz’ora (dalla quarta stagione un’ora) di brividi in bianco e nero. Quel signore era l’ideatore e il principale soggettista e sceneggiatore della serie, Rod Serling (1926-1975), che ad essa deve soprattutto la sua fama. Qualcosa di assai diverso dalla fantascienza, il fantastico e l’orrore cinematografici cui ormai siamo abituati: a colori, con strabilianti effetti speciali elettronici, di clamoroso impatto emozionale. Niente di X-Files (del quale peraltro dopo 13 anni è stato annunciato il ritorno), niente di Guerre stellari, niente del Signore degli Anelli: storie, invece, sovente di disarmante quotidianità che si risolvono con un colpo di scena finale che muta la prospettiva, storie di gente comune coinvolta in fatti strani, fuori dell’ordinario, con capovolgimenti del tempo e dello spazio, episodi che avrebbero potuto accadere ad uno qualsiasi degli spettatori. Forse da qui il suo successo irripetibile.

TWILIGHT ZONE4La sua eccezionalità dopo tantissimi anni si può ancora constatare. Urania pubblicò un paio di nunmeri dedicati ai migliori racconti (ex sceneggiature) scritte da Serling. Nel 2007 la Hobby & Work mandò in edicola una serie di 56 DVD con tutti gli episodi classici, subito ristampati, con una buona presentazione grafica e relativo fascicoletto di illustrazione, e pubblicò anche una Guida ufficiale alla serie di Marc Scott. Un anno fa, durante l’estate 2014, RAI 3 ebbe la splendida idea di mandarli in onda subito dopo il TG3 della sera. Idee concentrate in mezz’ora e realizzate in sostanza con pochi mezzi in studio veramente strepitose e spiazzanti che danno dei punti agli attuali rutilanti megafilm di due o tre ore e più: l’ auto usata che porta sfortuna; l’ultimo uomo sulla Terra che finalmente può leggere quel che vuole in pace ma gli si rompono gli occhiali da vista; i minuscoli invasori spaziali che terrorizzano una vecchietta e che si rivelano essere i terrestri (in un telefilm totalmente muto!); l’aereo di linea che entra in una falla temporale e si ritrova in un altro tempo e continua a provare ad atterrare ma ogni volta sbaglia anno…

Il titolo originale della serie era, come si è detto, Twilight Zone, la zona del crepuscolo, la “regione intermedia fra luce e oscurità”, quella in cui tutto può accadere. La serie prodotta dalla CBS esordì negli Stati Uniti il 2 ottobre 1959, ne furono prodotti 156 episodi per cinque stagioni. Nel 1983 approdò al grande schermo con Twilight: the Movie (quattro episodi diretti da Landis, Dante, Miller e un giovane Spielberg) e quindi apparve una nuova serie tv, tre stagioni 1985-1988 per 73 episodi, sempre in bianco nero ma più fantascientifica.

TWILIGHT ZONE5Ovviamente, la zona del crepuscolo che bordeggia i confini della realtà si più intendere in molti modi e riferirsi a molti aspetti, anche della conoscenza, grazie pure alla rivalutazione di quella “immaginazione”, cui faceva riferimento la presentazione della serie tv, sino a qualche tempo fa negletta se non demonizzata. Ci sono infatti oggi molte speculazioni filosofiche, scientifiche, addirittura religiose che, svincolandosi dall’ortodossia, abbandonando i condizionamenti dell’ideologia e della politica, sembrano partire per la tangente ed esplorare – appunto – le regioni poco illuminate sino a quel momento, raggiungere limiti inimmaginabili sino a poco prima. Sono appunto le ricerche che si definiscono borderline, di confine. Sono quelle che spesso aprono la via del futuro. Il problema però è vedere quale futuro ci aprono: positivo o negativo, da paradiso o da inferno, da utopia o da antiutopia, di libertà o di carcere? Quindi, per il solo fatto di essere tali non si possono accettare subito e a priori come un bene, un fatto positivo ciecamente, ma cercare di prevederne le conseguenze. Basti pensare a quanti dei primissimi ideatori/fondatori/ideologi di Internet e della Rete abbiano espresso seri dubbi o addirittura fatto marcia indietro dopo aver visto con i loro occhi e toccato con mano gli sviluppi imprevedibili della loro creatura.

GIANFRANCO de TURRIS

Annunci

10 giugno 2015 - Posted by | by G. de Turris, Cinema e TV, Fantascienza | , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: