Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

SF-SFX (*) Effetti speciali e FS, vexata quaestio

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I tre film di Fantascienza con Scarlett Johanson di cui voglio parlare sono: Lei (Her), Under the Skin, Lucy. I film sono indicati nell’ordine in cui io li ho visti nel corso di quest’anno, che è l’ordine in cui sono apparsi sul mercato italiano. Ma Scarlet è tutt’altro che nuova al genere, anzi. Ha infatti interpretato ruoli di protagonista o comunque significativi anche in altri 6 film di FS: The Island, The Prestige, The Spirit, Iron Man 2, The Avengers e Captain America: The Winter Soldier. In totale ben nove dunque, in soli nove anni e tutti rigorosamente di genere. Se va avanti così diventerà una icona della FS!

her 2Nel primo Lei (Her), Scarlett Johanson è presente solo come voce, dato che il suo personaggio è il sistema operativo ospitato nel computer dell’altro personaggio principale. Nella versione italiana la voce è quella  di Micaela Ramazzotti. Diversamente dal solito nei film di fantascienza, gli effetti speciali in questo film sono zero. Potremmo dire forse che l’unico effetto speciale è l’aver girato il film a Shangai, nella super moderna Shangai di oggi che in effetti sembra un effetto speciale futuristico. In questo mondo i sistemi operativi dei computer sono evoluti al punto di essere pienamente senzienti, sono persone a tutto tondo, autonomi e fanno scelte autonome fino al punto di interagire alla pari con gli esseri umani e da combinar loro uno scherzetto non da poco che non vi dico per non spoilerare il film.

Film Review Under the SkinUnder the skin è un “film di fantascienza d’autore” o se volete è un “film d’autore ma di fantascienza”. A dire che è un film d’autore, ossia un film in cui le scelte stilistiche autorali sono forti, nette, hanno un livello alto, ma al tempo stesso si tratta di un film di genere, correttamente di genere per di più. E’ probabile che non lo abbiate visto, è stato pochissimo nelle sale, pur essendo un bel fim anche se leggermente noioso, come, scusatemi, quasi tutti i film d’autore. E se la noia la si perdona al film autorale,  molto più difficilmente la si perdona al film di genere. Comunque, a dimostrare la peculiarità di questo film, qui troverete i commenti dei critici americani, fra loro a dir poco contraddittori eppure proprio per questo condivisibili. Per apprezzarli in pieno dovreste vedere il film, però.

skin4Il film è difficilmente raccontabile: un alieno o una aliena va a capire, letteralmente indossa una pelle di una donna bellissima per sedurre maschi umani ai quali sottrarre altre pelli per futuri interventi sul pianeta, chissà, una invasione, una esplorazione, una ricerca, non si capisce. Qui gli effetti speciali ci sono e sono molto belli, ma anche molto strani! Sono essenziali alla storia? Forse. Il film, ripeto è corretto secondo le regole del genere, non ha nulla di criptoproustiano (**), è fantascienza di quella vera e tosta. Ripeto essendo autorale è un po’ noioso, ma resta fantascienza vera. Nell’insieme a me pare un film corretto dal punto di vista del genere (non ci sono salti logici, abusi dei canoni fantascientifici, impossibilità scientifiche) quindi è senza dubbio un film di fantascienza e al tempo stesso è vero che è un film un po’ noioso ed è noioso perché è un “film d’autore”.

LucyInfine Lucy è ancora in sala quando scrivo ed è un classico bel film di FS, godibilissimo e pieno di effetti speciali (del resto Luc Besson è una garanzia). Ho visto Lucy e come mi aspettavo è un film non solo di fantascienza, ma assolutamente NON noioso e commerciale. Quest’anno Scarlett è stata pressoché onnipresente nel mondo della FS cinematografica.
La quale ogni anno riversa nelle sale italiane una ventina di film di FS quasi tutti buoni se non ottimi e mai “autorali”, ossia film nei quali gli autori per fare qualcosa che “non sia solo fantascienza” puntano molto sulla forma, su elementi e stilemi che con il genere non hanno nulla a che fare. E’ interessante notare che nelle sale i film di FS sono visti indifferentemente da un pubblico femminile e maschile diversamente dal pubblico dei lettori (pare, dicono, sembra…) e di tutte le età.

Lucy 2La presenza di tanti film nelle sale (e considerate che per ogni film che arriva da noi almeno un altro non arriva, e passerà in TV o nei pc, quindi parliamo di letteralmente decine di film di FS) dimostra che c’è non solo un mercato per la FS, ma proprio un vero e proprio BISOGNO di immaginario fantascientifico. Commedie a parte, la FS è rimasta praticamente l’ultimo “genere” cinematografico chiaramente riconoscibile almeno nella lista di quelli tradizionali.

Donne onnipresenti nella Fs dunque, sugli schermi e in sala. Non nella produzone dei film però visto che registi e sceneggiatori sono in tutti e tre uomini. E’ che non sanno farlo… Scherzo. Il perché in realtà è ovvio: il ruolo di regista è un ruolo di grande potere, per ottenere il quale gli uomimini si battono con efficienza evidentemente maggiore delle donne, è una questione di puro e semplice patriarcato; le quali donne infatti fanno sì le registe, ma sono decisamente di meno e fra loro, le registe di film d’azione in realtà sono altro che poche, se non sbaglio c’è solo Katherine Bigelow, che se non altro costituisce una clamorosa eccezione che conferma la regola, nel senso che i suoi sono film che definire adrenalinici è dire poco, e ne ha fatto uno di fantascienza, Strange Days (con pochissimi effetti speciali fra l’altro)…. Fra gli sceneggiatori le donne sono molte di più, più nella TV che nel cinema.
Ma a questo punto vorrei sottolineare come la FS non è fatta dagli effetti speciali o lo è solo in minima parte. Moltissimi i casi, valga uno per tutti: “Fiori per Algernon”. Cos’è quindi l’essenza della FS?
Tre film di vera FS, diversi per forma e sostanza, ma non per essenza, con in comune una attrice ed un forte personaggio femminile. E in sala nutrito pubblico femminile in tutti e tre i casi. Considerate che per Under the skin eravamo dieci, quindi metà e metà, mentre per Lucy, ma anche per Lei 400 di nuovo metà e metà.
Resta però sempre vero che le donne leggono FS molto meno degli uomini. Non ho intenzione di dimostrarlo per l’ennesima volta: sappiatelo, è così e se non ci credete andate sul sito dell’ISTAT e nella stinga di ricerca digitate la paola “fantascienza”, spunterà una ricerca sui lettori di FS.
Altri articoli sull’argomento si trovano sul Trediscesimo Cavaliere, utilizzate per la ricerca l’apposita e ben visibile finestrella.
Ma a questo punto o mio lettore, tu appartieni ad una delle due categorie: sei d’accordo su questo assunto e ti chiedi perché; oppure non sei d’accordo, neghi il fatto e quindi non ti chiedi il perché. Il che per quel che mi riguarda chiude la discussione: è sterile ed ormai l’ho capito, non porta da nessuna parte.
Però…
Asimov diceva che in fondo l’essenza della FS è un racconto che parte dal What if…, cosa accadrebbe se una certa ipotesi fosse vera.
Bene. Facciamo finta che sia vero che le donne non leggono e quindi non scrivono FS. Se questo fosse vero, in un ipotetico mondo parallelo, in un anotherwhen, un altroquando a qualche universo parallelo da noi, perché sarebbe vero? In base a quali meccanismi psicologici, comportamentali, genetici, potrebbe essere vero che le donne non leggono e non scrivono Fs? Potete non essere d’accordo, naturalmente, ma io penso che il rapporto che c’è fra le donne e la fantascienza (almeno in quel mondo parallelo lì, certo) sia essenziale oggi per capire cos’è la fantascienza.
Non come si è evoluta, o come sta cambiando, ma proprio cos’è, cos’è sempre stata.
Intendiamoci, io non so come si possa spiegare questo legame, lancio un sasso nello stagno.

No non è vero, io lo so perché.

 

Massimo MONGAI

(*) Science Fiction Special Effect

(**) Dicesi criptoproustiano (di un film o di un testo di FS) quando il testo in questione per volontà di solito esplicita e dichiarata dell’autore, vuole essere “non solo di fantascienza”, ossia l’autore vorrebbe essere Proust o almeno famoso e considerato come Proust dal mondo critico ed accademico, ma gli è capitato di essere pubblicato come autore di FS. Il termine è mio, ma lo uso da molti anni ed è entrato almeno in parte in uso o se non altro compreso nel Fandom italiano. La FS criptoproustiana è il male assoluto anche perché è la causa principale del ridursi di pubblico e di occasioni di pubblicazioni. E’ male antico.

(***) Mi si permettano due considerazioni OT in relazione a UTS. Scarlet Johanson è un sex-symbol del cinema americano ed internazionale e se vi interessa in UTS la si vede abbastanza nuda. Ahimè, ha il culo basso. Inoltre la Scozia descritta nel film è invernale, brutta e piena di gente cattiva e brutta. Che c’entra direte voi? Due cose sgradevoli che non mi aspettavo, tutto qui.

 

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21 ottobre 2014 Posted by | Fantascienza, News | , , | 2 commenti

   

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