Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Batimetria su Titano

Titano metano etano

Il mare Ligeia, mostrato qui in un’immagine in falsi colori ripresa dalla missione internazionale Cassini, è il secondo bacino  liquido più grande conosciuto su Titano, la luna di Saturno. Esso misura circa 420 km x 350 km e le sue coste si estendono per oltre 3.000 chilometri. È costituito da metano liquido. Il mosaico mostrato qui è il risultato di una sintesi di immagini radar ottenute dai flyby tra il febbraio 2006 e l’aprile 2007. Credit: NASA / JPL-Caltech / ASI / Cornell.

 

Ai tempi in cui la sonda Cassini si stava avvicinando a Saturno e tutti aspettavamo l’arrivo del lander Huygens sulla superficie della luna Titano, prendeva sempre più corpo l’ipotesi che Huygens, invce di trovare una superficie solida, si sarebbe “tuffato” in un mare di idrocarburi. Mi ricordo i bozzetti artistici ispirati a questi avvenimenti apparsi su molti siti Internet del tempo. Alla fine l’atterraggio avvenne su terreno solido, ma da allora i rilevamenti prolungati di Cassini hanno dimostrato che su Titano esistono mari e laghi per oltre 1,6 milioni di chilometri quadrati (circa il 2 % della superficie).

Il liquido che riempie questi bacini ovviamente non è acqua, ma una miscela di metano ed etano, presenti in un’atmosfera che è quasi per il 95 % composta da azoto, con metano, piccole quantità di idrogeno ed etano che costituiscono il resto. Cassini ci ha mostrato tre grandi mari vicino al polo nord, che sono circondati da numerosi piccoli laghi; mentre nell’emisfero sud finora è stato trovato un unico bacino. Un nuovo lavoro, condotto con i dati elaborati dai flyby di Cassini tra il 2007 e il 2015, ora conferma che il mare Ligeia, uno dei più grandi mari di Titano, è costituito principalmente da metano liquido.

 

Titano metano etano

Un’immagine radar delle regioni nord polari di Titano (al centro), con numerosi laghi in primo piano (a sinistra) e un grande mare (a destra). Il mare Ligeia, con dimensioni di circa 420 km x 350 km, è il secondo deposito di idrocarburi liquidi per grandezza conosciuto su Titano. Le sue coste si estendono per circa 2000 chilometri e si possono vedere molti fiumi che vi sfociano. Al contrario, i numerosi laghi sono ampi prevalentemente meno di 100 km e hanno forme più arrotondate con rive scoscese. Credit: NASA / JPL-Caltech / ASI / USGS; a destra e a sinistra: NASA / ESA. Riconoscimento: T. Cornet, ESA.

 

La scoperta è stata un po’ inaspettata, dato che l’etano viene prodotto quando la luce del sole fa a pezzi le molecole di metano. Perciò le attese per il mare Ligeia riguardavano principalmente l’etano. Alice Le Gall (Laboratoire Atmosphères, Milieux, Observations Spatiales and Université Versailles Saint-Quentin, France), che ha condotto questo nuovo studio, commenta così la scoperta:

 

 

“O il mare Ligeia è alimentato da recenti piogge di metano o qualcosa sta rimuovendo l’etano da esso. È possibile che l’etano finisca nella crosta sottomarina o che scorra in qualche modo nell’adiacente mare Kraken, ma dimostrare questo richiederà ulteriori indagini “.

 

Mentre questo lavoro procedeva, Le Gall e la squadra si appoggiarono ad un esperimento eseguito con radio scandaglio nel 2013, descritto in questo comunicato stampa dell’ESA. Il radio scandaglio, condotto da Marco Mastrogiuseppe, rilevò echi del fondo marino e fu in grado di calcolare la profondità del mare Ligeia durante il percorso della Cassini, prima rilevazione in assoluto di un fondale al di fuori dalla Terra. La maggiore profondità registrata è stata di 160 metri. La Le Gall nel suo lavoro ha messo in parallelo i dati raccolti dello scandaglio con le osservazioni delle emissioni termali di Ligeia alla lunghezza d’onda delle microonde. Il risultato: il nuovo articolo riporta che i ricercatori sono stati in grado di separare le emissioni termali provenienti dal fondo del mare da quelle originate dalla massa liquida. Il fondale è risultato essere coperto da ciò che la Le Gall definisce “uno strato di fanghi ricchi di composti organici.”

 

 

Titano metano etano

Modalità con cui i diversi composti organici si riversano nei mari e laghi di Titano, la più grande luna di Saturno. Un recente studio ha rivelato che il mare Ligeia, uno dei tre mari di Titano, si compone di metano puro e ha un fondale ricoperto da fanghi ricchi di materiale organico. Credit: ESA.

 

È possibile vedere come si sviluppa il processo nell’immagine sopra. L’azoto e il metano nell’atmosfera di Titano producono molecole organiche, le più pesanti delle quali cadono sulla superficie. Nel raggiungere il mare attraverso la pioggia o uno dei fiumi di Titano, alcuni vengono disciolti, mentre altri si depositano sul fondo dell’oceano. Troviamo anche che la superficie circostante i laghi e i mari è probabilmente inondata da idrocarburi liquidi, a causa della mancanza di variazione di temperatura tra mare e riva.

L’articolo è di Le Gall e altri, Composizione, cambiamento stagionale e batimetria del Mare Ligeia, Titano, ricavati dalle sue emissioni termali al microonde, su “Rivista di Ricerca Geofisica: i Pianeti”, pubblicato online il 25 Febbraio 2016 (abstract). Il lavoro di Marco Mastrogiuseppe sulla batimetria del Mare Ligeia è descritto in La batimetria di un mare di Titano, su “Geophysical Research Letters”, pubblicato online il 4 marzo 2014 (abstract).

Titolo originale Beneath a Methane Sea di Paul Gilster , pubblicato su Centauri Dreams il 27 aprile 2016

Traduzione di SIMONETTA ERCOLI

17 maggio 2016 Posted by | Astrofisica, Planetologia, Scienze dello Spazio | , , | 1 commento

T’amo pio bove, però…

BUFALO

Fantascienza ed ecologia sono temi naturalmente connessi, specialmente quando a prendere la scena sono gli scenari, generalmente apocalittici, di una Terra del futuro alle prese con problemi di inquinamento, sovrappopolamento e cambiamenti climatici. E’ impossibile qui dare una
panoramica della letteratura in materia (che pero’ puo’ essere consultata a questo link  per una accurata sintesi).
Basti solo menzionare che autori presenti e passati molto rispettati nel settore ne hanno trattato a vario titolo, a partire da J G Ballard con The
Drowned World (1962) e Hal Clement con The Nitrogen Fix (1980) fino a David
Brin, con Earth (1990). Altri, come Kim Stanley Robinson con la sua serie sulla colonizzazione di Marte, hanno analizzato recentemente temi e problemi legati alla presenza umana su altri pianeti.

Anche il cinema non ha trascurato questo particolare aspetto della fantascienza, come la rassegna di film presentata in questa galleria  prova abbondantemente. 

Stephen P. Bianchini

MUCCA1Forse lo avete sentito dire: i peti delle vacche inquinano e contribuiscono al buco dell’ozono.  La cosa positiva è che questo non è vero. I peti sono formati sostanzialmente da gas più o meno inerti e solo in parte da metano ed il metano al buco dell’ozono non gli fa niente. Ma il metano è un gas che contribuisce all’effetto serra e quindi se aumenta il metano aumenterà l’effetto serra, la temperatura media del pianeta si alzerà, il clima ne verrà sconvolto, con cicloni a Ostia, ed i ghiacci polari che inizieranno a sciogliersi più velocemente di quanto non facciano già, con conseguente innalzamento dei mari e quindi il mare che arriverà alle porte di Roma, tipo all’Eur, ma aMilano no. Venezia affonderà a meno che le barriere del Mose non vengano rifatte eccetera.

La buona notizia è che ci vorrà tempo, non è cosa che succederà davvero prima di alcuni decenni; la brutta è che ci vorranno ancora più decenni per arrestare e soprattutto far recedere il processo.

Come vedere poche certezze e soprattutto informazioni in contrasto fra di loro.

Ma è proprio così! Per lo meno su Internet è così. E’ che il fenomeno è troppo complesso.

Per scrivere questo articolo ho deciso di verificare le informazioni che avevo, per lo più tratte da quotidiani e riviste nell’arco degli anni e mi sono documentato in Rete. Ed ho trovato informazioni molto in contrasto fra di loro.

Qui sotto troverete solo ancuni dei link che ho consultato.

TOROCi sono delle vere perle, come quella che per assolvere le mucche dice che una mucca produce una piccola quantità di metano ogni giorno, mentre un elefante lo fa 20 volte di più. Il che mi pare a dir poco stupido considerando che su tutto il pianeta ci sono in tutto 50.000 elefanti mentre 50.000 vacche sono quelle che sono anche solo nel Lazio probabilmente.

In realtà ci sono alcuni dati che non ho visto presi in considerazione.

Il primo è che tutti i dati si concentrano sulle mucche. E va bene che sono tante e che ci sono gli hamburger degli americani eccetera. Ma i fatto è che il metano viene prodotto anche da conigli, polli e soprattutto maiali, e nessuno ha fatto ricerche a riguardo. E’ vero i polli sono piccoli, ma sono tanti! Ed i maiali sono anche loro tanti e grossi.

Il secondo dato è che nessuna delle ricerche citate ha preso in considerazione l’aumento di consumo di carne da parte dei cinesi. Cinesi che al loro volta sono aumentati talmente tanto che in realtà lo stesso governo cinese ha solo una idea approssimativa di quanti siano: 1.200 milioni, 1.300? Davvero, la cifra esatta non la sanno, è quasi ammesso ufficialmente, sia per l’estensione del loro territorio, sia perché un grandissimo numero di “secondi” figli vengono o sono stati sottratti all’anagrafe ufficiale perché proibiti: la legge pare sia stata modificata recentemente, ma appunto pare, e per altro è stata in vigore per decenni, ergo il secondo figlio veniva nascosto; e sono aumentati gli aborti selettivi di bambine. Aggiungeteci quindi che il numero delle donne in Cina è significativamente inferiore a quello degli uomini, tradizionalmente più carnivori delle donne e cercate di farvi un’idea di quanto possano essere sballate le cifre attuali.

Il discorso fatto per la Cina vale anche per l’India (più di un miliardo di abitanti) e in realtà per tutto il mondo “povero”, per almeno due terzi della popolazione mondiale quindi. L’aumento dei consumi e del benessere porta inevitabilmente ad un aumento del consumo di carne, quindi ad un maggiore allevamento di questo alimento, e quindi ad un aumento del metano prodotto.

MUCCHIAltro dato non preso in considerazione: gran parte del sotto-prodotto dell’allevamento delle mucche è il latte e quindi il formaggio. Che i per fortuna Cinesi NON POSSONO MANGIARE, perché privi di uno specifico enzima; credo sia un enzima, ma comunque è una caratteristica specifica della loro fisiologia, del loro metabolismo: non digeriscono latte, latticini e formaggi, tant’è vero che nella pur vastissima e millenaria cucina cinese il formaggio non c’è sotto nessuna forma (e per cortesia non citate il tofu! Vegetale al 100% e in realtà non vedo come considerarlo una cosa commestibile). E meno male, direi.

Ripeto: non è cosa che sta per succedere fra cinque o dieci anni, ma questa è una aggravante, quando sarà successa ci vorranno ancora più anni per tornare indietro, anni nei quali dovremo, pardon, dovranno vivere con le conseguenze della cosa letteralmente per decenni. Per quanto contraddittori i dati, sarebbe il caso di cominciare a pensarci seriamente ora.

Pronti per i nostri lettori, ecco alcuni documenti o parti di documenti, di sicuro in interesse. Avrei potuto metterne dieci volte tanti e non meno contraddittori fra di loro.

Pagina indice dei documenti sull’alimentazione

 

MASSIMO MONGAI

5 maggio 2015 Posted by | News, Senza categoria | , , , | Lascia un commento

   

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