Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Dear Mr. President

Barak Obama

Questo è un momento di grande entusiasmo,  mentre la sonda New Horizons continua a spedire i dati raccolti su Plutone e una nuova, ancor più importante missione ha ricevuto i primi finanziamenti in un coro unanime di consensi sia da parte del Congresso degli Stati Uniti che della pubblica opinione americana e internazionale. Si tratta del volo verso la luna di Giove chiamata Europa, per la prima volta, dichiaratamente e senza mezzi termini, alla ricerca della vita fuori della Terra. E proprio in questo momento, mentre il bilancio generale della NASA è in crescita, quello della sua Divisione per le Scienze Planetarie subisce, per il quarto anno consecutivo, una erosione ad opera dela Casa Bianca.

In questo frangente  la Planetary Society, organizzazione non govenativa ben nota ai nostri lettori, ha deciso di dare inizio a una di quelle campagne di sensibilizzazione e supporto per le quali va famosa: si tratta di una petizione rivolta direttamente al Presidente Obama per la difesa e l’incremento degli stanziamenti diretti alle Scienze Planetarie. Il testo proposto non è una richiesta di finanziamenti a favore della Planetary Society, anzi è del tutto condivisibile da parte di chiunque abbia a cuore la causa dell’esplorazione dello spazio, al di là di interessi nazionalistici e di parte, ed è inoltre parzialmente modificabile secondo i desideri del singolo proponente.

La NASA è la più solerte tra le agenzie spaziali nel rendere di pubblico dominio i dati raccolti nel corso delle proprie missioni, dando il buon esempio perfino all’ESA, spesso vittima delle baronie universitarie, che tendono a rallentare la diffusione dei risultati delle ricerche per i più vari motivi. E invece parere largamente condiviso che anche in Europa e in Italia esistano personalità e strutture che potrebbero raccogliere il testimone della Planetary Society e dar vita a un forte servizio di advocacy. Invitiamo i lettori, oltre a firmare la petizione diretta al Presidente Obama, a commentare questo articolo e farci conoscere le loro opinioni in merito all’organizzazione di un simile servizio.

 

ROBERTO FLAIBANI

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4 agosto 2015 Posted by | Astronautica, News, Planetologia, Scienze dello Spazio | , , , , | 1 commento

Finalmente.

friedman(Lou Friedman)

E’ una lunga storia, una storia di passione scientifica, quella tra i fondatori della Planetary Society e la vela solare. Comincia, se vogliamo, verso la metà degli anni ’70, quando Lou Friedman decide di lasciare il Jet Propulsion Laboratory della NASA, deluso dalla cancellazione della missione, in cui rivestiva l’incarico di direttore, che avrebbe portato un sonda dotata di vela solare al rendez-vous con la Cometa di Halley. Qualche anno dopo, nel 1980, fonda la Planetary Society, insieme a Bill Murray e al grande astronomo e visionario Carl Sagan, con la missione di “ispirare i popoli della Terra ad esplorare altri mondi, comprendere il nostro, e cercare la vita altrove.” (Wikipedia)

Cosmos.1(Cosmos-1)

Da allora Friedman e i suoi associati si occupano di tutto quanto riguarda l’esplorazione del Sistema Solare, la ricerca degli esopianeti e della vita intelligente al di fuori della Terra. Collaborano con il SETI Institute, la British Interplanetary Society, e molte altre ONG a carattere scientifico. Distribuiscono fondi per sostenere il vasto circuito degli astrofili volontari che tengono sotto controllo gli asteroidi vicini alla Terra. Fanno divulgazione tramite radio, televisione, e la produzione di un gran numero di audiovisivi. Sono diventati in breve il punto di riferimento dei cosidetti “space enthusiast” di tutto il mondo, dicono di avere più di centomila tesserati. Negli ultimi anni hanno sviluppato un’abilità luciferina nel campo della lobbying e dell’advocacy, a tutto vantaggio della NASA, e recentemente si sono battuti  a favore della missione Europa Clipper.

LightSail - BillNye

(Bill Nye)

Ma torniamo alle vele solari, massimo obiettivo della Society e del suo presidente Lou Friedman (si è dimesso qualche anno fa, ed è stato sostituito dallo spumeggiante Bill Nye). Alla fine degli anni ’90 Friedman prende contatto con un’associazione scientifica russa, chiamata “Cosmos Studio”, e insieme si mettono a progettare una splendida vela, Cosmos-1, e la realizzano in una pellicola di polietilene tereftalato ricoperta in alluminio, nel formato “eliogiro”. Il lancio, avvenuto il 21 giugno 2005, viene funestato da un incredibile “incidente”, quando il mancato funzionamento del vettore Volnija, venduto dalle autorità russe agli “ingenui” astrofili della Planetary Society, causa la perdita di Cosmos-1, che altrimenti avrebbe potuto diventare la prima vela solare della storia, ben 10 anni fa.

LIghtSail-2

(LightSail)

E invece lo è diventata la giapponese Ikaros nel 2010, pochi mesi dopo l’apertura di questo blog. Nel frattempo quegli incredibili tipi che dirigevano la Planetary Society, all’epoca a fianco di Friedman, ora a fianco di Nye, galvanizzati dalla risposta calda e generosa dei loro associati, dichiaravano baldanzosi “Non ci fermeremo, costruiremo con le nostre mani un’altra vela solare”. E invece di una ne hanno fatte due uguali, la prima è quella lanciata il 20 maggio e rientrata prematuramente tre giorni fa: un test preparatorio al lancio del veicolo “vero”, che avverrà l’anno prossimo. LightSail-A è andata in orbita, gli errori di software e hardware che hanno fatto temere il peggio non invalidano il successo complessivo. La vela è dispiegata. Finalmente.

ROBERTO FLAIBANI

 

 

gli incredibili tipi

 (The Crew)

 

 Per approfondire:

LightSail + Cubesat: il Sistema Solare sarà aperto a tutti? 

CubeSat e LightSail-1: largo ai piccoli satelliti! 

Difesa Planetaria anno zero 

17 giugno 2015 Posted by | Astrofisica, Astronautica, Difesa Planetaria, Planetologia | , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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