Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

L’Istituto Nazionale di Astrofisica chiude?

Riceviamo e pubblichiamo:

“Oggi si sono rivelati veri i peggiori incubi che negli ultimi giorni hanno tormentato tutti gli astronomi italiani: ovvero è vero che l’INAF verrà “chiuso” per essere accorpato al CNR. L’INAF è l’istituto che raccoglie i vari istituti di ricerca e osservatori italiani e coordina le attività e le ricerche astronomiche in Italia. La decisione presa senza prendere in considerazione l’opinione degli interessati, mina da un lato le capacità organizzative e di indipendenza della ricerca astronomica, dall’altro lato con il blocco del turn-over, la riduzione del 50% del personale a tempo determinato, con il blocco dei concorsi e delle assunzioni per i prossimi 3 anni, la riduzione dei finanziamenti alla ricerca, farà si che la ricerca astronomica in Italia muoia nel giro dei prossimi 5/6 anni. Sembra un incubo che una cosa simile accada nel paese che ha maggiormente contribuito allo sviluppo dell’astronomia moderna, ma grazie alla banda di “governantisti” che ci ritroviamo, questo incubo diventerà realtà. Vi lascio alcuni link a disposizione per approfondire le disposizioni per il funerale dell’astronomia italiana, e vi prego di fare circolare questo email tra tutti i vostri conoscenti interessati all’astronomia. – firmato Dr. Mauro Barbieri”

http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/05/27/il-gioco-delle-tre-carte-ovvero-come-ti-distruggo-gli-enti-di-ricerca/

http://oggiscienza.wordpress.com/2010/05/27/ecco-la-lista-nera-provvisoria/

http://www.media.inaf.it/2010/05/27/lettera-aperta-al-presidente-napolitano/

includo un link di info sull’autore (n.d.r.):

http://pianetiextrasolari.uai.it/hd17156/notizia_stampa.pdf

30 Mag 2010 Posted by | Scienze dello Spazio | | Lascia un commento

S.O.S. radiotelescopi

Il radiotelescopio di Noto, in Sicilia, è fuori servizio da un mese per un guasto al meccanismo di movimento della parabola, e l’impianto gemello, situato a Medicina, vicino a Bologna, accusa gravi problemi di usura in alcuni apparati meccanici. Lo comunica l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che gestisce anche il nuovissimo Sardinia Radio Telescope (SRT), in corso di completamento nei pressi di Cagliari, e già vittima, a sua volta, del drastico taglio dei finanziamenti operato dal governo centrale. Il SRT, con la sua grande parabola di 64 metri di diametro, potrà integrare la cosidetta tecnologia della “superfice attiva”, in uso a Noto, con quella della “agilità di frequenza”, in uso a Medicina. Inoltre verrà collegato  in fibra ottica alla E-VLBI (Very Long Baseline Interferometry), una rete di radiotelescopi dislocati in tutto il mondo. Noto, intanto, ha superato i test per entrare nella rete VLBI spaziale, che si arricchirà. entro la fine dell’anno, del nuovo radiotelescopio orbitale russo Radioastron, grazie al quale si potranno effettuare osservazioni ad altissima risoluzione. Sarebbe follia rinunciare a questi progetti dopo aver speso cinque anni di lavoro e 67 milioni di euro per costruire il SRT! Inoltre eseguire le riparazioni a Noto e la manutenzione a Medicina costerebbe complessivamente non più di 1,3 milioni di euro, e permetterebbe ai due ottimi radiotelescopi di restare in attività ancora per molti anni.

Comitato pro-SRT

3 Mag 2010 Posted by | Radioastronomia | , , | Lascia un commento

   

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