Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Cado dalle nubi!

cartoon-chef-eps-5209003La risposta di Lalla Merlo al mio articolo su donne e fantascienza è perfetta: è di una donna, che dice di amare la fantascienza e che dice “…è vero sembra che le donne non si appassionino tanto alla fantascienza così come gli uomini generalmente non impazziscono per l’arte contemporanea pare.” E per sostenere questo punto cita “un manuale divertente di uno scrittore triestino, mio conterraneo Mauro Covacich “ L’arte contemporanea spiegata a tuo marito ”. La situazione qui è capovolta , ma il tema mi sembra essere lo stesso L’autore, che ritiene che l’arte contemporanea abbia “ancora e forse oggi più che mai qualcosa da dire” osserva come le donne (sottolineando di non voler generalizzare !) riescano a porsi in ascolto delle opere d’arte e a capire che cosa vogliano denunciare e rivelarci . Il gioco che sceglie è quello di parlare «a lei » affinché istruisca « lui» .

Al che sono caduto dalle nubi, proprio come Checco Zalone. Gli uomini hanno bisogno delle donne che gli spieghino l’arte contemporanea? E io? E gli articoli di Jean Clair, De Dominicis, Bonito Oliva su Repubblica di dicembre e relative polemiche? Cerco tracce di quel libro in rete e scopro un libro molto interessante che in realtà non è evidentemente diretto solo alle donne perché spieghino eccetera. E’ l’equivalente di una situazione vista spesso all’interno del FanDom, proprio nelle discussioni fra uomini e donne o anche solo dentro uno solo dei due sessi sul se e perché e percome le donne non leggano e non scrivano FS. Ma nessuno mette più in dubbio che invece alla scienza si interessino eccome. Non è vero quindi che gli uomini non capiscano l’arte moderna o per meglio dire contemporanea anche se come dice giustamente Jean Clair c’è qualcuno che bara (ok, ho sintetizzato un po’ troppo, ma tant’è).

susanneMakFinlandTroppo ci sarebbe da dire del rapporto fra arte e genere sessuale. Ad esempio il libro di Covacich cita 30 artisti di arte contemporanea per spiegare cosa e perché e per come. E di quei 30 solo 3 sono donne, e personalmente io ne conoscevo una sola (Marina Abramovich). Verrebbe da dire che la situazione è non simile ma identica alla FS, dato che la percentuale di autrici di FS quella è, il 10%. Ma non voglio impelagarmi in questa pania, anche perché qui il rapporto con il potere è molto più marcato ed evidente.

Ma Lalla Merlo (psicologa iscritta all’ordine, danza terapista ed altro) dice anche: “Sì perché noi donne e nello specifico il cervello femminile e qui le neuroscienze mi aiutano, ( studio pubblicato su Pnas 2013) amiamo e privilegiamo creare connessioni tra un emisfero e l’altro e quindi tra processi analitici e intuitivi , mentre il cervello degli uomini è disegnato per muoversi meglio all’interno di uno stesso emisfero, facilitando ad es. il coordinamento tra percezione e azione …ecco questo giochetto già spiegherebbe un bel po’ di cose.”

direttore-dorchestra-Vero. Se fosse vero. In realtà stabilire connessioni non solo fra gli emisferi ma anche fra le cose è la quintessenza della creatività, sia maschile che femminile. E come dicevano Battisti e Mogol, le anime non hanno sesso.

I corpi sì, certo. Quindi forse la differenza nell’amore per la Fs è lì, nei corpi.

Lalla Merlo dice anche: “…la presenza di donne scienziate, l’amore per la scienza non centrano nulla con l’amore per la fantascienza. Azzardo a dire che nel primo caso c’è il desiderio di conoscere concretamente l’ignoto, nel secondo quello di esserne turbato. Entrambe le dimensioni sono affascinanti ma nel secondo caso dipende solo da come viene raccontata la storia.” Vero, ma questo riguarda nello stesso identico modo gli uomini, anzi, questa è l’essenza dello scrittore di fantascienza: proprio perché lo studiare l’ignoto, scoprirne parti e intuirne le parti ancora nascoste, a me mi turba al punto che voglio raccontare una storia. E devo raccontare una storia di fantascienza.

previewMi rifiuto di credere che esista una differenza sostanziale fra la creatività maschile e quella femminile. Esistono evidentemente diversi approcci, a volte lapalissianamente fondati sul corpo (non esistono o sono ben poche o io non conosco donne scultrici che scolpiscano blocchi di marmo altri tre metri e pesanti 15 tonnellate) altre volte basati su meccanismi di potere evidentemente patriarcale (non ci sono nella storia della musica grandi compositrici o direttrici di orchestra mentre da sempre ci sono virtuose di strumenti quali il pianoforte ed il violino) altri misteriosamente basati su chissà cosa. Ad esempio perché non ci sono grandi cuoche nella storia della cucina degli ultimi tre secoli? Nemmeno prima ma è per dire da quando la cucina è diventata un’arte riconosciuta. Nello stesso periodo (e per altro da sempre) ci sono state, anche se misconosciute ai loro tempi ma note oggi poetesse, pittrici, scrittrici, regine perfino. Perché cuoche no? Oggi si stanno affermando in tutto il mondo “chef donna”. Occorrerà trovare nuovi termini temo. E’ come il nome Maria. Viene da Miriam (ebraico: “goccia”, “amata”) non da Mario (latino: “conduttore di uomini”. Vi pare che i Romani, loro sì maschilisti, potessero pensare ad una donna che conduceva uomini?)

Certo poi sono venute la Tatcher, Indira Gandhi, Golda Meir. Ma anche Elisabetta I°, Caterina di Russia…

Ma questo è un altro problema però.

Lalla? Alloro romano o tulipano slavo?

 MASSIMO MONGAI

7 gennaio 2014 Posted by | Fantascienza, News | , , | 1 commento

Le donne, la fantascienza e l’arte contemporanea

Pochi bit fa, Massimo Mongai si chiedeva perché le donne italiane amino la scienza ma non la fantascienza. Gli risponde Marialuisa Merlo, psicologa, artpsychotherapist, danzamovimento terapeuta. Nata a Trieste, ha studiato e vissuto a Berlino, ora lavora a Roma in studio privato.

Copia di DSC_0047Io sono una di quelle, indubbiamente. E’ vero, sembra che le donne non si appassionino tanto alla fantascienza così come gli uomini generalmente non impazziscono per l’arte contemporanea, pare. (nella foto: Lalla Merlo)

A questo proposito mi viene in mente un manuale divertente di uno scrittore mio conterraneo, Mauro Covacich “ L’arte contemporanea spiegata a tuo marito ”. La situazione qui è capovolta , ma il tema mi sembra essere lo stesso. L’autore ritiene che l’arte contemporanea abbia “ancora e forse oggi più che mai qualcosa da dire” osserva come le donne (sottolineando di non voler generalizzare !) riescano a porsi in ascolto delle opere d’arte e a capire che cosa vogliano denunciare e rivelarci . Il gioco che sceglie è quello di parlare «a lei » affinché istruisca « lui» . Ma è proprio nello sforzo di lei nel far vedere – come devo stare –dove devo guardare …affinché un’opera mi parli – che le forme apparentemente astratte si svelano molto concrete e fisiche, gli interrogativi emergono e il senso che l’artista comunica nella sua opera prende forma. E lui che guardava con diffidenza e snobismo,direi anche con timore ciò che non capiva assolutamente, diciamo che incomincia a rilassarsi…poi si vedrà .

In questo modo l’autore riesce : a) a parlare di ciò che in fondo ama e b) a farci fare una scorazzata nel 900 fino ad oggi attraverso 30 opere, costruendo tanti ponti, passaggi, canali, connessioni tra il dentro e il fuori, il concreto e il simbolico, l’arte e la società…. da far appassionare il lettore. O meglio la lettrice di sicuro. Sì perché noi donne, e nello specifico il cervello femminile – e qui le neuroscienze mi aiutano ( studio pubblicato su Pnas 2013) amiamo e privilegiamo creare connessioni tra un emisfero e l’altro e quindi tra processi analitici e intuitivi , mentre il cervello degli uomini è progettato per muoversi meglio all’interno di uno stesso emisfero, facilitando ad esempio il coordinamento tra percezione e azione …. ecco, questo giochetto già spiegherebbe un bel po’ di cose .

41sn9PAoMIL._Allora forse varrebbe la pena chiedersi: “Che cosa amo della fantascienza e come posso contagiarti e spiegarti la fantascienza..” invece di chiedere a noi :” ..ma perchéé non vi piace la fantascienza?”

Un’ultima cosa : se io amo il genere road movie (per fortuna esistono ancora un bel po’ di generi ..) non è perché so cosa sia essere nomade, sbandato, o alla costante ricerca di .. La molla che fa scattare il piacere e mi tiene lì è il potermi identificare, partecipare letteralmente ai movimenti della storia, oltre ad una certa curiosità. Se E.T. si è fissato nell’immaginario collettivo è perché è entrato, nelle scene del film, nelle camere da letto dei nostri figli e si è affidato a loro. Insomma la presenza di donne scienziate e l’amore per la scienza non centrano nulla con l’amore per la fantascienza. Azzardo a dire che nel primo caso c’è il desiderio di conoscere concretamente l’ignoto, nel secondo quello di esserne turbato. Entrambe le dimensioni sono affascinanti, ma nel secondo caso dipende solo da come viene raccontata la storia.

LALLA MERLO

30 dicembre 2013 Posted by | Fantascienza | , , , | 3 commenti

   

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