Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Ma gli androidi mangiano Spaghetti Elettrici ?

BladeRunnerMangiaEatalian Sci-Fi, più Italian Institute for the Future, più gli Androidi…

Se riconoscete la citazione insita nel titolo dell’articolo e dell’antologia siete degli appassionati di FS veri, di quelli che sanno che “Blade Runner” è un film tratto dal racconto di P.K.Dick intitolato “Gli androidi sognano pecore elettriche?” (sottinteso la sera prima di addormentarsi), titolo italiano “Il Cacciatore di Androidi”.

Grande film, cult movie eccetera.

Noi (chi scrive, più Francesco Grasso Marco Minicangeli, ottimi scrittori di FS) siamo i curatori di questa antologia di ben 18 racconti di autori italiani di fantascienza gastronomica, ossia di racconti di vera fantascienza aventi per tematiche il rapporto con il cibo dei singoli, dell’umanità, sostanzialmente nel prossimo futuro, il tutto come iniziativa nel quadro delle attività della EXPO 2015.

L’antologia contiene ottimi racconti e le tematiche trattate sono a dir poco alla moda, “sensibili” e fra ottimismo e pessimismo. Perché se si parla di cibo e di futuro non ci si può non fare molte domande, e le risposte a volte sono inquietanti o peggio non ci sono proprio. Eppure la EXPO sta per iniziare e verrà frequentata da venti milioni di persone, diconsi 20.000.000 e scusate se è poco. Diventerà fra poco una onnipresente tematica su tutti i media, in tutte le salse, dallo spettacolo fine a se stesso fino alle analisi scientifiche.

Cover_FiuggiSeguite questo link per leggere la prefazione alla antologia, scritta da Roberto Paura dell’Italian Insitute for the Future, interessantissimo gruppo di giovani menti che da Napoli riflettono sulle implicazioni del futuro in Italia e nel Mondo, mentre qui troverete il blog del “gruppo” di Eatalian Sci-Fi che ha dato vita all’antologia.

Nell’antologia ci sono quattro racconti scritti da donne, il che la rende la prima antologia in assoluto con un così alto numero di scrittrici. Perché le donne non scrivono fantascienza, dato che non la leggono. Dite di no? Ne riparleremo, comunque in coda alla raccolta c’è un articolo dal titolo: “In cauda venenum: perché le donne non leggono (e non scrivono) fantascienza?

C’è da preoccuparsi per il futuro del cibo dell’umanità?

Sì.

Massimo Mongai

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26 marzo 2015 Posted by | Fantascienza, News | , , , | 1 commento

Grilli, api e hamburger di vermi

Sono un esperto di cucina fantascientifica. Su di me come scrittore di fantascienza chiunque può dire quello che gli pare, lo fanno, ma almeno datemi atto di essere un esperto di cucina fantascientifica: 30.000 (e passa…) copie vendute in due edizioni di “Memorie di un cuoco d’astronave” mi autorizzano a definirmi tale.

Solo che parlare di mangiare insetti ormai non è più fantascienza. Le foto che vedete in questo articolo sono foto reali scaricate dalla rete di una moda estiva statunitense: lecca-lecca agli insetti. Uno li scarta , li succhia, succhia lo zucchero che li avvolge e poi si mangia gli insetti.

popteqil2Non è fantascienza. E’ un prodotto commerciale, i cui realizzatori si vantano dei loro allevamenti di insetti e di come vengano nutriti in modo biologicamente controllato e corretto…

D’altra parte il miele lo mangiate? Scusate se ve lo dico così, ma il miele è un liquido fatto al 90% di zucchero secreto da una ghiandola specifica che sta a pochi millesimi di millimetro dall’ano dell’ape. E non sto scherzando.

Anzi, dato che non voglio disgustarvi , nemmeno ve lo dico che cos’é veramente la “pappa reale” che tanta gente usa come ricostituente…

bugcandyIn realtà tutto ciò nasce da una cena con amici, nel corso della quale una amica che stava per bere un bicchierino di Mescal, non lo ha fatto solo perché io le ho chiesto (avendo capito il tipo) “Tu non hai nulla contro i vermi, vero?”.

Lei non sapeva che nella bottiglia del vero e genuino Mescal, nel fondo, c’è sempre un verme (in realtà una “pupa”, ma non stiamo a sottolizzare) che ci viene messo a garantire la genuinità del Mescal (una specie di grappa fatta con la polpa dell’agave messicana) dato che quel verme vive esattamente all’interno della pianta. Lei era inorridita solo all’idea (cosa comprensibilissima, intendiamoci) e non ha bevuto il Mescal. E’ anzi rimasta ancora più disgustata quando le ho detto che in realtà il verme prima di essere messo nella bottiglia viene leggermente tostato così da risultare croccante quando lo si mangai, alla fine della bottiglia.

Avete mai sentito la leggenda urbana che dice che gli hamburger di Mac Donalds sono fatti di un impasto di lombrichi? Ha girato per tutti gli anni 90 negli stati Uniti ed anche da noi, e non è vero naturalmente.

Non è “ancora” vero!

Allevare e mangiare insetti molto probabilmente sarà il modo in cui risolveremo il problema dell’alimentazione del pianeta in futuro.

E per molti ottimi motivi:

  • la stessa quantità, diciamo 100 grammi di carne di manzo o di vermi, dà quantità di proteine , vitamine e sali minerali diversissime, con un vantaggio del 50% nel caso dei vermi (pupe di farfalle et similia, prevalentemente, secondo i futuri allevatori)

  • allevare insetti è mille volte meno inquinante e distruttivo che allevare mucche: non solo per le mucche occorre distruggere foreste per fare spazio ai campi (come si dice di solito: la mucca in realtà divora la Terra, fra desertificazione erosione dei suoli eccetera) ma è omrai appurato statisticamente che il metano pordotto daglianimali da allevamento per l’alimentazione umana produce un buon 15/20% del metano presente nell’aria del pianeta. Se non avete capito come lo producono, ve lo dico io: scoreggiano! Mucche, pecore, capre, cavalli, maiali, in centinaia e centinaia di esemplari scoreggiano tonnellate di metano nell’atmosfera. E anche questo non è uno scherzo.

  • per moltissime culture di questo pianeta (primi fra tutti i cinesi, e scusate se son pochi: 1,5 miliardi) mangiare insetti è addirittura una leccornìa tradizionale; non ci sarbbero problemi per loro

ambersideGli arabi no, invece; la famosa storia di San Giovanni che si ritira nel deserto a mangiare “miele e locuste” è solo un errore di traduzione: la parola che significa “locusta” in aramaico è estremamente simile a quela che significa “focaccia”. E’ un errore che va avanti da 2000 anni in tutte le traduzioni del Vangelo, ma tant’è, storici e linguisti lo sanno da un centinaio di anni: San Giovanni nel deserto mangiava miele e focacce.

Insomma, mangeremo insetti? Dico, noi italiani, dato che i teen-ager americani hanno già cominciato.

Ah, saperlo…

MASSIMO MONGAI

27 ottobre 2014 Posted by | Fantascienza, News | , , | Lascia un commento

   

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