Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

I Vampiri di Twilight: meticci fantascientifici in genere gotico

Vampiri1Io preferisco parlare di meticciato anzichè di contaminazione, perché il meticciato ha a che vedere con la riproduzione, quindi con la vita, mentre la contaminazione con la malattia. Fatto sta che va di moda “mescolare” i generi, contaminarli come si dice. Ma di solito tale mescolanza, tende ad inserire elementi mistico-magici all’interno di storie fantascientifiche, il che non va bene. Nel senso ognuno faccia pure quel che vuole, scriva e legga ognuno quel che gli pare sempre e comunque, ma in un testo fantascientifico la fantasia ci sta, la magia cozza contro la parte scientifica e la ammazza: su un’astronave un vampiro ci può stare solo se è un mutante, un robot o un alieno, ma un non morto no, se no non è fantascienza, è altro. Non sembri distinzione da poco. Da parte di molti autori si tende a mescolare i generi più per insipienza e non conoscenza delle regole dello specifico genere che non perché il meticciato alla lunga paghi. Vuoi de-scrivere un vampiro vero, un non morto in una astronave? Va bene, fai pure, ma non chiamarlo fantascienza. Lo vuoi fare comunque? Va bene, disapprovo, ma fai come vuoi; il tuo editore però deve scrivere una quarta di copertina onesta se no è truffa, almeno nei miei confronti.

A volte ci sono però casi in cui accade sorprendentemente il contrario, elementi fanta-scientifici che meticciano una storia magica, azzerandone di fatto proprio la dimensione magica. E’ il caso della serie cinematografica Twilight  tratta dai libri di Stephenie Meyer .

Premesso che parlo dei film e non dei libri che non ho letto (ci potrebbero essere altre spiegazioni, altri meccanismi interni non so; ma non credo) i vampiri dei film non sono Creature del Male di natura magica: ad esempio entrano nelle chiese se proprio devono, le croci e l’acqua santa come del resto anche la luce del sole non gli fanno niente, e non sono particolarmente malvagi, almeno non i Cullen, quelli cui appartiene il protagonista. Sono esseri umani che sono diventati vampiri per essere stati morsi da altri vampiri. E’ a tutti gli effetti, questa sì, una “contaminazione”. Nella serie non viene detto quale sia l’elemento contaminante (un batterio? un virus?) e dove sia (nella saliva? nel sangue?), come passa agli umani (sì, il morso, ma poi? altri umori?) fatto sta che di malattia si tratta. Che determina una mutazione.

Vampiri2Oddio, certo, è una ben strana malattia: dona una semi-immortalità, poteri eccezionali (forza sovrumana, velocità, poteri ESP) una pelle luminescente e “perlata” se vista in piena luce, insomma alla fine i vampiri di T. sono molto fighetti. Hanno qualche problema di alimentazione, certo, si devono nutrire di vita, nella forma di sangue altrui, ma possono scegliere quello animale. E, caso estremamente significativo, restano interfecondi con la specie umana. I vampiri di Bram Stoker non si sa bene cosa fanno, ma di sicuro non fanno sesso. E anche nella tradizione carpatica non esistono “figli di vampiri”. Del resto se sono “morti non-morti” come possono riprodursi? Anche la magia nera più spinta nega che si possa resuscitare un morto o fargli fare un figlio; solo il Diavolo può mettere incinta una donna, ma i vampiri no, anzi, i vampiri fanno sesso solo nei video porno, nelle leggende slave no, le donne si limitano a “succhiare”.

Sempre nella stessa saga cinematografica ci sono i Lupi Mannari, a loro volta esseri umani mutanti che si trasformano appunto in lupi: aumentando dimensione, quindi scientificamente parlando, per le leggi di conservazione di materia ed energia, o sono lupi lunghi quasi due metri che però pesano quanto pesava l’uomo iniziale (80 chili?) quindi hanno un peso specifico leggerissimo, oppure sono lupi “pesanti” ma allora devono trovare materia dall’ambiente circostante, materia o energia e prenderla e poi rilasciarla sotto forma di aria calore. Gli autori della scenggiatura non scendono a questi particolari.

Fatto sta che la “scienza” della fantascienza (vedi l’articolo/intervista a Giovannoli per approfondire) sta entrando alla grande in molta letteratura “altra”. E fin qui abbiamo trattato il caso delle saghe sui vampiri cinematografici. Ma un mese fa è stato il caso di “Sottomissione” di Heoullebeq, il quale usa tranquillamente da anni stilemi fantascientifici nei suoi romanzi, pur restando a tutti gli effetti e per tutta la critica un autore mainstream; ed sì che ha scritto ben altri due romanzi con tematiche strettamente fantascientifiche, ad esempio “La possibilità di un’isola” che , piaccia o meno, è a tutti gli effetti un romanzo di fantascienza.

Io resto un purista dei generi, anche se sostanzialmente chiedo solo una quarta di copertina onesta. Ma il fatto resta: le tematiche fantascientifiche invadono la letteratura e le saghe televisive. Il grande pubblico le richiede a gran voce, soprattutto poi al cinema.

Vampiri3E sembra ci sia un gran bisogno di stilemi di fantascienza (quindi di scienza della fantascienza) nella letteratura mainstream, per rivitalizzarla, per aggiungere un po’ di sapore, e a volte per costruire una vera e propria struttura funzionante.

Vorrà dire qualcosa. Senza punto interrogativo.

MASSIMO MONGAI

9 marzo 2015 Posted by | Cinema e TV, Fantascienza | , , , | 1 commento

Spock, il Vulcaniano

 Kirk+SpockChi potrà dimenticare le orecchie a punta, il sopracciglio inarcato a rimarcare il sorriso sarcastico in presenza di situazioni poco convincenti per la sua mente ultrarazionale?  Sì, ci mancherà Leonard Nimoy in arte Spock, il vulcaniano amico dei terrestri! Era un ufficiale agli ordini del Capitano Kirk, a bordo dell’astronave Enterprise, appartenente  alla Flotta Stellare della Federazione Unita dei Pianeti, dove Spock prestava servizio. Una astronave da esplorazione, sempre in rotta verso luoghi dell’universo “Dove nessun uomo è mai giunto prima“, secondo quanto diceva il capitano Kirk all’inizio di ogni episodio di Star Trek.

Nella foto: (Shatner & Nimoy ovvero Kirk & Spock)

Tra ieri e oggi sulla pagina Facebook dello STIC, lo Star Trek Italian Club, sono letteralmente piovuti migliaia di commenti di cordoglio di fan che si sentono privati di un amico. Una volta tanto ci uniamo volentieri al coro ricordando l’uomo e il personaggio che interpretava, che in qualche modo ha modificato i rapporti tra gli esseri umani e gli alieni sul piccolo e grande schermo. Negli anni ’50, prima del simpatico Spock, gli alieni erano rappresentati spesso come nemici del genere umano, ma poi arrivò lui, il vulcaniano più famoso dell’Universo, e i rapporti migliorarono. Tra l’altro è divertente ricordare che nella mente di Gene Roddenberry, l’autore della saga,  egli doveva essere marziano, ma il rosso della pelle sarebbe risultato troppo grigio sugli schermi in bianco e nero, così i produttori decisero che sarebbe arrivato da Vulcano, e con una tonalità di pelle differente.

11029494_802829606419273_3726013744543593269_n(Samantha Cristoforetti fa il saluto vulcaniano dalla ISS)

Sarebbe difficile condensare in poche righe di blog un serial e una figura che tanto hanno contribuito a far volgere gli occhi dell’umanità verso l’immensità dell’Universo: nell’infanzia molti astronauti e scienziati dello spazio hanno  avuto i personaggi di Star Trek come modelli di vita. Lo testimonia anche l’italiana Samantha Cristoforetti, attualmente imbarcata sulla Stazione Spaziale Internazionale,  in un tweet: “of all the souls I encountered his was the most human” thx@TherealNimoy for bringing Spock to life for us, con la sua foto mentre fa il saluto vulcaniano (Lunga vita e prosperità – un altro classico) con indosso una maglietta con il simbolo dell’Enterprise.

gazzettinoE a proposito del nostro Paese, c’è da rimarcare l’ignoranza nei confronti di un fenomeno planetario come Star Trek e in generale della fantascienza. La Stampa e il Gazzettino di sicuro, ma chissà quanti altri, hanno confuso, nei loro articoli di “colore”, Star Trek con Star Wars (Guerre Stellari) e Spock il Vulcaniano con il dott. Spock, medico pediatra protagonista di una serie televisiva americana dell’epoca. In televisione la scomparsa di Nimoy è stata quasi ignorata, salvo per appellarlo qualche volta come “vulcanico”. E dire che negli Stati Uniti persino il presidente Obama ha dato il suo contributo a un lutto che non è solo del Fandom trekkiano.

Io non sono mai stato un fan di Star Trek, ma mi sento come se fosse scomparsa una persona che conoscevo bene e che avevo imparato ad amare. Egli contrapponeva la sua logica ferrea alla nostra difettosa umanità, piena di contraddizioni dettate dai nostri sentimenti. Sono ancora nei miei occhi i suoi scontri con McCoy, l’ufficiale medico dell’Enterprise, quando si trovavano di fronte a situazioni in cui era difficile comprendere se era meglio usare la testa o il cuore. E in fondo non è una domanda che ci poniamo tutti, quando dobbiamo affrontare scelte difficili?

 

GIANVITTORIO FEDELE

2 marzo 2015 Posted by | Cinema e TV, Fantascienza, News | | Lascia un commento

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