Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Quei visionari dello spazio che cambiarono il mondo…(seconda parte)

La prima parte di questo imperdibile articolo sui grandi visionari dell’astronautica era dedicata a Wernher von Braun e Sergei Korolev. La seconda parte, che vi proponiamo qui di seguito, è dedicata a Elon Musk e SpaceX, e alla ISS, con le sue caratteristiche innovative e le potenzialità per il futuro dell’astronautica commerciale. Come traduttore, posso dire che è stato uno dei lavori più appaganti e divertenti che abbia mai fatto, come space-enthusiast raccomando ai lettori di favorire al massimo la sua diffusione. Non può venirne che del bene. (RF)

 

Musk1

Negli Stati Uniti, a dispetto dei tagli di bilancio e delle false promesse elettorali che colmano il vuoto lasciato da leader visionari come von Braun, lo spirito della Corsa allo Spazio rimane scolpito nel codice genetico stesso del paese. Possiamo comprenderlo ancora più chiaramente se immaginiamo il corso che avrebbe preso la storia senza von Braun e Korolev. (nell’immagine: Elon Musk)

Supponiamo che la V-2 fosse stata considerata esclusivamente un armamento missilistico, senza che nemmeno un po’ del lavoro venisse destinato al volo spaziale. Supponiamo anche che i sovietici, invece di Korolev, avessero scelto un ingegnere dalla mentalità meno aperta per elaborare i dati della V-2 e costruire una flotta di missili intercontinentali, tale che non avrebbero più potuto esserci ripensamenti a favore del volo spaziale. Niente Sputnik, niente Gagarin, niente “I Magnifici Sette” del Progetto Mercury, nessun progetto Gemini o Apollo, nessuna flotta di sonde robotiche a percorrere per anni il Sistema Solare. E nemmeno i satelliti per le comunicazioni, e nessuna delle tante ricadute scientifiche di cui godiamo al giorno d’oggi. Tutt’al più potemmo supporre che ci sarebbero aerei-spia stratosferici e palloni sonda, e vasti silos di missili intercontinentali dal grilletto facile, con tutto il denaro investito nella Corsa allo Spazio deviato verso il Pentagono.

È uno scenario grigio e deprimente, incapace di darci un presente migliore dell’attuale, ammesso che ci fosse stato un presente e non delle rovine radioattive fumanti. Questo è ciò da cui il sogno di von Braun e Korolev potrebbe averci salvato, quanto meno ci ha portato un’esistenza più interessante rispetto al graduale sviluppo che si sarebbe probabilmente verificato nel corso degli anni 40.

Ma, lasciate da parte le congetture, abbiamo visto la stagnazione che ha seguito la scomparsa di Von Braun e Korolev dal mondo post-Apollo: i progetti d’avanguardia coraggiosi e anche pericolosi verso frontiere inesplorate sono stati sostituiti dai timidi disegni dei burocrati. Da parte americana, un ambizioso nuovo satellite, voluto dai politici per alimentare il sistema dei fondi neri congressuali piuttosto che le necessità del volo spaziale è finito in nulla; da parte sovietica, una serie di stazioni spaziali in bassa orbita terrestre ha accumulato record di durata nello spazio e poco più. L’ispirazione e l’avventura dello spazio sono state divorate da contabili della scienza, che volevano una serie di insignificanti esperimenti controllati piuttosto che una frontiera da penetrare e sperimentare con audacia.

Musk4A dispetto dell’inattività delle istituzioni, il contagio del sogno spaziale non è andato però perduto. Anzi, si è diffuso nel tessuto dei programmi spaziali nazionali e profondamente radicato nei cuori di milioni di persone in tutto il mondo grazie a quello che avevano visto: in particolare in un bambino sudafricano, e futuro immigrante negli Stati Uniti, che rispondeva al nome di Elon Musk (nell’immagine qui accanto) .

Come multimilionario informatico di fine secolo, nessuno negava che fosse un brillante imprenditore, ma il suo obiettivo di colonizzare Marte, dichiarato nel 2002 (quando lanciò SpaceX), venne accolto con un sorriso indulgente e non riscosse alcun credito. Non era il timoniere del settore tecnologico d’avanguardia di una superpotenza, come furono Korolev e Von Braun, ma solo un tizio con un po’ di soldi, e nemmeno abbastanza da essere classificato come uno dei più ricchi fra i suoi colleghi della Silicon Valley.

Così, quando nella prima metà del decennio scorso fu messo in discussione al Congresso il programma della NASA chiamato COTS (Commercial Orbital Transportation Services), era improbabile che SpaceX ed Elon Musk sarebbero stati nominati. Infatti, al di là di alcuni illustri portabandiera, il Congresso era più o meno indifferente all’idea, e l’approvò soprattutto perché piaceva la retorica del mercato libero che era stata appiccicata al progetto nel momento in cui fu messo in discussione, dando l’impressione che non ci fosse pericolo per le vacche sacre di nessuno.

Senza riguardo per ciò che la NASA aveva immaginato per COTS, (in realtà a dispetto di quanto essa avesse mai prefigurato o realizzato sotto qualsiasi programma), l’interesse complessivo del congressisti nelle attività della NASA consisteva giusto nel preoccuparsi che il massimo dei finanziamenti federali entrasse nei rispettivi stati e distretti, e da lì nei loro fondi elettorali. Per loro, dunque, COTS era semplicemente un’altra voce di bilancio che, grazie a uno schema operativo appena differente, poteva portare denaro a Lockheed Martin, Boeing o alle altre aziende ben introdotte.

SpaceX(nell’immagine: un missile della SpaceX)

Invece, un piano che non aveva quasi alcuna importanza per il Congresso fu fatto proprio con entusiasmo dalla NASA come un modo per ridurre leggermente i costi di una parte del suo programma, e fu poi “dirottato” da Elon Musk, alterando in modo radicale e definitivo la struttura economica e il progresso del volo spaziale. Musk sfruttò ogni sinergia che riuscì a trovare tra i modesti obiettivi della NASA e quelli propri ben più radicali, spingendo l’evoluzione della tecnologia di SpaceX e la rapida crescita della sua infrastruttura. E nessuno l’aveva visto arrivare…

I notevoli risultati di SpaceX rivitalizzarono tutto il sistema, spingendo la NASA a essere più ambiziosa e i sostenitori del COTS nel Congresso a promuovere il programma per il volo con equipaggi privati. Solo a quel punto le forze conservatrici all’interno del Congresso cominciarono a osservare con preoccupazione SpaceX, pur senza considerarlo ancora una minaccia. Dopo tutto trasportare carichi commerciali era una cosa, ma di sicuro i voli con equipaggio erano ancora al di là delle loro possibilità. Gli uomini di Boeing e Lockheed si rassicuravano l’un l’altro dicendo che questo programma sarebbe stato un punto a favore per le loro società, e che SpaceX sarebbe potuto diventare tutt’al più un socio di minoranza nel sistema.

Tanta fiducia, comunque, svanì rapidamente di fronte ai progressi sempre più veloci e drastici di SpaceX, che offriva prezzi molto al di sotto di semplici vantaggi competitivi e sviluppava continuamente hardware che non era  nemmeno allo stadio iniziale di ideazione da parte dei principali appaltatori. Prima che questi politicanti se ne accorgessero, e grazie all’assistenza tecnica e finanziaria della NASA, una compagnia di cui qualche anno prima avevano a malapena sentito parlare, cominciava ora a minacciare l’esistenza stessa di grandi società multimiliardarie attive da molti anni, con relazioni nel Congresso solide come la roccia.

Prese dal panico, le più potenti fra loro hanno ripetutamente tentato di far diminuire i finanziamenti ai progetti commerciali assegnati a SpaceX e cercato di convincere le agenzie governative a creare ostacoli per impedire che Musk ne trovasse altri. Ma la popolarità di SpaceX e il suo peso politico sono cresciuti ancor più in fretta delle sue capacità tecniche, e sembra che nel giro di pochi anni si trasformerà dall’ultimo arrivato a essere semplicemente il Programma dei Record.

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(nell’immagine: la Stazione Spaziale Internazionale – ISS)

Proprio come von Braun si era impadronito di un’arma cinica e crudele per inseguire un sogno di meraviglia e di pace; come Korolev aveva stornato lo stesso programma militare stupido e privo di ingegno per il suo stesso popolo verso realizzazioni che saranno ricordate a lungo dopo che il nome dell’Unione Sovietica sarà stato dimenticato; e proprio come von Braun aveva risvegliato un potere timido e pragmatico per arrivare sulla Luna “perché è difficile”; così pare che presto (toccando legno) Elon Musk potrebbe avere fatto crescere un programma commerciale di trasporto merci, che aveva il banale obiettivo di consegnare ciarpame a una stazione spaziale a un costo leggermente più basso di prima, in una rivoluzione senza fine, aprendo le vie del cosmo all’Umanità.

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( nell’immagine: attività extraveicolari nei pressi della ISS)

Tutti i più radicali progressi nello spazio non sono venuti dagli ordini arbitrari di qualche politico coraggioso, o dalla diligente politica dei piccoli passi di un burocrate, e nemmeno dal cieco perseguire il profitto da parte di un uomo d’affari, bensì dall’irresistibile capacità di un visionario di utilizzare ogni strumento a sua disposizione, reindirizzando qualsiasi grande progetto o istituzione verso la propria causa e convertendo al proprio modo di pensare qualsiasi mente non ancora completamente ottenebrata dal bigottismo e dalla miopia. Questo suggerisce qualcosa di sorprendente e che fa ben sperare per il futuro: che a prescindere da quale sia il programma, le persone che condividono il sogno dello spazio possono impadronirsene per conseguire obiettivi straordinari.

Se von Braun può trasformare un’arma di terrore nella speranza dell’Umanità, perfino con una pistola puntata alla testa; se Korolev può convincere dei criminali militari e dei paranoici uomini d’apparato del Politburo che girare in orbita intorno alla Terra è meglio che farla saltare in aria, con il gulag sempre pronto per lui se avesse sbagliato; se Musk può quasi mandarsi in bancarotta, tentando di trasformare un piccolo programma della NASA nel seme di un programma per il volo spaziale commerciale a costi bassissimi finendo comunque per nuotare nei quattrini, allora forse ci sono altri programmi “inutili”, o “distruttivi” o comunque dismessi che possono essere trasformati in qualcosa di stupefacente se portati avanti con la mentalità giusta.

ISS3(nell’immagine: una parte dell’area pressurizzata della ISS)

Si consideri la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), originariamente poco più che un gesto diplomatico dal costo sbalorditivo, che la maggior parte dei critici dei voli spaziali attaccarono definendolo senza valore. Cosa sta diventando ora, che l’obiettivo si va allargando, e l’industria privata sta cominciando a essere coinvolta? Cosa diventerà nel tempo, quando aziende del livello di Bigelow Aerospace, per esempio, cominceranno a mettere in funzione i propri impianti? Cosa diventerà non appena la ricerca e la produzione basate nello spazio si intensificheranno? Quali saranno i suoi sviluppi in tutte le direzioni, sia letteralmente che figuratamente, mentre crescerà oltre il cinismo delle sue origini, che la voleva come semplice scusa per mantenere in volo lo Shuttle? Magari non farà niente di tutto ciò, e sarà semplicemente sostituita e fatta rientrare dall’orbita, ma il potenziale c’è tutto.

Di fatto, esiste sempre il potenziale di prendere qualsiasi cosa uno abbia e ricavarne qualcosa di più grande… molto molto più grande. Von Braun, Korolev e Musk ci offrono una semplice lezione di buon senso che, ironicamente, si vede di rado messa in pratica: parti da dove sei, e usa gli strumenti a tua disposizione per andare oltre. Aspettare un deus ex-machina che consegni il programma perfetto, immaginando dirigenti che si prenderanno cura di te e comprenderanno le tue speranze, e che il denaro ti pioverà in grembo, tutto ciò non porta da nessuna parte.

ISS4(nell’immagine: la Cupola della ISS)

I nazisti, i sovietici e l’apparato militare americano stavano costruendo dei sistemi missilistici, non dei veicoli spaziali, ma quei missili vennero trasformati in veicoli spaziali dalla diligenza e dalle capacità visionarie di von Braun e Korolev. La ISS voleva solo fornire una giustificazione razionale per mantenere operativo lo Space Shuttle dopo che era già divenuto obsoleto, ma ora la stazione sta diventando il nucleo di partenza di un sistema manifatturiero e commerciale nello spazio. Si pensava che il COTS avrebbe ridotto leggermente i costi del trasporto delle merci sulla ISS grazie all’utilizzo di piccoli appaltatori specializzati, ma è stato invece usato come trampolino per una rivoluzione generalizzata della struttura economica del volo spaziale.

E allora, quale sarà la prossima rivoluzione gentile che ci attende nascosta dietro l’angolo? (fine)

Traduzione ed editing di

ROBERTO FLAIBANI e DONATELLA LEVI

 

Titolo originale: “The strange contagion of a dream” di Brian Altmeyer

pubblicato il 6 ottobre 2014 da The Space Review

Credit: NASA, SpaceX Inc.

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16 febbraio 2015 - Posted by | Astronautica, Epistemologia, Scienze dello Spazio, Senza categoria | , ,

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