Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

USS Ascension: destinazione Proxima, velocità sub-luce

asc1.jpgQuanti appassionati di serial hanno dimenticato Twin Peaks e il tormentone “chi ha ucciso Laura Palmer”? Quelli che hanno alzato la mano è meglio non proseguano nella lettura,  perché l’inizio di Ascension, miniserie targata Syfy,  a me ha ricordato proprio il telefilm –allora si chiamavano così- realizzato da David Lynch, uno dei momenti di  svolta nella storia della serialità televisiva.  L’ambientazione è certamente diversa, un’astronave che viaggia da 50 anni in direzione di Proxima Centauri contenente il meglio (?) del genere umano.
asc2La divisione in appena tre puntate non ha giovato alla fluidità e all’organicità della storia di Ascension. La nave spaziale -concepita e realizzata all’inizi degli anni Sessanta, quando c’era ancora Kennedy e l’America non aveva perso la sua innocenza a causa del suo assassinio- ha l’obiettivo di salvare il futuro dell’umanità. Prima domanda: da quale minaccia? A spiegarcelo è l’executive producer della miniserie Philip Levens. Egli accenna al ben noto progetto Orion, che prevedeva l’uso di testate nucleari per lanciare le astronavi nel cosmo, oltre a poter essere utilizzate contro i sovietici.

asc3Questa è l’idea di partenza, che vede in Kennedy, al contrario di quanto è successo nella realtà, il primo sostenitore del progetto Ascension.  La miniserie inizia proprio quando l’astronave, una mastodontica struttura concepita più sul modello di una nave da crociera, con tanto di spiaggia finta, è arrivata al Rubicon, il punto di non ritorno, al 51mo anno di un viaggio previsto in cento anni. E mentre tutti i 600 abitanti di questo microcosmo –discendenti dei 350 originali- sono intenti nei festeggiamenti ecco delinearsi la variabile impazzita del fino a quel momento tranquillo viaggio  dell’Ascension: Lorelei “Laura Palmer” Wright  viene trovata morta assassinata sul bordo della piscina che riproduce pallidamente il mare terrestre.

asc4Io ho sentito immediata questa sensazione di Deja Vu quando in Twin Peaks veniva ritrovato il cadavere di Laura sulla sponda di un fiume. E le similitudini non si fermano qui. Entrambe esercitano una forte influenza sull’intera vicenda, tanto per la loro promiscuità sessuale, rivelata nel corso delle indagini, quanto per il loro carattere ribelle, che  ha portato Lorelei a “sapere troppo”. E poi l’ambientazione, per quanto futuristica, tradisce un debito verso il serial di Lynch, quasi una sottolineatura del fatto che pur cambiando le situazioni, l’epoca e l’ambientazione, la natura umana non cambia.

asc5E quindi ci sono svariati incroci di coppie, sfruttati abilmente da Tricia “number Six” Helfer, ormai condannata a prestare la sua seduttività e la sua chioma bionda alla fantascienza, Battlestar Galactica docet. E poi intrighi politici e svariati personaggi che non sono affatto quello che sembrano. D’altra parte, tutto l’esperimento si fonda –attenzione spoilerissimo– su una colossale menzogna, come ci viene rivelato alla fine del  primo episodio. A questo punto viene da chiedersi il motivo di questo enorme investimento di risorse umane ed economiche. Forse per appagare l’ego del suo creatore  e del di lui figlio, Harris Enzmann?

asc6Ne viene il sospetto, coma fa notare l’agente federale convocata per indagare sull’omicidio “dall’esterno”. All’affermazione di Enzmann secondo cui si è in presenza del più grande esperimento sociologico dell’umanità, ella obietta che non era necessario costruire un’astronave più alta edll’Empire State Building per studiare le dinamiche relazionali del microcosmo  al suo interno. Ma attenzione, perché, come spesso accade, in realtà i motivi sembrano essere altri, anzi il motivo, incarnato dalla piccola Kristha che, guarda caso, “vede la gente morta” -e anche viva ma invisibile agli altri- e quindi si fa delle gran chiacchierate con Lorelei. E la Laura Palmer del futuro la mette in guardia dai pericoli che si celano in questo gigantesco piroscafo delle stelle.

asc7Syfy, con Ascension, sta tentando di recuperare il successo interstellare di Batttlestar Galactica, seconda edizione, e la presenza di Tricia Helfer ne è conferma. C’è da dire che le tre puntate viste aprono più interrogativi che altro  e l’unica storyline portata a conclusione è quella che da il via al tutto, ossia l’omicidio di Lorelei con la scoperta del suo assassino. Non si sa ancora se Syfy, da questi tre episodi, ne trarrà spunto per farne un serial più lungo. Certo  è che alcune domande urgono una risposta più di altre: se veramente i 350 originali erano il meglio che la razza umana avesse  prodotto in quegli anni, come mai si ripetono le distinzioni di classe stile Titanic, con ponti inferiori e superiori?

GIANVITTORIO FEDELE

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29 dicembre 2014 - Posted by | Astrofisica, Astronautica, Fantascienza, Scienze dello Spazio, Volo Interstellare | , ,

1 commento »

  1. E’ pur vero che sono riusciti a superare i gravi problemi razziali del 1963, e in parte anche quelli sessisti (ci sono molte donne in posizioni importanti) a dispetto del totale isolamento in cui sono vissuti… ben altri sono i problemi di questa (comunque discreta) miniserie!

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    Commento di Andrea | 29 dicembre 2014 | Rispondi


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