Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Dalla Terra di Nessuno alla Terra di Mezzo

Tolkien e la Grande Guerra

“Nel terriccio della mente”. Con questa sua tipica frase J.R.R.Tolkien intendeva dire che i semi di idee, ricordi, impressioni, fantasie, suggestioni giacevano a fermentare e poi crescere e germogliare per dar vita a quanto scriveva, tutto plasmato dalla sua prodigiosa immaginazione. Il suo Mondo Secondario, teorizzato nella fondamentale conferenza (poi saggio)  “Sulle fiabe”, elaborata per rispondere all’accusa di escapismo lanciatagli contro dai critici progressisti dopo l’uscita de Lo Hobbit  nel 1937, nasce così.

DeTurris-WWILa Terra di Mezzo con la sua geografia, la sua cosmologia, i suoi popoli, i suoi protagonisti e i suoi linguaggi, ha quindi una origine lunga, tormentata e assai complessa, che può quindi essere interpretata in modi diversi a causa delle molteplici suggestioni che ne sono base, anche se le ragioni fondamentali della sua creazione, come Tolkien disse, sono due: linguistica e mitologica. Facciamo un esempio: Se si pensa alla descrizione di Mordor e della landa paludosa che Frodo e Sam attraversano faticosamente ne Il Signore degli Anelli per raggiungere il Monte Fato e gettarvi l’Unico Abello, molte similitudini possono venire in mente: l’aldilà oscuro e la terra dei morti della mitologia classica; le terre imputridite dall’inquinamento industriale contro il quale lo scrittore lanciava le sue invettive quando viveva a Oxford; e anche la no man’s land di fronte alle trincee inglesi e francesi che le divideva da quelle tedesche sul fronte della Somme: crateri di bombe, fumi delle esplosioni, filo spinato, esalazioni di gas, pozze d’acqua infetta, cadaveri putrefatti, ruderi di case sventrate dalle cannonate. Uno scenario apocalittico rimasto impresso nella mente e nel cuore di Tolkien, che con tante altre suggestioni si riverbera rielaborato nella sua scrittura.
Il giovane scrittore che nel 1916 aveva 24 anni, inquadrato come sottufficiale segnalatore nell’ 11° Fucilieri del Lancashire giunse in Francia il 6 giugno e raggiunse la linea del fronte il 6 luglio partecipando all’attacco di Ovillers il 14. Dopo molte vicissitudini e spostamenti, nel corso dei quali apprenderà della morte di due suoi amici che facevano parte della associazione dei TCBS, il 27 ottobre a Beauval si ammala della “febbre da trincea” causata dai pidocchi”, il 29 viene ricoverato all’ospedale di La Touquet e l’8 novembre viene rimpatriato con la nave Asruruas. e venne portato all’Ospedale Universitario di Birmingham, quindi in quello di Hargate. Cento giorni nelle trincee delle Fiandre lo hanno segnato profondamente. E’ in ospedale che elabora il primo nucleo del suo legendarium, che aveva già iniziato a scrivere nei campi di addestramento in patria: Il Libro dei Racconti Perduti, a cominciare da La caduta di Gondolin. John Garth nel suo nel suo Tolkien e la Grande Guerra, uscito nel 2003 nel trentesimo della sua morte, e pubblicato nel 2007 da Marietti in una edizione non priva di  qualche menda, ne ricostruisce minuziosamente non solo questa esperienza in un grande collage che attinge a documenti pubblici e privati, come potrebbe far immaginare il titolo del lungo e complesso saggio, ma la giovinezza e gli esordi della carriera di studioso e narratore considerando l’esperienza bellica  “la soglia della Terra di Mezzo”,  èta il sottotitolo del libro.

Il Libro dei Racconti PerdutiMoltissime volte in pubblico e in privato Tolkien ha considerato inaccettabili le analisi psicanalitiche di un testo per spiegare le intenzioni di uno scrittore e individuarne i reconditi spunti, così come ha sempre respinto la tecnica della “applicabilità” di quanto egli scrive a eventi e personaggi della realtà. Garth è d’accordo, ma certamente non si può negare che quanto Tolkien vide e subì nelle trincee della Somme sono rintracciabili nella sua creazione della Terra di Mezzo (soprattutto nelle battaglie), insieme alle suggestioni mitologiche, leggendarie, storiche e personali. Nel terriccio della mente rielaborò negli anni il tutto inconsapevolmente e ne uscì il suo capolavoro epico, l’unica narrazione epica del XX secolo, come dice anche Garth, che con la sua bella opera ci ha fornito nuovi spunti di analisi. Una storia ricchissima di simboli rivolti a quel passato mitico che il filologo e linguista tenente Tolkien amava e che lo fanno distinguere, come Garth sottolinea, dagli innumerevoli “scrittori delle trincee” inglesi: non scrisse memoriali né pro né contro la terribile esperienza bellica che costò decine di milioni di morti, ma semplicemente la rifuse mitizzandola nel Mondo Secondario della Terra di Mezzo.

GIANFRANCO de TURRIS

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27 settembre 2014 - Posted by | by G. de Turris, Fantascienza | , , ,

5 commenti »

  1. Perche’ non si fa menzione del Silmarillon, universalmente riconosciuto proprio come l’opera “di trincea” di Tolkien?

    (P.S. Ma c’e’ qualcuno qui dentro che si prende la briga di rispondere ai commenti? E’ il 4o che scrivo indarno)

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    Commento di Giocher | 27 settembre 2014 | Rispondi

    • Da parte di Gianfranco de Turrris:

      “Semplicemente perché Il Silmarillion è un’opera essenzialmente
      cosmogonica e le battaglie delle due Ere che vi si descrivono sono
      diverse da quelle del Signore degli Anelli. E poi perchè al sottoscritto
      ha colpito soprattutto la descrizione dell’attraversamento delle Paludi
      Morte e l’avvicinamento a Mordor per un parallelo con la Terra di Nessuno”

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      Commento di zatopek99 - Roberto Flaibani | 29 settembre 2014 | Rispondi

      • Ah, bene…Quindi fondamentalmente : me ne sbatto della filologia e della storia compositiva dell’autore e dico quello che mi pare… Complimentoni.
        Peccato che proprio il Silmarillon sia stato composto durante il periodo di guerra e che prorprio per questo Tolkien non avesse fatto nulla per pubblicarlo.Quindi direi che se si parla dell’impatto del conflitto sull’autore dovrebbe essere se non altro citato…

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        Commento di Giocher | 29 settembre 2014

      • Da parte di Gianfranco de Turris:

        “Di solito ai maleducati non si risponde dato che la discussione
        è inutile e alla fine lascia ognuno sulle proprie posizioni.
        Faccio solo notare che quella di Tolkien nelle Fiandre fu una guerra
        di trincea e ritengo che le suggestioni maggiori siano quelle poi descritte nel
        Signore degli Anelli. Si veda anche il libro di Garth. Et de hoc satis”

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        Commento di zatopek99 | 29 settembre 2014

      • Da parte di Giocher:
        Prendersela per una terminologia schietta passandola per “maleducata” e fare l’osteggiato e’ una fallacia logica da 5a Elementare. E’ universalmente riconosciuto cio’ che ho fatto notare e non ha bisogno di ulteriori argomentazioni. Si fa del semplice sofismo editoriale emendando del tutto l’opera,pur rimaneggiata post mortem, che fece da crisalide a tutta la produzione.

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        Commento di zatopek99 | 29 settembre 2014


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