Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Platone è stato il primo scrittore di fantascienza?

libri_B_Platone_Opera_omniaL’articolo di Gianfranco de Turris sui luoghi mitici e sulle terre perdute  è molto ben scritto e focalizza un punto importante nella storia del mito. Ma anche della letteratura, e per di più della letteratura di genere fantastico-fantascientifico.
In tutta la letteratura fantastica, ma da adesso in poi parliamo specificamente di quella fantascientifica, ci sono terre perse da qualche parte, sulla Terra ma anche nella Galassia. Le “terre perdute”, ossia pianeti colonizzati dagli umani che poi hanno perduto i contatti con il resto dell’umanità, sono letteralmente uno dei topoi della fantascienza. E tutti in un modo o nell’altro si rifanno alla prima terra perduta, Atlantide.
La quale è stata raccontata più e più volte nella fantascienza in tutti i modi possibili ed immaginabili. Benoit l’ha posizionata perfino nel deserto, circondata da un mare di sabbia.
Permettetemi un ricordo personale:  avevo da poco cominciato a leggere, nel senso che avevo otto o nove anni, e leggevo sopratutto fumetti, in particolare Nembo Kid (sì, lo so che il vero nome era Superman, ma cosa volete uno si affeziona) ed in particolare la storia in cui lui incontra Lori Lemaris, appunto la “sirena” originaria di Atlantide. Da allora ho dato per anni la caccia ad Atlantide su tutte le enciclopedie possibili ed immaginabili ed ho trovato i dialoghi Crizia e Timeo letteralmente decenni dopo, pur trovandone tracce altrove.
Ma il punto è che pur essendo Atlantide un luogo letterario e ben conosciuto come tale anche dai contemporanei di Platone, fin da subito ha avuto la “parvenza del vero”, da subito e per sempre creando molte ricerche come la mia, soprattutto però una ricerca a trovare tracce di qualcuno che prima di Platone l’avesse raccontata, il che sarebbe stata prova della realtà di Atlantide. Traccia di papiri dei famosi sacerdoti egiziani che avrebbero raccontato la storia a Platone.
Questo IMHO sta a dimostrare la potenza di quel mito, che però mito non è, ma invenzione lettaria pura e semplice. Invenzione letteraria che ha tutte le caratteristiche di quella che oggi chiamiamo fantascienza.
plato2Platone non dice che Atlantide sia mito. I greci sapevano benissimo cosa era il mito, se lo sono inventato loro! Almeno il termine. E sapevano che il mito non è proprio “vero-vero”, è un racconto che serve a raccontare cose importani, e significative per la polis.
Ma Platone racconta che Atlantide è esistita davvero. Certo è stata distrutta per volere degli Dei, ma negli Dei lui ufficialmente crede: gli Dei sono reali, appartengono alla realtà. Atlantide è metafora di molte cose, dell’orgoglio, della ubris, ma è raccontato come luogo reale, una grande isola che un tempo si trovava nel mezzo dell’Oceano Atlantico oltre le Colonne d’Ercole. Atlantide non è Utopia,  un non-luogo, “Atlantide – dice Platone – era reale ed era lì”.
Ma o Platone era pazzo o sapeva benissimo che se l’era inventata lui, che era un luogo fittizio, di finzione.
In sintesi. Il racconto platonico di Atlantide ha tutte le caratteristiche dei luoghi fantastici raccontati dalla fantascienza e non dal fantasy: Mordor non è mai esistita e non potrebbe esistere se non nel Signore degli Anelli, Atlantide non è esistita,  ma avrebbe potuto esistere.
Quindi Atlantide è un luogo della fantascienza, ergo Platone è il primo scrittore di fantascienza noto nella storia della cultura occidentale, cinque secoli prima del pur ottimo Luciano di Samosata.
Sempre IMHO-AMMP.

MASSIMO MONGAI

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1 settembre 2014 - Posted by | Fantascienza | , ,

1 commento »

  1. Proseguendo la linea dell’IMHO, mi chiedo come l’affermazione centrale del post possa essere suffragata a livello logico, se formulata tenendo presente l’intero corpus platonici, ossia considerando l’usuale, e approfonditamente analizzata da schiere di filologi, formulazione delle affermazioni e costruzioni narrative dell’autore. Nel caso previsto dal post, ci si troverebbe di fronte all’unico esempio di tale artificio presente nell’intera produzione. Inoltre, le risultanze archeologiche testimoniano la reale conoscenza di accadimenti analoghi nella memoria storica greca.

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    Commento di Giocher | 3 settembre 2014 | Rispondi


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