Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Il fumetto europeo da Mortimer a Nathan Never

Quando ho iniziato  ad avventurarmi in questa analisi sulla fantascienza a fumetti, non mi ero reso conto di stare scoperchiando il vaso di Pandora. Attirato dai volumi della Mondadori, collana Fantastica, che riproponevano autori per lo più europei di ‘culto’, ben presto mi sono accorto che il fumetto è fantascienza, perlomeno  all’80 per cento. Addio quindi pretesa di esaustività, mi devo accontentare di tracciare le grandi linee di questo mondo, limitandomi a ciò che nell’accezione comune è sf .

mortimerHo ritenuto necessaria questa premessa perché, dopo aver esplorato il mondo supereroistico americano e quello dei manga nipponici, intendo tornare nel ‘Vecchio mondo’, in Europa, i cui autori hanno dato tantissimo al genere, ma in modo molto diverso, “dirompente” è l’aggettivo che mi viene in mente per primo.  Lo stile, espresso principalmente dagli autori francesi e italiani, è molto colto e giustifica anche le perplessità di chi è abituato alla classica sf.  Si pensi alle bandes dessinées francesi e belga. Le avventure del capitano dell’MI5 inglese Francis Blake, con il professor Angus Mortimer, furono inventate dal belga Edgar P. Jacobs e sebbene le loro atmosfere ricordino maggiormente l’horror di Lovecraft, devono essere menzionate, anche per introdurre il maggiore Dan Cooper, dall’aviazione canadese, creatura di un altro autore belga, Albert Weinberg, certamente più votato alla sf. I tratti comuni di queste due opere belga sono l’estrema cura del disegno, molto realistico nel tratto, che ne riflette in qualche modo i contenuti: avventure fantastiche certamente, ma ben calate nella realtà. Altrettanto rifinito e curato, diciamo “razionale”, è il tratto del britannico Sydney Jordan, come pure le splendide storie del suo ben noto personaggio  Jeff Hawke, pilota della RAF e astronauta.

nathanneverDi diverso avviso è la scuola francese, con Moebius in testa, Jean Giraud all’anagrafe ufficiale, e il suo Garage Ermetico di Jerry Cornelius. Giraud, insieme al gruppo degli Humanoides Associes, creò la rivista trimestrale Metal Hurlant –poi ripresa negli Stati Uniti con il nome di Heavy Metal.
Moebius è stato  autore realmente rivoluzionario, insieme ai suoi compagni di avventura che rispondono a nomi come Philippe Druillet, Jean-Pierre Dionnet e Bernard Farkas. Giraud è anche l’autore di Arzach, altro fumetto ‘storico’. Le atmosfere dei lavori francesi rasentano spesso il visionario e l’onirico e hanno lasciato un’eredità che ho ritrovato in molti autori italiani, anche se di una generazione successiva, come il Manara ‘felliniano’ o il Corto Maltese di Hugo Pratt.

Ma qui stiamo sconfinando oltre quei limiti che ho cercato di impormi. Gli autori italiani contemporanei a Moebius hanno nomi che sono come fucilate di nostalgia nella pancia di chi ha vissuto in pieno il’68 (o meglio il suo secondo atto, il 1977): Tanino Liberatore, Stefano Tamburini sono autori che si spingono oltre la fantascienza dai tratti delicati dei francesi. RankXerox è un esempio su tutti: protagonista è una specie di cyborg-punk ultravitaminico creato da Stefano Tamburini, il cui originario nome verrà modificato in Ranxerox per motivi di copyright.

51pTsdb0oqL._“Gli autori americani devono molto alla cultura fumettistica europea ma anche alla scuola sudamericana, con l’Eternauta in testa,  che è addirittura del 1957”. A parlare è Davide Decina, curatore di Cartgallery, galleria d’arte romana dedicata alle tavole originali di fumetti e illustrazioni. “In Italia c’è sempre stata una forte tradizione legata all’illustrazione. Testimoni ne sono le copertine di Urania, soprattutto le opere di Carlo Jacono o di Karel Thole. “Di fumetto di fantascienza  in senso stretto è più difficile parlare” continua Decina, “bisogna arrivare ad anni più recenti per parlare di una scuola italiana di fantascienza a fumetti”. In quest’ambito nasce Druuna, di Paolo Eleuteri Serpieri, “fumetto erotico ma sicuramente di fantascienza” dice ancora Decina, precisando “però siamo già negli anni Ottanta”.

Oggi i nostri autori lavorano per le case editrici estere, americane e francesi per lo più. “In Italia la produzione di fumetti, che siano di fantascienza o no, è ostacolata da un grosso problema, i costi di distribuzione”. Rimangono i grandi editori, come Bonelli. Il suo Nathan Never, tra numeri della collana e fuori, più gli spin off, si pone all’avanguardia sul mercato e ha soprattutto il merito di avere diffuso, come già fece Urania per la letteratura, la cultura della sf in Italia.

GIANVITTORIO FEDELE

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24 luglio 2014 - Posted by | Fantascienza | , , ,

1 commento »

  1. L’ha ribloggato su apoforetie ha commentato:
    Rileggere i “vecchi” fumetti o leggerli per la prima volta, può essere una piacevole sorpresa

    Mi piace

    Commento di apoforeti | 24 luglio 2014 | Rispondi


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