Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

I Sessant’anni di Godzilla

godzilla-2014 -AGodzilla compie sessant’anni e di certo è il “mostro” più famoso del cinema mondiale con ventisette seguiti e due rifacimenti americani dell’episodio di esordio: il primo (1998) pessimo, un vero fiasco, nonostante la regia fosse affidata al famoso Roland Emmerich, quello di Stargate  e Indipendence Day, che realizzò un Godzilla che assomigliava ad Alien; il secondo è uscito a maggio diretto da Gareth Edwards, un esperto di effetti speciali.

Il titanico sauro del Mesozoico apparve nel 1954 nell’omonimo film di Ishiro Honda, il regista giapponese specializzato nella fantascienza e nel fantastico. Godzilla, però, non è come ci si potrebbe aspettare semplicemente una brutta bestiaccia che semina distruzione realizzata solo per spaventare i giovani e ingenui spettatori degli anni Cinquanta, ma ha un suo preciso valore simbolico non indicato solo adesso dai critici, ma ben presente negli intenti degli ideatori e del regista.
L’idea venne nel 1952-3 al vicedirettore della società cinematografica Toho che si chiamava Mori, il quale, come raccontò in una intervista Honda, pensò “di legare a un film la paura della bomba atomica … all’apparizione di un mostro preistorico”.

godzilla-2014 -C.Tomoyuki Tanaka, produttore della Toho che aveva ben presenti i film di mostri realizzati negli USA, la concretizzò Erano trascorsi appena sette-otto anni dall’annientamento di Hiroshima e Nagasaki e il ricordo e la paura erano ancora profondissimi tra gli abitanti del Sol levate. Nacque così Gojira che in giapponese si pronuncia Gogilà e che venne trasformato in Occidente in  un nome che nella pronuncia inglese suonasse quasi uguale. Nacque Godzilla con cui è universalmente noto.
Nella intervista citata Ishiro Honda spiega anche l’origine del termine originale: Gojira  è la fusione dell’inglese gorilla e del giapponese kujira, balena, ed era il soprannome di un tecnico cinematografico della Toho robusto e tozzo, passato scherzosamente al mostro del film in lavorazione e alla fine rimastogli.

Tutte queste notizie ce le raccontano Luigi Cozzi e Riccardo Rosatri in Godzilla 2014 (Profondo Rosso, p.150 euro 19), un libro pieno di illustrazioni, schede dei film, informazioni e aneddoti che percorre passo dopo passo, anzi film dopo film, la storia di questa immane bestia che terrorizza il mondo, ma soprattutto il Giappone. Essa infatti, oltre a simboleggiare la paura dell’atomica americana e delle conseguenze della radioattività, affonda nei ricordi ancestrali del popolo nippomico e nella sua mitologia: come ci spiega Riccardo Rosati, specialista di fantascienza ma anche yamatologo, il pericolo viene spesso da mare nei miti giappo0nesi (oltre che dalla realtà dei maremoti), e Godzilla, risvegliato dagli esperimenti atomici americani nel Pacifico, emerge dalle acque dell’oceano seminando la morte, un po’ come aveva fatto lo Cthulhu di Lovecraft negli anni Venti. Cozzi invece ricorda che dal punto di vista cinematografico Godzilla ha almeno due antenati-ispiratori: King Kong (1933) e Il risveglio del dinosauro (1953), appunto due “mostri”, catturati o risvegliati, che si scatenano su New York, come poi Godzulla farà con Tokyo.

godzilla-2014 -BIl film di Honda, scrive Rosati, è l’atto di nascita del kaijiu eiga, il cinema di mostri, dove il termine kaijiu  è letteralmente “strana bestia”. Un filone prolifico: dopo Godzilla arriveranno Rodan il mostro alato, Gamera la supertartaruga, Katango un immenso scimmione, Gappa il mostro-pappagallo, Ghidora il drago cosmico a tre teste, ma anche Mothra la falena gigante, simbolo dello spirito originario nipponico.
La saga di Godzilla, con i suoi alti e bassi e differenti registi (ad un certo punto il ciclopico sauro si trasformerà in difensore del Giappone ed in un simpatico mostro amico dei bambini) attraversa tutta la storia del dopoguerra del Paese del Sol levante, descrivendone indirettamente la varie fasi di crescita e di trasformazione econimico-sociale, evidenziati da Rosati:  1954-1975, 1984-1995. 1999-2004.

Dai modellini e dagli uomini ricoperti da un costume di gomma pesante 50 chili ai mostri digitali, dalle ricostruzioni della città da distruggere in studio a quelle ricostruite a computer, la saga di Godzilla va oltre il puro divertimento da ragazzini. Alle sue spalle, come spiegano gli autori del libro è possibile vedere qualcosa d’altro: il ricorso ai miti niupponici, il messaggio contro i pericoli dell’uso bellico dell’atomo, la descrizione di come si è evoluta/involuta la società giapponese abbandonando le sue tradizioni e sempre più occidentalizzandosi (americanizzandosi).

Non solo mostri di cartapesta o virtuali, dunque.

                                 GIANFRANCO DE TURRIS

9 luglio 2014 Posted by | by G. de Turris, Fantascienza | , , , , | 1 commento

   

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