Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Quando i robot rimangono soli

Scavando in quel pozzo senza fondo che è l’archivio  De Turris, abbiamo trovato una copia del documento del WWF a cui si accenna in seguito. Partendo da lì è stato facile per Gianfranco riscrivere un suo vecchio testo dell’epoca, aggiornandolo dove opportuno. Il risultato è questo divertente articolo che vi proponiamo.  Ma prima vorrei segnalare una pellicola che dovrebbe entrare, secondo me, nell’elenco proposto da Gianfranco: è AI – Intelligenza Artificiale (2001), un film difficile, dalle molte letture,  voluto da Kubrick e poi passato alla sua morte nelle mani di  Spielberg. A parte ogni altra considerazione, sono memorabili le sequenze della “fiera della carne” e il personaggio di Gigolò Joe, il robot seduttore con musica romantica incorporata, magistralmente interpretato da Jude Law. (RF)

Robot GigolòIl settimo rapporto Living Planet Report del WWF Internazionale non è meno catastrofico dei sei che lo hanno preceduto dal 1998: “Se la nostra pressione sulla Terra continuerà a crescere ai ritmi attuali, intorno al 2035 potremmo avere bisogno di un altro pianeta per mantenere gli stessi stili di vita”, ha affermato il presidente James Leape. Di apocalittiche previsioni di questo genere se ne sono avute a bizzeffe a partire dagli anni Settanta, però regolarmente fallaci. Non che non ci sia da preoccuparsi, ma gli allarmismi esagerati e soprattutto con date ben precise sono stati tutti smentiti negli ultimi quarant’anni, che non son pochi. Peraltro, per quale motivo ci dovremmo preoccupare del 2035 se le previsioni dei millenaristi e di svariate profezie indicano la fine del mondo assai prima? Anch’esse regolarmente smetite, come quella famosa, o famigerata, dei Maya che lo prevedeva nel 2012.E sappiamo tutti come è finita, altrimenti non staremmo qui a scrivere…

Ma, se per ipotesi, secondo quanto prevede il WWF Internazionale nel 2035 “potremmo avere bisogno di un altro pianeta”, vuol dire che la superstite umanità emigrerà verso le stelle e lascerà quindi alle sue spalle dei piccoli robot-spazzini per tentare di sgomberare il nostro povero pianeta di tutta l’immondizia che vi avremmo lasciato? Una specie di Napoli all’ennesima potenza? Ma guarda un po’ è proprio questo il tema di un gustosissimo film della Disney-Pixar, Wall-E di Andrew Stanton (2008), un vero e proprio capolavoro che sorprese molti ma che ha alle spalle tutta una serie di storie fantascientifiche, racconti e romanzi, imperniati su robot abbandonati a se stessi, volontariamente o casualmente, e che ne combinano di tutti i colori nel bene e nel male. A dimostrazione che una vita non umana può continuare lo stesso, sia per seguire l’impulso iniziale dato dall’uomo, sia per realizzare scopi a noi imperscrutabili, sia per adempire un compito che, per seguire alla lettera il comando originario dei suoi creatori, si rivela alla fine deleterio.wall-e

Sin dal 1935, uno degli scrittori più geniali della fantascienza degli esordi, John W. Campbell, in Notte immaginava che gli automi continuassero a fare il lavoro per cui erano stati programmati nonostante che l’umanità si fosse estinta. Lo stesso tema, ma con un tono molto più dolente e “umanistico” lo ritroviamo in alcuni capitoli di due romanzi famosissimi, formati entrambi dalla unione di storie pubblicate in origine separatamente: Anni senza fine di Clifford D. Simak e Cronache marziane di Ray Bradbury (che Mondadori potrebbe ripubblicare finalmente con traduzioni riviste e aggiornate). Qui i servomeccanismi (come allora erano definiti) o veri e proprio androidi continuano ad obbedire più o meno consapevolmente ai loro “padroni”, portano avanti il loro compito, si sostituiscono ad essi e, diciamo così, li perpetuano su una Terra che ne è ormai priva.

I robot, in quanto prolungamento degli uomini, fanno però anche la guerra. Come ad esempio in Automation (1950) di A.E.Van Vogt, o per conto terzi, cioé degli uomini stessi che qui non sono scomparsi come nel pubblicatissimo I difensori (1952) di Philip K.Dick. Il che può avvenire anche su un altro pianeta: è quel che succede in Avventura su Marte di John Wyndham che risale addirittura al 1932, dove la prima spedizione terrestre sul pianeta rosso lo scopre abitato da robot in guerra fra loro! L’idea della lotta fra soli robot venne ripresa negli anni Settanta da un disegnatore, bravissimo quanto assai bizzarro, Vaughn Bodé, che pubblicò una storia a fumetti su Wizend: dai ricordi che ne ho, proprio a quei disegni potrebbero essersi ispirati i creatori del robotino Wall-E, il piccolo spazzino innamorato.

dick difensoriI robot lasciati soli possono avere uno scopo (inconsciamente) positivo o negativo. Possono, tanto per dire, ricreare l’uomo ormai scomparso che però li aveva creati illo tempo (Istinto di Lester del Rey, 1952), o al contrario, quando si tratta di robot-guerrieri abbandonati nello spazio, dare la caccia ottusamente a qualsiasi essere vivente e mobile per distruggerlo (è la saga dei Berserkers – il nome è quello dei guerrieri teutoni invasati da cieco furore – cui Fred Sabheragen ha dedicato molti romanzi e racconti fra il 1967 e il 1975).

Il piccolo “elevatore di carichi di rifiuti, classe terrestre” (questo vuol dire il complicato Waste Allocation Load Lifter Earth-class = Wall-E) non è stato altro, quindi, che l’ultimo simpatico erede di un classico topos della fantascienza dell’Età d’Oro, ingegnosamente riveduto e corretto e adattato alla sensibilità ecologica degli spettatori degli anni Duemila, con in più una spruzzatina “romantica”, dato il colpo di fulmine che scocca fra lo sparuto e acciaccato robot-spazzino e la ipertecnologica e levigata Eve (che sta per Extraterrestrial Vegetation Evaluator), il cui simbolismo è ovvio, e fece all’epoca venire in mente a qualche critico di essere di fronte ad una versione avveniristica e robotizzata della classica vicenda di Romeo e Giulietta. Abbastanza giustamente, direi. Scomparsa l’umanità nel 2800 chi mai si dovrebbe innamorare se non gli eredi meccanici di essa? E così la storia continua….

GIANFRANCO DE TURRIS

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3 marzo 2014 - Posted by | by G. de Turris, Fantascienza, News | , , ,

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