Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Meno male che Valerio c’è!

Da un po’ di tempo circola nella Rete, ed è approdato purtroppo anche all’estero, un testo dedicato alla fantascienza italiana degli ultimi sessant’anni, La fantascienza italiana dal 1952 a oggi di Domenico Gallo e Valerio Evangelisti. Sintetizzare in circa 15mila battute cinque o sei decenni di produzione editoriale e narrativa non è affatto facile, anzi difficilissimo, problematico, e di conseguenza si devono effettuare d’obbligo scelte di vario tipo compreso quelle umorali, ideologiche e amicali. Lo stesso problema che ha ad esempio affrontato Giuseppe Panella nel suo breve saggio dedicato allo stesso argomento, anzi arretrando sino all’Ottocento, inserito nel volume collettaneo Guida alla fantascienza a cura di Carlo Bordoni (Odoya, 2013), ma con altri risultati sul piano della informazione complessiva e della obiettività, almeno a mio parere, anche se il testo contiene alcuni errori di fatto, avendo a disposizione una dozzina di pagine abbondantemente illustrate più quattro di schede biografiche. Infatti, ci occupiamo del testo di cui si è detto proprio perché sul piano della informazione e della obiettività è parecchio carente, ma anche perché non mancano sbagli marchiani.

Ripeto, non è semplice riassumere un così largo lasso di tempo in poche pagine: basti pensare che per raccontare – penso in modo esaustivo – la vicenda della fantascienza in Italia 1952-2002 in Cartografia dell’Inferno (Elara, 2011) sono state necessarie… 506 pagine, oltre metà delle quali esplicitamente dedicate alla fantascienza italiana E quando scrissi il saggetto sui 45 anni di fantascienza in Italia per Urania mi pare una ventina di pagine, nonostante ciò ci fu chi ebbe la faccia tosta di accusarmi di aver parlato “solo dei miei amici” e di aver volutamente trascurato importantissimi autori da poco alla ribalta. Questo nel 1997… Però c’è un limite alla necessità di riassumere e scegliere, ed è l’onestà intellettuale e almeno un minimo di umiltà culturale. Giusto per non cadere nel ridicolo.

Il taglio dell’articolo di Gallo & Evangelisti è di tipo sociologico-ideologico e si basa sull’assunto che soltanto opere a grande diffusione editoriale siano veramente importanti e significative, non la loro qualità, ancorché ristretta alle piccole tirature di editori minori o specializzati. Insomma, la quantità e la mercificazione capitalista hanno la meglio sulla qualità della piccola produzione “artigianale”. Da qui il grande spazio dedicato alla attività di uno dei due firmatari dell’articolo stesso. Di certo, opere di successo possono aprire la strada ad altri, ma se questo risultato si esaurisce in breve o brevissimo tempo, come qui si è costretti ad ammettere, vuol dire o che le opere dell’apripista non erano all’altezza di creare una duratura situazione favorevole, o che le opere dei seguaci dell’apripista erano troppo modeste e non alla sua altezza, o che viceversa gli editori cercavano solo opere popolari per venire incontro ai gusti non eccelsi del pubblico sul genere insomma di quelle dell’apripista, mentre le altre venute al suo seguito erano invece troppo intellettualoidi. Un esempio positivo è stato invece Tolkien che, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1970, ha fatto scoprire ai nostri lettori e autori la heroic fantasy portando alla traduzione di ottimi romanzi stranieri e promuovendo l’interesse dei nostri scrittori. Un successo di pubblico che continua ancora oggi.

Scombiccherato, scoordinato, ripetitivo, autopromozionale (Gallo e Evangelisti per un terzo del testo parlano delle benemerenze e delle qualità di Evangelisti: lo avessero fatto altri ci sarebbe stata una insurrezione del popolo fantascientifico), sprezzante nei confronti di tutta quella fantascienza che non è culturalmente impegnata in una certa specifica direzione, viceversa prodigo di citazioni e complimenti nei confronti di amici e sodali, l’articolo offre una immagine distorta, confusa e parziale, nonostante un paio di spunti critici interessanti, della storia sessantennale della fantascienza italiana e in Italia che induce a molti equivoci chi non sa come stiano esattamente le cose anche per semplici ragioni di età.

Però, consoliamoci: meno male che Valerio c’è!

GIANFRANCO DE TURRIS

Per scaricare il file con il testo completo di Gallo ed Evangelisti e l’analisi di De Turris, entrare nella pagina di download e seguire le istruzioni

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3 febbraio 2014 - Posted by | by G. de Turris, Fantascienza, News | , , , ,

1 commento »

  1. Su questo risparmio i soldi !

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    Commento di Gian Luigi Bona | 3 febbraio 2014 | Rispondi


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