Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

3 Film: Elysium, Gravity, Europa Report

***Attenzione spoiler ***

Elysium1Di Elysium, il film che ha aperto il cartellone autunnale del cinema di fantascienza in Italia abbiamo già parlato in questi spazi. Un prodotto onesto, che fa la sua cassetta anche grazie alla presenza di Matt ‘Bourne identity’ Damon e Jodie ‘Clarice Sterling’ Foster. I miei nick non sono dei vezzi per sfoderare una cultura cinematografica che non ho. Semplicemente, servono a far intendere al lettore che i due attori hanno fatto anche di meglio di questo Elysium dalla trama un po’ così, acclamato come il successore di District 9. Ma dove quest’ultimo riusciva a conservare una certa ironia – per esempio la passione degli alieni per il cibo per gatti – qui Elysium si prende troppo sul serio: si vede pesantemente la mano dei produttori sul regista Neil Blomkamp, desiderosi a tutti costi del happy end che in District 9 non erano riusciti a imporre. Per me rimane memorabile la scena della ex fidanzata di un essere umano ormai diventato alieno. La donna lo vede oltre le sbarre del famigerato District 9, lo osserva meglio mentre solleva una scatola di cibo per gatti e urla il suo nome, egli si volta, la guarda a sua volta ma poi la sua attenzione è tutta per la scatoletta tra le sue zampe. Un finale pieno di ironia, certo, comicità anche, ma pure tanto tanto cinismo ottimamente dosato da Blomkamp nel corso di tutto il film. Ma stiamo divagando.

Ho introdotto Elysium per definire anche un genere, quello fantascientifico, che se non trova altre strade linguistiche ha poca durata. Non bastano il volto simpatico di Damon e la bravura forse un po’ troppo rigida in questo caso della Foster, né gli effetti speciali, di fronte ai quali la maggior parte del pubblico over 15 ormai sbadiglia, per fare un grande film. Ed è un peccato, perchè la stazione spaziale Elysium è un tributo al genio visionario di Gerard K. O’Neill, professore a Princeton, che negli anni ’70 progettava oggetti mastodontici come quello e altri, tra cui i famosi cilindri di Incontro con Rama, acclamato romanzo firmato da Sir Arthur Clarke. La risposta può venire da quel genere che definisco, con neologismo brutto e decisamente azzardato, “fantafuturo”: brutto per il suono e azzardato perché il futuro è sempre fantastico, nel senso di “non immaginabile”. Ma nel mio caso mi riferisco al futuro prossimo, quando gli uomini varcheranno di nuovo i confini dello spazio con i mezzi già a disposizione, o con nuovi congegni, che però siano logici sviluppi della tecnologia attuale e pertanto riconoscibili anche dal pubblico generico.

gravity Di questo genere sono usciti un blockbuster, Gravity, e un film minore, Europa Report, che tuttavia meriterebbe maggiore attenzione di quella dei festival dedicati – il film è stato presentato al Festival della Fantascienza di Trieste pochi giorni fa -. Gravity si avvale di due attori come Sandra Bullock e George Clooney, c’è il previsto happy end, anche se solo a metà, come già in Elysium e come prevede oggi il copione politically correct. D’altra parte anche il cinema americano si è dovuto piegare alle leggi dettate dai serial, l’unico media realmente innovativo. Lost ha cambiato il modo di fare fiction televisiva e fa morire due o tre dei suoi personaggi di punta alla seconda o terza stagione, lasciando di stucco e infuriati gli spettatori, ma a quel punto fa genere. Per cui lacrimucce tanto nel caso di Elysium che di Gravity. Quest’ultimo – va sottolineato – riesce però a fare spettacolo con il suo shuttle in 3D bombardato dai detriti spaziali. Forse chi lo vede ricorda il tragico incidente del Challenger: insomma, la realtà mischiata a un bel po’ di trovate discutibilissime sul piano scientifico – e umano, aggiungo io – funziona. Certo, ci vuole una grossa dose di quella “sospensione dell’incredulità” che si chiede allo spettatore quando la Bullock a un certo punto si trova ad aver quasi circumnavigato al Terra con la sola tuta da passeggiata spaziale. Di queste perle Gravity ne inanella talmente tante che lo spettatore informato si irrita e finisce per annoiarsi. Persino il presidente dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e due astronauti, Vittori e Nespoli, se non sbaglio, si son sentiti in dovere di intervenire sui giornali per avvertire il pubblico. Onore al merito per Sandra Bullock, che recita per quasi tutto il film da sola, e alla voce di Tonino Accolla, il doppiatore di Clooney, che ci accompagna per un po’.

Con Europa Report, una piccola perla in questo scenario, ci spingiamo verso Giove e le sue lune. Europa appunto è la meta di un’altra astronave, attrezzata per esplorare il misterioso oceano sotterraneo di cui quel remoto corpo celeste sembra essere dotato. Fantascienza allora? Non tanto, perché a sentire chi se ne intende davvero, è il film con il più alto tasso di attendibilità scientifica tra i tre. Ed è anche quello che, a mio avviso, spinge di più l’acceleratore sulla componente umana nella sua essenza più profonda, ossia quando gli individui, insieme, si trovano di fronte a una realtà sconosciuta. Ed è il piano umano quello che a mio avviso rende avvincente e commovente e infine vincente Europa Report rispetto agli altri due. Mentre Elysium punta sull’eroe redento in guerra contro una casta ricca ma umanamente morta – gli abitanti di Elysium, i Campi Elisi, dove secondo il mito greco vagavano le anime degli eroi – e Gravity sul machismo di una donna che tra l’altro non è nemmeno un’astronauta esperta, Europa Report punta tutte le sue carte umane su un gruppo di scienziati e tecnici (non ci sono militari nell’equipaggio di Europa-1) capaci di meravigliarsi come bambini di fronte a un un nuovo mondo, e di dare la vita perchè una grande avventura scientifica possa proseguire.

Europa Crew“E’ un piccolo passo per me…. ” ha detto Armstrong posando il piede sulla superfice lunare, una delle frasi storiche più gonfie di retorica della storia dell’ Umanità. Ecco invece la voce di Rosa, pilota di Europa-1, un faccino dolce in un corpicino minuto, infantile, emergere umile e coraggiosa al di sopra del frastuono dei campanelli d’allarme e dell’acqua gelida che si riversa dentro l’astronave: “Comparata con la vastità del sapere ancora da acquisire, che rilevanza può avere la tua vita?”

GIANVITTORIO FEDELE

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22 ottobre 2013 - Posted by | Fantascienza | , , , ,

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