Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Fantascienza e Profezia

Le religioni (e la teologia) sono sempre state argomenti che hanno attirato gli scrittori fantastici e fantascientifici. In particolare la Chiesa cattolica, sotto il profilo temporale e spirituale, ha ottenuto un’attenzione speciale sia in positivo che negativo. Molti autori vi hanno speculato pro, contro o anche in senso neutro, come semplice spunto per le loro ipotesi proiettate nel futuro, basti ricordare nomi autorevoli come Blish e Miller, Pangborn e Clarke, Matheson e Heinlein, Leiber e Harrison. E’ però soprattutto la fine della Chiesa, da intendersi sotto molteplici aspetti, che ha sollecitato la loro immaginazione.

Il concetto di “fine” può infatti intendersi in molti modi: una religione che ha anche un potere temporale è soggetta a concludere la propria missione in forme diverse. Ovviamente le cosiddette Profezie di Malachia sono spesso lo spunto di base e specialmente negli ultimi anni dato che ci si avviava alla conclusione dell’elenco dei papi contenuto in quello scritto pubblicato per la prima volta nel 1595 in appendice a Legnum Vitae di Arnold de Wyon che le attribuì al santo irlandese del XII secolo. Molti sostengono che l’attribuzione a Malachia sia un falso e che in realtà si tratti dia un testo realizzato intorno al 1590 da un famoso falsario, Alfonso Ceccarelli, una specie di Simonides umbro (il falsificatore greco dell’Ottocento cui si deve, secondo Luciano Canfora, il famigerato “Papiro di Artemidoro).

RatzingerSia come sia, quel che qui interessa è che in base a quella elencazione, che parte da Celestino II nel 1143, Benedetto XVI sarebbe stato il 111° e penultimo della serie con il motto De gloria olivae (l’olivo, la pianta di Minerva, che simboleggia la sapienza). Subito dopo c’è una citazione che alcuni interpreti riferiscono a questi, mentre la maggioranza la intende come riferita ad un 112° e conclusivo pontefice della serie: “Durante l’ultima persecuzione di Santa Romana Chiesa siederà (sul trono) Pietro Romano (o di Roma) che pascerà il gregge in mezzo a molte tribolazioni; terminate queste la città dei sette colli sarà distrutta, e il terribile Giudice giudicherà la gente”.

Ma non è finita: una tradizione popolare afferma che in realtà dopo De gloria olivae ci sia stato un altro enigmatico motto poi trascurato, emendato o cancellato: Caput Nigrum, e che questo sì identificherebbe l’ “ultimo papa”. Le due parole si possono intendere in modi diversi: una “testa negra” con riferimento al colore della pelle, quindi un papa di colore, africano o meno, oppure un “capo nero”. Ora Bergoglio, Francesco I succeduto nel modo traumatico che sappiano a Ratzinger, è nella millenaria storia della Chiesa romana il primo gesuita che sale al soglio di Pietro: il primo che assommi in sé anche la carica di “papa nero”, come viene chiamato il generale dei gesuiti, il solo ordine che risponda direttamente al Sommo Pontefice. In tal modo Francesco I, nonostante la scelta del nome di un santo mite e povero per definizione, riunisce in sé un potere che in precedenza altri non hanno mai avuto (ed è il motivo per cui mai prima un gesuita è diventato papa). Egli inoltre, non si saprà mai se per un caso o no, in modo inconsapevole o voluto, affacciatosi su Piazza San Pietro appena eletto si è presentato come “il papa che viene dalla fine del mondo”. Di certo ha preso in mano una vera e propria situazione di crisi in cui versa una struttura sia spirituale che mondana e sta operando, pur col sorriso sulle labbra e l’affabilità di un Sommo Parroco, con mano decisa e colta, da gesuita, da “papa nero”, appunto.

La tradizionale conclusione apocalittica delle Profezie di Malachia, in linea peraltro con molte altre profezie cristiane del genere precedenti e seguenti, non poteva non colpire certi scrittori che l’hanno intesa in maniere differenti. Una Chiesa e un Papato possono estinguersi e crollare non solo e non tanto materialmente, quanto spiritualmente, concludendo, fallendo o distorcendo la loro missione. E così, tenendo conto dei nostri scrittori, per primo si deve ricordare il grande rimosso della letteratura italiana, Guido Morselli l’antimoderno, che come suo primo romanzo dopo il “periodo realista” scrisse nel 1966-7 Roma senza papa, anche il primo pubblicato da Adelphi nel 1974 dopo il suo suicidio l’anno precedente. Morselli rifiutava l’oggi e quindi la religione del suo oggi, che già manifestava sintomi di decadenza negli anni Sessanta del Novecento (il Concilio Vaticano II si era concluso nel 1965 con tutte le sue “novità”), e quindi la fine della Chiesa di Roma e del Papato viene descritta nel suo romanzo come una decadenza abissale dei valori tradizionali del Cristianesimo. La sua è una critica della Chiesa “al passo dei tempi” con papi fidanzati, favorevole alla liberalizzazione di droga, contraccettivi, eutanasia, che utilizza più la psicanalisi freudiana che la teologia, dove il turismo di massa è una benedizione, sicché ogni cosa nello Stato del Vaticano viene finalizzata a fare denaro, l’amore per la natura e gli animali una presa in giro. La Chiesa è finita perché non è più la vera Chiesa.

E di una mercificazione totale, ad uso appunto dei turisti, parla anche, ma in una prospettiva più laica, Roberto Vacca, nel racconto L’ultimo papa (1965), dove il pontefice si esibisce nelle sue funzioni ad uso dei curiosi di tutto il mondo che pagano per vederlo all’insegna dello slogan “Peep-a-Pope-Show” (i peepshow sono spettacoli erotici…). E se ci si consente una autocitazione, mi permetterò di ricordare che in un racconto che scrissi insieme a Piero Prosperi quando eravamo ventenni (Petrus Romanus, 1965) si immaginava una fine “politica” del Papato sotto un regime comunista instauratosi in Italia.

PapaFrancescoMa il tempo passa e i pericoli per la Chiesa cattolica cambiano: ad esempio, il relativismo dei valori, la crisi delle vocazioni, l’aggressività e la saldezza dogmatica dell’Islam hanno indotto due autori a descriverne una fine interiore traumatica, una vera e propria resa senza condizioni: e così cinquant’anni dopo Prosperi, nel suo romanzo La moschea di San Marco (Bietti, 2007) prevede che nel 2015, Benedetto XVII successore di Ratzinger, dopo aver creato una commissione di consulenti musulmani per allargare il “dialogo”, in un discorso Urbi et Orbi dichiari conclusa l’ “eresia cristiana” e chiede ad Allah di riammettere i cattolici nella Umma dei credenti. Il none del pontefice è Pietro Romani…

Di recente Antonio Bellomi ritorna sul tema e nel suo Finis mundi (nella antologia Apocalissi 2012, Bietti, 2012) prende lo spunto dalla cosiddetta profezia maya sulla fine del mondo il 21 dicembre dello scorso anno, per immaginarsi la morte di Bendetto XVI con il suo successore uscito dal Conclave proprio in quella fatidica data, il cardinale indonesiano Giovanni Ali Sudarto, che sceglie per sé il nome di Hussein I e che, senza portare alcun simbolo della croce, inizia la sua prima allocuzione alla folla dicendo: “In nome di Allah, misericordioso e compassionevole…”. Come dice uno dei personaggi del racconto: “Non è la fine del mondo. E la fine dell’era della Chiesa di Roma così come l’abbiano conosciuta…”.

Anche gli autori anglosassoni si sono avvicinati all’argomento con atteggiamento fantascientifico e futuribile, ma la storia più interessante non è certo il racconto Il dilemma di Benedetto XVI di J.H.Brennan (uscito nel 1977 con un titolo ben diverso e tradotto da Urania nel 1978), citato in occasione delle “dimissioni” di Ratzinger solo per la coincidenza del nome: vi si racconta delle visioni del pontefice per dichiarar guerra ad un dittatore e di uno psicanalista chiamato per capire se esse siano “vere” o “false,” e quindi decidere se farne seguito o no. Di certo l’opera più curiosa in merito è Il papa definitivo di un grande nome come Clifford D. Simak. Scritto nel 1981 e tradotto dalla Nord nel 1983, è una storia tipica dello scrittore americano che spesso ha affrontato il tema della “umanizzazione” dei robot. Vi si racconta di un pianeta, Vaticano 17, in cui si è rifugiata una stirpe di robot che, non potendo accedere sulla Terra alla religione cattolica in quanto privi d’ anima, sono lì emigrati ed hanno creato una civiltà ed una religione simil-cattoliche con identiche strutture e riti, e procedono alla costruzione del “papa definitivo”, cioè un immenso computer in cui immettere tutta la conoscenza dell’universo e in tal modo, appunto, creare una conoscenza e una religione universali. Idea che ricorda Brown e Asimov.

Due temi, religione e robot, tipici come si è detto di Simak che qui li ha usati per decretare la fine di un certo tipo di Chiesa, come è sinora. E a proposito di automi Robert Silverberg con Buone notizie dal Vaticano del 1971 (racconto su Urania nel 1973) immagina che da un futuribile Conclave esca un pontefice… robot il quale invece di rivolgersi alla gente in Piazza San Pietro accenda i propri razzi e sparisca in alto, nel cielo… Ma non occorre essere di metallo per fare e decidere cose inaspettate: infatti il papa Roberto I descritto da Norman Spinrad nel suo Deus X del 1993 tradotto dalla Nord lo stesso anno, emana una enciclica in cui sostiene la possibilità di trapiantare l’anima da un essere umano ad un altro proprio come fosse il cuore, il fegato o i polmoni…

Atro che l’enciclica sulla fede scritta da Ratzinger e che non vedrà mai la luce in questa forma! Infatti è apparsa firmata da due papi, un emerito ed un altro effettivo, particolare mai verificatosi in precedenza… Cose dell’altro mondo!

Gianfranco de Turris

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7 ottobre 2013 - Posted by | by G. de Turris, Fantascienza | , , , , , , , , , , , ,

1 commento »

  1. Si prega di diffondere la presente lettera aperta.
    COME COMINCIO’ L’APOSTASIA NEL VATICANO

    Uno scisma della chiesa cattolica sarebbe una grave conseguenza per la chiesa di Cristo?
    Ma di quale gravi conseguenze e pure tardivamente si sta cianciando in merito al Sinodo sulla famiglia?
    Per la salvezza della Chiesa lo scisma andava consumato già nel 1958 e volontariamente da parte dei cardinali conservatori, contro il modernismo, il comunismo, la libertà religiosa, l’ecumenismo ed il sincretismo massonico.
    Così come già richiedevano il Sillabo e la Madonna alla Salette e a Fatima, ma soprattutto come richiedono il libro di Rivelazione o Apocalisse e l’insieme delle profezie dei vangeli e delle lettere apostoliche: I Corinti 6: 9-10; II Corinti 6: 17; Rivelazione o Apocalisse 18: 4; Isaia 48: 20 e 52: 11; Geremia 51: 45; Romani 2: 16-24; IITessalonicesi 2: 1-12, (i Katechon sono i papa cum dignitate, che si sono succeduti legittimamente sul soglio di Pietro fino a Pio XII e che hanno trattenuto l’uomo dell’illegalità dall’usurpare il governo della chiesa cattolica fino al 1958).
    Poi dal conclave del 1958 in poi, con l’elezione falsa dell’antipapa Giovanni XXIII, nel Vaticano è iniziata l’apostasia massonica.
    INFINE L’APOSTASIA è continuata e si è aggravata col concilio Vaticano II, fino ad avere oggi un papa nero e vero uomo dell’illegalità come presunto vescovo di Roma, che ci sta portando all’abominio della desolazione contro la Chiesa Cattolica di sempre, (il gesuita e massone Bergoglio).
    Storia dell’apostasia:
    L’ultimo papa validamente eletto nel Conclave del 1958 dopo la morte di Pio XII è stato il Cardinale Giuseppe SIRI, il quale assunse il nome di Gregorio XVII.
    Tutti videro la fumata bianca su piazza San Pietro. Poi fu negata l’elezione avvenuta di Siri e dopo tre giorni fu annunciata quella dell’Antipapa Giovanni XXIII.
    Questo avvenne perché nel segreto del Conclave giunsero le minacce dell’Unione Sovietica di mandare a morte tutti i vescovi cattolici presenti nell’URSS, se si fosse eletto papa il conservatore Giuseppe SIRI.
    Quindi cadendo nell’apostasia contro lo Spirito Santo, nel segreto del Conclave, all’eletto Papa Gregorio XVII fu sostituito l’antipapa Giovanni XXIII.
    Con ciò alla Chiesa Cattolica di sempre è stata sostituita la chiesa falsa degli ultimi tempi dei gentili.
    L’abominio della desolazione massonica e demoniaca si è impossessata del Vaticano.
    Il soglio di Pietro è dunque vacante dal 1958.
    Le cose affermate dai servizi segreti hanno sempre queste caratteristiche di mistero e dopo essere state affermate vengono sempre smentite e depistate per accordi sopravvenuti tra i poteri mondiali, che non vogliono sbranarsi a vicenda, ma trovano sempre accordi mistificatori.
    Comunque il cardinale Siri intervistato non smentì mai tali avvenimenti. In tal caso si sarebbe anche dovuto scandalizzare ed impegnare a cancellare per sempre tale narrazione dei fatti. non lo fece, non si stupì, non si scandalizzò ne intraprese una crociata contro questa eventuale calunnia gravissima contro la Chiesa.
    Tacque per anni, infine sbottò e in una intervista disse di essere vincolato al segreto per aver giurato.
    Inoltre aggiunse che aveva assistito a fatti orrendi e terribili in vari conclavi, ma che era vincolato al segreto.
    Provate a digitare in rete: elezione del cardinale Siri a Papa nel conclave del 1958.
    Ne leggerete a dovizia di particolari sulla vicenda.
    Infine provate a spiegare voi in altro modo, la fine orrenda che ha fatto la chiesa vaticana dopo il conclave del 1958 e il distruttivo concilio vaticano II.
    Le profezie della bibbia parlano dettagliatamente di questi eventi che sarebbero accaduti e dicono che infine Dio stesso indicherà dove si è andata a nascondere la sua Chiesa Cattolica Vera, che riemergerà infine Gloriosa e Vincitrice contro quella apostata e massonica del vaticano.
    Saluti cordiali da Vincenzo RUSSO

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    Commento di russovincenzo48vincenzo russo | 30 giugno 2015 | Rispondi


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