Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Elysium, il film

F3_05_elysiumMI sarebbe piaciuto molto scrivere di Europa Report ed Elysium nello stesso articolo, cercando quei parallelismi e quelle citazioni dotte che solo i grandi recensori sono in grado di scovare. Ma la mia ambizione letteraria è stata stroncata subito dalla redazione che mi ha imposto di attenermi a quello già uscito nelle sale. Meglio per voi lettori, in fondo…

‘Elysium’: tradotto alla lettera significa Elisio, Campi Elisi, ossia “nella mitologia greca, luogo di beatitudine (detto anche Campi Elisî), destinato al soggiorno delle anime degli eroi e dei saggi dopo la morte; era in genere considerato parte dell’Ade (contrapposto al Tartaro, sede degli empî), ma altre concezioni lo collocavano ai confini del mondo, dove gli eletti sarebbero stati trasferiti nella loro piena integrità corporea, sottratti per volere degli dei al destino di morte” (Treccani online). E nel film Elysium è la stazione spaziale dove vanno a rifugiarsi i ricchi per sottrarsi alla miseria di una terra sovrappopolata e superinquinata.

In Elysium, il regista Neil Blomkamp, pur proseguendo il discorso politico iniziato con il suo primo film, District 9, ne rovescia in qualche modo la prospettiva. In District 9 erano gli alieni, i diversi, arrivati sulla Terra, a venire confinati negli slum di un Sudafrica molto lontano da quello dei Campionati mondiali di calcio. In Elysium gli slum ci sono ancora, sparsi per tutta la Terra, ma sono i ricchi e i benestanti ad allontanarsi da essi, isolandosi nella stazione spaziale raggiungibile in 20 minuti di volo di navetta, come indirettamente ci fa capire Jodie Foster in una scena. E con questa breve digressione ho placato il mio ego in cerca di citazioni dotte.

FF_blomkamp6_fE’ evidente nella sceneggiatura il passaggio dalla totale indipendenza di District 9 al film di budget che è Elysium, con attori come Matt Damon e Jodie Foster. Infatti la trama è lineare e sa di già visto: c’è il bene, il male, l’intrigo politico al servizio di quest’ultimo, la storia d’amore iniziata in adolescenza e il lieto fine con qualche lacrimuccia per il caro prezzo che è costato. Ma è un già visto raccontato bene, perché Blomkamp ha il pregio di mantenere sempre una certa tensione nel racconto e concede qualche cosa alla sua anima populista: gli abitanti della Terra, rappresentata da un’area attorno a Los Angeles –ma girato realmente in una bidonville messicana- parlano tutti spagnolo.

In questa Terra del 2154 ci sono gli slum da una parte ed Elysium dall’altra, dove vorrebbero andare tutti , anche perché, oltre ad andare in piscina e giocare a golf, nei momenti liberi si può guarire anche dalla leucemia. Malattia da cui è affetta la piccola Matilde, figlia di Frey, il grande amore adolescenziale di Max (Matt Damon). Max è un ex criminale che ha deciso di mettere la testa a posto e lavora in un impianto di riciclaggio. Ma non sempre l’onestà paga perché qui viene esposto a una scarica letale di radiazioni e l’unica possibilità per salvarsi –gli rimangono solo cinque giorni di vita- è la stszione orbitale dei ricchi. Da qui si scatena l’azione vera e propria. Max chiede aiuto a Spider, una sorta di armatore di boat people in chiave spaziale. Spider però vuole qualcosa di pesante in cambio: i dati immagazzinati nella mente dell’amministratore di Armadyne, l’immancabile multinazionale. E che dati: nientemeno l’architettura virtuale per ordire un colpo di stato su Elysium , orchestrato da Jodie Foster, ministra per la difesa sulla stazione. Sicchè, quando Max, al termine di uno scontro feroce con un agente dell’Elysium “dormiente” sulla Terra, ottiene quei dati, la sua testa diventa più preziosa del Ko-y-noor. Come nella migliore tradizione hollywoodiana, tutti arrivano su Elysium per la sfida all’O.K. Corral e Max troverà, a caro prezzo, il modo per riportare la democrazia nel mondo. Il messaggio è buonista, tutto l’opposto di District 9, dove un essere umano deve diventare un alieno per comprenderne la natura più intima. Qui non ci sono sfumature sottili, i cattivi sono cattivi fino in fondo –esemplare la scena in cui Jodie Foster manifesta il proprio disinteresse per l’eventuale morte di Max mentre gli estraggono i dati.

elysiumConcordiamo con il Corriere della Fantascienza sull’ottima prova attoriale di Matt Damon, che mostra tutta l’evoluzione del suo personaggio, mentre Jodie Foster rimane troppo fredda e anche, a mio avviso, usata male. Buona anche la prova di William Fitchner, amministratore dell’Armadyne, già in evidenza in alcuni serial come Prison Break e lo sfortunato Invasion e poi passato decisamente al cinema. Citazione a parte per Shartlo Copley, l’agente dormiente, amico personale di Blomkamp, pazzo al punto giusto. Da notare anche l’approccio al design tecnologico, che si basa su un futuro molto prossimo come se la linea temporale fosse partita moti anni fa, come afferma il supervisore agli effetti speciali Mark Breakspear a Fx Magazine: “Blomkamp ha voluto che immaginassimo il futuro della tecnologia come se lo stessimo immaginando nel 1985, cercando di speculare sul futuro da lì. Per i monitor con i display ambra ad esempio abbiamo voluto proiettare un esagerazione futuribile di quello che la tecnologia era trent’anni fa”

 Se il film vi intriga –e anche se non ve ne importa nulla- il dovere di cronaca mi spinge a segnalarvi l’immancabile pagina facebook e anche il libro Elysium The Art of the film, in edizione limitata per i tipi della Titan Books.

In conclusione dopo Oblivion, After Earth e World War Zeta finalmente un titolo che non fa rimpiangere il costo del biglietto

 GIANVITTORIO FEDELE

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9 settembre 2013 - Posted by | Fantascienza | , , , , ,

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