Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Serendipità: istruzioni per l’uso

 Se siete capitati su questo articolo per caso, è un caso. Se ci siete capitati perché stavate cercando informazioni sulla Serendipità, siete dei bravi ricercatori o websurfer se preferite. Se cercavate qualcos’altro, ma aver scoperto la Serendipità e tutte le sue implicazioni (di cui non sapevate niente) vi sembra una ottima cosa, allora siete nel pieno di una situazione serendipitosa.Avete trovato qualcosa di prezioso che non cercavate. E sappiatelo la S.à è cosa preziosa.

Amara2La parola l’ha letteralmente inventata a tavolino Horace Walpole, che è il signore del quadro. Queste sono le definizioni esatte:

Serendipità… 1.Trovare una cosa non cercata ed imprevista mentre se ne cerca un’altra: la scoperta dell’America fu un caso di serendipità. 2. Nella scienza, il trovare nel corso di osservazioni empiriche, dati o risultati imprevisti da una teoria o contrastanti con essa, ma di importanza fondamentale”

Zingarelli-Zanichelli, Ed. 1981

Serendipity…(coined by Horace Walpole (c.1754) after his tale The Three Princes of Serendip (i.e. Ceylon), who made such discoveries)…an apparent aptitude for making fortunate discoveries accidentally”

Webster Unabridged Dictionary, Ed.1988

Tradotta letteralmente, tale definizione vuol dire (la traduzione è mia):

“…(coniata da Orazio Walpole (circa nel 1754), dal suo racconto I tre principi di Serendip ( cioè Ceylon), che fecero tali scoperte)…una apparente capacità di fare scoperte fortunate per caso”

La definizione inglese contiene un errore non da poco: il racconto non lo ha scritto Walpole, lui ha letto la traduzione in francese di un testo scritto in Italiano da un certo Pitro Armeno due secoli prima

C’è anche un film con questo titolo. Scordatevi il film. La Serendipità non c’entra niente, lì è solo il nome di una pasticceria dove i due personaggi principali si incontrano per il loroprimo appuntamento, il realtà è un film sul destino.

C’è un’altra definizione che preferisco: “La S.à è quel fenomeno per cui cerchi l’ago nel pagliaio e ci trovi la figlia del contadino”.

A dire: stai cercando qualcosa ma trovi qualcosa di più importante di ciò che cercavi, e in generale di molto diverso. Ad esempio vai ad un colloquio di lavoro e incontri la donna che amerai per tutta la vita. Oppure il contrario: esci con una ragazza per rimorchiarla ed inizi una nuova carriera.

Pura fortuna?

No. La S.à è una parente stretta della fortuna, ma non è lei. La fortuna viene quando vuole lei, è del tutto casuale, dipende forse dagli Dei ed è cieca.

organizzare serendipità

La S.à può essere riconosciuta. Forse è una capacità, e se lo è può essere appresa e sviluppata (vedi figua qui accanto). Non si rivolge a tutti ma a tutti coloro che la conoscono, per cui se non ne sapevate niente, considerate questo un momento fortunato. O se sentite che vi stava aspettando consideratelo un momento serendipitoso.

Non usate MAI vi prego il termine inglese Serendipity! La S.à senza dubbio nata in Inghilterra, ma è venuta da noi e si è ambientata.

Anche la storia di come la si scopre di solito ha a che vedere con la S.à.

Horace Walpole era un nobile inglese che nel 1754 coniò il termine in una lettera che stava scrivendo a suo cugino. Fra l’altro Walpole era uno che amava molto l’Italia ed è lui che ha scritto “Il Castello di Otranto” che viene comunemente considerato l’inizio della letteratura gotica, che non è FS ma insomma è parente nel domio del Fantastico.

Walpole stava leggendo “I tre principi di Serendip”, la storia di tre principi che girovagando per il mondo trovano cose che non stavano cercando (vedi sotto).

In realtà W. non parla di S.à, proprio nel momento in cui inventa la parola racconta di casi di deduzione (in realtà di “abduzione”, che non c’entra niente con gli alieni, la abduzione è il processo logico che usa Sherlock Holmes).

A cosa serve la Serendipità? Beh, serve a tutto un po’.

E il caso più famoso o per lo meno quello più citato è quello della scoperta della pennicilina da parte di Alexander Fleming.

Prima tappa, 1922.

Alexander Fleming ha 41 anni e lavora come ricercatore nel laboratorio di un famoso microbiologo, Sir Almroth Wright, dove conduceva studi sui batteri. Era raffreddato e così decise di raccogliere un po’ delle sue secrezioni nasali e di mettere sul classico vetrino da laboratorio per studiare eventuali evoluzioni di batteri. Detto così sembra un classico scherzo o gioco da studente, ed invece la scienza è piena di esperimenti così, spesso casuali, frutto di una idea improvvisa. I batteri sono dappertutto, erano già nel muco nasale, altri nell’aria, fatto sta che nel vetrino crescono; e qualche tempo dopo mentre li osservava inavvertitamente una lacrima cade dall’occhio di fleming nel vetrino con i batteri. Fleming non ci fa caso.

Ma ci fa caso il giorno dopo quando nel punto in cui era caduta la lacrima scopre che non c’era stata crescita e che c’era un’area leggermente circolare priva di batteri. Fleming pensò che quella mancata crescita dovesse essere causata da una qualche sostanza battericida naturale, fece ricerche e la trovò e la battezzò “lisozima” perché uccideva per “lisi” i batteri; si trattava di un enzima che però per vari motivi non poteva essere usato come un vero e proprio antibiotico. E qui finisce la prima tappa, questa è solo una premessa serendipitosa per la seconda parte della scoperta della pennicillina.

Seconda tappa, sei anni dopo 1928.

Nel corso di una ricerca analoga Fleming scopre che in una delle piastre da coltura che sta utlizzando, i batteri non sono cresciuti, ma anche che stavolta c’è una strana muffa del genere “penicillum”. Di nuovo gioca la S.à ma stavolta in seconda battuta. Fleming ricorda il caso di sei anni prima e decide di sviluppare la ricerca in questo senso.

E tuttavia non sarebbe bastato. Fu necessario l’intervento successivo di altri due scienziati Howard Florey e Ernest Boris Chain, che partendo dalle sue ricerche trovarono il modo di concentrare la pennicilina e di renderla più efficiente. Per questa ricerca gli furono compagni al Premio Nobel.

Ma anche altri casi sono ben noti.

Protossido d’azoto, scoperto nel 1772, ed usato quasi esclusivamente come “gas esilarante”, in occasione di fiere, mostre, spettacoli, anche in case private, fu poi utilizzato come anestetico grazie ad una scoperta causale di tale sua proprietà.

web chiavi ricerca serendipityL’uso del chinino risale ad una scoperta degli effetti benefici antifrebbrili dell’albero “quina-quina” avvenuta per caso da parte di un indio, febbricitante di malaria, e ripresa dai gesuiti nella seconda metà del 1600.

I più famosi dolcificanti ipocalorici (saccarina, sodio ciclamato ed aspartame) sono stati tutti e tre scoperti “per caso” nel corso di esperimenti chimici diretti ad altri scopi.

Nel corso della prima guerra del Golfo (quella del 1991) in alcuni soldati intossicati per caso dall’iprite, venne scoperto un calo dei globuli bianchi: ne sono state ricavate, per ricerca successiva, farmaci antieleucemici e anti cancro (le mostarde azotate).

L’insulina fu scoperta da Frederick Grant Banting, che notò come le mosche si concentrassero sulle urine di un cane cui per esperimento era stato sottratto il pancreas: le urine erano piene di zucchero e da lì la ricerca portò alla scoperta dell’insulina.

Il litio come antidepressivo, l’LSD come farmaco dapprima e droga poi sono stati scoperti per caso, ma sempre per un caso occorso nel corso di esperimenti o di ricerche mirate ad altro.

E così, ad esempio, il miloxidil, un farmaco concepito e studiato per risolvere problemi di pressione del sangue troppo alta si è rivelato un farmaco anti caduta dei capelli!

In realtà i casi di scoperte scientifiche legati alla mescolanza fra caso e S. sono talmente tanti che raccontarli tutti e nei particolari richiederebbe tempo e spazio.

E sempre si è trattato di persone che erano alla ricerca di qualcosa, anche se non di quello che poi hanno trovato.

Ago e figlia del contadino.

MASSIMO MONGAI

 Credits:

http://www.shinynews.it/marketing/0607-serendipity.shtml

http://www.cleanlanguage.co.uk

online.literature.com

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17 giugno 2013 - Posted by | Senza categoria | , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. […] scoperte sarebbero del tutto serendipiche, a dir poco, dato che la nostra missione per Alpha Centauri in uscita dal Sistema Solare vedrebbe […]

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    Pingback di Lenti gravitazionali nel Sistema Solare – Il tredicesimo cavaliere 2.0 | 6 giugno 2016 | Rispondi

  2. […] scoperte sarebbero del tutto serendipiche, a dir poco, dato che la nostra missione per Alpha Centauri in uscita dal Sistema Solare vedrebbe […]

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    Pingback di Lenti gravitazionali nel Sistema Solare « Il Tredicesimo Cavaliere | 23 maggio 2016 | Rispondi

  3. Ciao mi chiamo Roberto e non so il perché ma sento dentro il mio Animo di essere il 13* Cavaliere …? Discendenza sanguina la grande e possente forza dell’Eterno che ti porta a essere eterno o immortale…può essere..?

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    Commento di Roberto Legat | 31 dicembre 2014 | Rispondi

  4. […] Serendipità, istruzioni per l’uso è il primo articolo sul tema apparso in questo blog, a firma di Massimo Mongai, e anche il titolo del volumetto pubblicato dalle edizioni Robin e tutt’ora disponibile in libreria (immagine a fianco). […]

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    Pingback di Creare situazioni “serendipitose” insieme ai lettori « Il Tredicesimo Cavaliere | 16 aprile 2014 | Rispondi

  5. ho scoperto la sendipità per caso, ho cercato il significato della parola sul pc e ho letto la tua ricerca. molto interessante. Complimenti!!

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    Commento di luigi monga | 25 marzo 2014 | Rispondi

  6. […] segnalano: La serendipità nell’aver scoperto la parola serendipità: thanx a Maddalena Film a tema serendipico: thanx a […]

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    Pingback di In altre parole: “Serendipità” | des|re | 21 gennaio 2014 | Rispondi


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