Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Alieni di moda e alla moda

ThrintMai come in questo momento gli extraterrestri, il luogo comune più luogo comune della fantascienza, sono di moda. Buoni o cattivi, belli o brutti riempiono il cinema e la televisione e addirittura le ultime Mostre del cinema di Venezia non ne sono state prive anche con film italiani. Alieni diversi da quelli del passato, è ovvio, e spesso usati come simboli. Nulla di nuovo, ma mentre una volta dagli scrittori o registi più progressisti venivano utilizzati per indicare, più o meno indirettamente l’emarginato sociale, il disadattato mentale o proprio il matto, il negro, il pellerossa, oggi gli alieni servono a indicare l’immigrato, l’extracomunitario, lo sradicato. Ovviamente sempre pronto a darci una lezione di civiltà, moralità e buon cuore. Quindi nulla di nuovo sotto il sole, anzi qualcosa di antico, pur se rivisto e corretto.

Ma il fatto singolare è che gli alieni sono anche alla moda, vale a dire che essi si adeguano alle mode dell’attuale momento storico e sociale. Infatti, la loro “missione” è cambiata. Una volta giungevano sulla Terra per ammonirci di non giocherellare troppo con l’energia atomica, mettendoci in guardia nei confronti della Bomba, oggi invece arrivano, o potrebbero arrivare, per ammonirci sullo scempio ambientale, sull’inquinamento, sulla perdita della biodiversità. Emblematico è il film Ultimatum alla Terra: quando apparve nel 1951 per la regia di Robert Wise, l’extraterrestre Klaatu ci redarguiva per gli esperimenti nucleari senza essere creduto; nel suo rifacimento del 2008 da parte del regista Scott Derrickson l’avvertimento riguarda, appunto, l’inquinamento e i disastri ambientali.

Ora, questo mutamento di prospettiva ha assunto anche un aspetto scientifico, o presunto tale. Sulla autorevole pubblicazione americana con tanto di titolo latino, Acta Astronautica, tre esperti della Università di Pennsylvania e addirittura della NASA hanno scritto un saggio secondo cui la nostra dissolutezza ecologica potrebbe indurre ipotetici alieni ad annientarci “al fine di rendere la galassia un posto migliore dove vivere”. Infatti, si afferma, “abbiamo già alterato il nostro ecosistema in modi contrari all’etica di un extraterrestre ‘universalista’”. Etica extraterrestre che i nostri tre autori, evidentemente, conoscono benissimo non potendo dubitare che possano esistere abitanti di altri mondi men che buonisti ed ecologisti a livello “universale”, non prendendo quindi minimamente in considerazione l’ipotesi che invece possano essere cattivi, malvagi ed egoisti, dediti magari alla conquista selvaggia di altri pianeti sparsi nel cosmo… Sicché, concludono, “è prudente evitare di mandare messaggi che rendano evidenti i nostri errori” per evitare di attirare una loro pericolosa attenzione nei confronti di un piccolo mondo blu, terzo di un sistema solare alla periferia della nostra galassia.

GowachinUna volta erano le esplosioni nucleari, oggi magari il famoso “buco nell’ozono” che si allarga sempre più per colpa nostra. Insomma, gli UFO, o dischi volanti, ci sorvegliano per motivi diversi di quelli degli anni Cinquanta e Sessanta, ma potrebbero attuare una cura profilattica contro quella peste del genere umano che dopo aver distrutto il proprio pianeta potrebbe esportare il contagio nella galassia tutta. E questo per “l’etica degli extraterrestri universalisti” proprio non va. Parola dei tre esperti della NASA che, sia detto fra noi, devono aver letto troppi romanzi di fantascienza e di ambientalismo fondamentalista…

Però questa idea degli UFO che ci sorvegliano dal’alto e si preoccupano delle sorti ecologiche del pianeta, non è del tutto nuova al di là della science fiction, e sta prendendo piede in una nuova branca della stessa ufologia che si collega alla famosa Ipotesi Gaia che James Lovelock avanzò nel 1979. Il principale esponente di questa nuova corrente di studio dei “dischi volanti” è lo svizzero Fabrice Bonvin che l’ha spiegata in due libri, Ovnis, les agents du changement (2005) e Ovnis, le secret des secrets (2006), nei quali sostiene che tutte le manifestazioni ufologiche che noi conosciamo, direttamente o indirettamente collegate a questo fenomeno – oggetti volanti non identificati, entità, MIB o Uomini in Nero, mutilazioni di animali, rapimenti, contatti, cerchi nel grano – non sono altro che espressioni di Gaia, cioè della coscienza del pianeta così come ipotizzata da Lovelock. Il loro scopo è “l’elevazione della coscienza umana, che si esplica attraverso un accrescimento della nostra sensibilità alle questioni ambientali, e dà poi seguito ad atti favorevoli alla salute planetaria. E’ grazie alla densità simbolica e telepatica di queste apparizioni che Gaia influenza l’umanità verso questa presa di coscienza. Tali manifestazioni possono venire considerate come l’espressione di un meccanismo di difesa che Gaia attiverebbe nel momento in cui il suo sistema di sostegno alla vita e la sua vitalità risulterebbero attaccati. Queste apparizioni sono allo stesso tempo da considerare con un mezzo di comunicazione sofisticato e universale inteso a suscitare un cambiamento della specie umana favorevole al suo obiettivo di conservazione della vita”.

Insomma, niente extraterrestri buoni o cattivi, niente astronavi di varie forme provenienti da altri pianeti, ma tutte manifestazioni “terrestri”. Non è nuova l’idea che gli UFO siano tali, cioè cose terrestri, non tanto nel senso che sono modelli di aerei sperimentali costruiti da Stati Uniti, Unione Sovietica o Gran Bretagna, ma nel senso che essi provengono dall’interno della Terra, nelle cui viscere vi sarebbero intere civiltà superiori tecnologicamente alla umanità che vive all’esterno. L’idea di un Mondo Interno abitato non è nuova anch’essa, ma nel caso degli UFO si va dai superstiti di Atlantide ai superstiti del Terzo Reich: dall’interno del globo partirebbero i dischi volanti che ci sorvegliano o controllano.

VeganMa nel caso di Bonvin e dei nuovi ufologi-ecologi la cosa è ancora diversa: è la stessa Terra/Gaia a produrre queste manifestazioni allo scopo di autoproteggersi e aventi un collegamento anche con l’Inconscio Collettivo di Jung. Le manifestazioni di Gaia per avvertirci dei pericoli che corriamo e che facciamo correre all’intero ecosistema terrestre diventano così sempre più complicate man mano che il pericolo aumenta: dai semplici avvistamenti UFO dalla fin degli anni Quaranta coincidenti con l’inizio degli esperimenti nucleari sino a fenomeni più complessi tipo i crop circles perché più complesso è diventato il nostro Immaginario Collettivo, adattandosi quindi Gaia allo “spirito del tempo”, o meglio della cultura del tempo. In parole povere, Gaia attinge all’Inconscio Collettivo dell’umanità per produrre fenomeni di tipo ufologico man mano diversi e adatti alle diverse epoche. Insomma, le nostre menti vengono influenzate da Gaia per salvarsi.

Il messaggio conclusivo però è lo stesso. Sia gli esponenti di civiltà galattiche ipotizzati sia dalla fantascienza che dagli esperti NASA sopra citati, che le manifestazioni ufologiche che Gaia ci induce a vedere, sia i dischi volanti reali che quelli simbolici, dicono la stessa cosa: state rovinando il vostro mondo. Una mescolanza di ufologia, ambientalismo estremo, religiosità New Age che fino a pochi anni fa non sembrava immaginabile, e che ha prodotto un risultato non certo originale, direi scontato. Insomma, una ufologia politicamente corretta..

GIANFRANCO DE TURRIS

Credits: The Barlowe’s Guide to Extra-Terrestrials

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8 aprile 2013 - Posted by | by G. de Turris, Fantascienza | , , ,

1 commento »

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    Commento di Rose | 15 luglio 2013 | Rispondi


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