Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Il Trofeo RiLL: un viaggio inaspettato nel fantastico

copertina finaleUn mese fa Gianfranco De Turris ha raccontato su queste pagine come nacque il “moderno fantastico italiano”, ripercorrendo l’esperienza del premio di narrativa fantastica J.R.R. Tolkien e della casa editrice Solfanelli. Visto che quell’articolo si concludeva arrivando ai primi anni ’90, Roberto Flaibani mi ha chiesto di raccontare su questo blog la storia del Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, che guarda caso prende le mosse dal 1993 (giungendo sino a oggi).

Essere chiamato a continuare un discorso iniziato da un esperto come Gianfranco De Turris non è facile, ma a Roberto Flaibani non posso dire di no, quindi… cominciamo dall’inizio!

 Nei primi anni ’90 la letteratura fantastica non era solo letta o scritta: era già (seppure molto meno di oggi) nell’immaginario, almeno dei più giovani. C’erano infatti i film della prima trilogia di “Guerre Stellari” (e molti altri usciti successivamente), i videogiochi, i fumetti, i libri-gioco e… i giochi di ruolo.

 Cosa è un gioco di ruolo?

Per farla molto semplice, il gioco di ruolo è quel gioco in cui i partecipanti, seduti intorno a un tavolo, giocano a creare insieme una storia, partendo da un canovaccio di base, proposto dall’arbitro (Master, se volete essere tecnici).

Nel mondo di Guerre Stellari, per esempio, i giocatori potrebbero essere un gruppo di ribelli in missione su Tatooine, incaricati di raggiungere il vecchio Obi-Wan-Kenobi, per portargli un messaggio. Come arrivare da lui, una volta sbarcati? A chi rivolgersi per trovare supporto? Come essere certi di non essere seguiti da qualche spia dell’Impero? Come evitare disavventure su quello sperduto pianeta? Questi sono solo alcuni dei problemi tipici che i giocatori di questa partita a un gioco di ruolo dovrebbero affrontare… O meglio, che i personaggi da loro “interpretati” nella finzione ludica dovranno affrontare.

Eh sì, perché “gioco di ruolo” è la traduzione dall’inglese “role-playing games” e, come noto, in inglese il verbo “to play” indica tanto il giocare quanto l’interpretare…

Insomma, negli anni ’90 c’erano i giochi di ruolo, che avevano ambientazioni fantastiche: l’horror di ispirazione lovecraftiana de “Il richiamo di Cthulhu”, il fantasy dark di “Stormbringer” (che riprendeva le opere di Moorcock), il futuro fantascientifico di “Cyberpunk 2020” o quello cinematografico di “Guerre Stellari”… e ovviamente chi amava quel tipo di storie, lette in qualche libro o viste sul grande schermo, spesso finiva per provare i giochi di ruolo, e diventarne appassionato, dato che erano un modo per ritrovare quelle atmosfere e vivere (anzi, ancora meglio: inventare) mille avventure.

Per me, che sono nato nella seconda metà degli anni ’70, andò esattamente così.

Il gioco di ruolo più famoso è da sempre “Dungeons & Dragons” (D&D, per gli amici), di ambientazione fantasy. Per molto tempo è stato anche l’unico presente sul mercato italiano, tradotto dall’Editrice Giochi. Per questo un’intera generazione di giocatori di ruolo italiani (quelli della mia età, più o meno) si è “formata” su D&D, e a D&D si sfidava almeno una volta all’anno, in occasione del Campionato Nazionale di quel gioco, bandito all’epoca dall’associazione Agonistika (che è sempre farina del sacco del buon Roberto, di cui sopra).

FMIE, complice proprio quella farina, nacque il Trofeo RiLL.

 Nacque il Trofeo RiLL perché, nel lontano mondo pre-internet, gli appassionati di giochi di ruolo comunicavano fra loro dando vita a fanzine (riviste amatoriali), dedicate appunto alla propria passione ludica, ma anche ai temi collegati (racconti e libri fantasy o di fantascienza, film di genere…), che venivano poi spedite in giro per i pochi negozi del settore sparsi lungo la Penisola.

Dopo una partecipazione particolarmente fortunata al Campionato Nazionale di D&D, con alcuni amici decidemmo di creare una fanzine tutta nostra: RiLL, acronimo di Riflessi di Luce Lunare, il nome della nostra squadra al Campionato.

 Di lì a qualche numero lanciammo un concorso letterario: il Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, che dura ancora oggi (è in corso la diciannovesima edizione) e che è “sopravvissuto” felicemente alla nostra fanzine (che ha invece cessato le pubblicazioni nel 2000).

Prima di spiegare perché ho (non a caso) usato l’avverbio “felicemente”, vorrei soffermarmi su alcuni tratti distintivi del Trofeo RiLL, che lo hanno reso (e forse lo rendono tutt’ora) un concorso un po’ diverso rispetto ad altri del settore.

 In primis: perché il racconto e perché fantastico?

La risposta è semplice: se si fa una rivista di 8, 16, o 32 pagine, come noi facevamo all’epoca, non si può che guardare alle storie brevi, per rimpolpare il sommario.

Inoltre, se la reclamizzazione si basa sul più assoluto passaparola, e se si vuole avere un numero decente di iscritti fra cui scegliere cosa premiare e pubblicare, non si può che essere il più generici possibile, quanto al tema del concorso. Di qui la decisione di bandire un concorso per racconti “fantastici”; senza porre, cioè, steccati tra storie fantasy, horror, di fantascienza o “semplicemente” non realistiche.

 Questa seconda scelta è stata a lungo decisamente peculiare, e considerata “strana”. Il Premio Tolkien, ad esempio, era rivolto a storie fantastiche, ma non fantascientifiche. Lo stesso valeva per il premio Lovecraft, mentre il premio Alien era dedicato ai soli racconti di fantascienza. E sto parlando, sia chiaro, di concorsi seri, sotto ogni punto di vista.

 Il fatto è che tutti i premi letterari cui ho accennato erano un prodotto del fandom letterario. Il Trofeo RiLL è invece un premio letterario che nasce nel mondo degli appassionati di gioco di ruolo. Ed è (o almeno era) tutto un altro mondo.

 Molti altri potrebbero raccontarlo meglio di me, ma insomma, in due parole: la letteratura fantastica, in Italia, non ha a lungo avuto molto spazio. Infatti chi scriveva fantasy e fantascienza non poteva contare su un gran supporto dal mondo dell’editoria. Carlo Fruttero, che con Lucentini dirigeva la collana Urania di Mondadori, disse una volta che “un’astronave non potrebbe mai atterrare a Lucca”, per dire che la fantascienza non era roba da italiani. Di fatto, una bella pietra tombale su chi nel nostro paese amava quel genere, e voleva magari scriverne.

 Ecco, tutto questo background fra gli appassionati di gioco di ruolo non esisteva.

Se ti piace giocare a D&D è OVVIO che hai letto e apprezzato “Il Signore degli Anelli”, o le storie di Conan il Barbaro, o magari la serie della Dragon Lance. Mutatis mutandis, se giochi a “Guerre Stellari” o “Cyberpunk 2020” amerai la fantascienza e i suoi autori. Ancora, se sei un vero giocatore appassionato, è probabile che tu non giochi solo a D&D, ma anche a qualche altro gioco di ruolo, di qualche altra ambientazione, passando quindi dal fantasy alla fantascienza, o all’horror.

È un caso, ma una di quelle casualità molto ironiche del destino, che sia proprio Lucca la città che ospita (dal 1994) la principale fiera italiana dedicata al Gioco e quindi all’immaginario fantastico (fantascienza inclusa).

 Quindi: il Trofeo RiLL nasce come concorso aperto a qualunque storia che sia “al di là” del reale, per esigenze editoriali spicciole ma anche per una sostanziale non conoscenza delle dinamiche del mondo letterario e, se vogliamo, della stessa critica (quella che, decidete voi se a ragione o a torto, distingue il fantastico dalla fantascienza).

 Dall’origine ludica del Trofeo RiLL deriva poi un malinteso che a lungo ci ha perseguitato: che per partecipare al concorso fosse necessario essere un giocatore di ruolo. Non è mai stato così: ci siamo sempre rivolti alla generalità degli appassionati, qualunque fossero la provenienza, il sesso, il lavoro, le opinioni politiche, la religione… e chi più ne ha più ne metta.

Naturalmente, per un certo tempo il grosso degli iscritti erano giocatori di ruolo, ma possiamo dire di essere stati abbastanza presto oggetto delle attenzioni di tanti altri appassionati (che ringraziamo).

 Allo stesso modo, non ci siamo mai posti il problema della “italianità” delle storie. Ci bastava (e pretendevamo, ovviamente!) che fossero belle… l’ambientazione era un aspetto successivo, seppure non secondario.

MI2012_copMi piace pensare che, da questo punto di vista, i tempi siano ormai cambiati rispetto a quelli evocati da Gianfranco De Turris nel suo articolo, visto che il racconto che ha vinto il XVIII Trofeo RiLL si intitola “Il Carnevale dell’Uomo Cervo” (lo ha scritto il torinese Luigi Musolino) e prende ispirazione dall’omonima festa popolare di Castelnuovo al Volturno, in provincia di Isernia.

 In ogni caso, in diciotto anni di Trofeo RiLL abbiamo premiato racconti di ogni tipo: storie ambientate su astronavi, su mondi fantasy dilaniati da guerre, nell’antica Roma, durante la Rivoluzione Francese, in imprecisate dimensioni parallele, alla fine del mondo, e poi racconti umoristici, racconti ambientati ai giorni nostri, nel futuro, o in presenti alternativi a quello che tutti conosciamo (in Italia o in qualunque altra parte della Terra).

 Di certo, poi, il Trofeo RiLL è cresciuto: dai 37 racconti della prima edizione (1994), siamo passati ai 226 di quella del 2012, con testi provenienti dall’Italia ma anche da Australia, Giappone e Stati Uniti.

In giuria sono passati scrittori come Franco Cuomo, Valerio Evangelisti, Luca Di Fulvio e Carlo Lucarelli, e oggi possiamo vantare la stabile collaborazione di autori come Giulio Leoni, Massimo Mongai, Massimo Pietroselli e Sergio Valzania (e Donato Altomare, che è uno dei tanti scrittori vincitori del premio Tolkien).

 Il fatto che noi RiLLini abbiamo smesso, a un certo punto della nostra vita, di essere dei giocatori di ruolo “abituali” ci ha portato a concentrare le energie sul concorso letterario. La storia del Trofeo RiLL degli ultimi dieci anni ci conforta sulla bontà di quella scelta… e non solo per la crescita del numero degli iscritti (che pure fa piacere).

Dal 2003, ogni anno, abbiamo curato un’antologia di racconti “dal Trofeo RiLL e dintorni”, con i racconti migliori dell’annata del concorso e racconti di scrittori membri della giuria. La collana “Mondi Incantati” è realizzata senza alcun contributo da parte degli autori pubblicati ed è patrocinata dal festival Lucca Comics & Games (che è un po’ la casa del Trofeo RiLL, dato che da sempre lì si svolge la nostra cerimonia di premiazione). Dal 2011 l’editore è la Wild Boar, una casa editrice di giochi di ruolo che punta particolarmente sul connubio giochi di ruolo/ narrativa fantastica.

 Negli anni RiLL ha affiancato altri concorsi al Trofeo RiLL: SFIDA (riservato dal 2006 agli autori già finalisti del Trofeo RiLL), il premio Rudy Turturro (del 2007, per racconti di fantascienza umoristica) e, nell’estate 2012, Un Racconto in Mostra (il concorso per micro-racconti fantastici che abbiamo bandito per festeggiare i vent’anni di attività della nostra associazione).

E molte sono state le manifestazioni cui abbiamo partecipato: da Ludika 1243 a Roma Comics & Games, e poi le fiere letterarie Più Libri Più Liberi (di Roma) e BUK (di Modena).

 Il “moderno fantastico italiano” non si esaurisce, ovviamente e per fortuna, nell’esperienza del gruppo RiLL (e del Trofeo RiLL). Di sicuro, se confronto tutta la strada fatta rispetto a quella che mi potevo aspettare all’inizio, non posso che definire la storia di RiLL un “viaggio inaspettato”.

Ed essere felice di avere contribuito a scriverla.

 P.S.: scusate se faccio reclame: le iscrizioni al XIX Trofeo RiLL sono aperte sino al prossimo 20 marzo. Per saperne di più: http://www.rill.it e trofeo@rill.it

 XIX TROFEO RiLL – Bando di Concorso

 ALBERTO PANICUCCI

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28 gennaio 2013 - Posted by | Fantascienza, Giochi | , ,

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