Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Difesa Planetaria: le api-laser al lavoro

ABLAZIONE (s.f.) fusione o evaporazione superficiale di un corpo sottoposto a elevata temperatura. (Il Nuovo Zingarelli)

Se si sottopone ad ablazione un’area circoscritta e opportunamente individuata sulla superfice di un asteroide, si crea nel vuoto un getto di materiali (gas e microparticelle), che, elevatosi con violenza dall’area surriscaldata, fornisce all’asteroide una spinta in senso contrario. Nel nostro caso, l’ablazione viene ottenuta utilizzando uno sciame di piccoli robot, equipaggiati con generatori laser (le api-laser), in grado di muoversi in formazione e concentrare i loro raggi sul punto prescelto della superficie dell’asteroide, fino a innescare l’ablazione e a sostenerla per periodi lunghi, mantenendo i raggi collimati. Tanto basta per annoverare quello delle api-laser tra i più promettenti metodi a bassa spinta per la deflessione degli asteroidi, da utilizzare per la Difesa Planetaria o per scopi scientifici. Infatti, l’uso dell’ablazione garantisce da qualsiasi rischio di frammentazione del bersaglio, nonché dalla necessità di sbarcarvi sopra. Per alimentare il generatore laser è sufficente l’energia solare, e il fatto che il materiale ablato sia stato parte dell’asteroide stesso offre agli scienziati inedite possibilità di analisi geologica anche degli strati immediatamente sotto la superficie.

Naturalmente ogni tecnologia ha i suoi punti deboli. Quelli dell’ablazione risiedono sopratutto nel comportamento del materiale ablato, che, invece di concentrarsi nel getto, tende a spargersi tutto intorno alla zona illuminata, come in una nuvola a forma di cono, contaminando ogni superficie esposta, comprese le ottiche dei laser. Queste superfici subiranno una degradazione e le prestazioni dei laser verranno attenuate? E’ necessaria un’intensa attività di laboratorio per fare chiarezza su questi e altri problemi, come per esempio la formazione ed evoluzione del getto e i risultati dell’ablazione quando applicata su materiali diversi.

Il progetto “Laser Bees” è il punto di arrivo di un lungo lavoro sull’ablazione realizzato da diversi ricercatori, a partire da Melosh e Nenchomov, che nel 1993 proponevano l’uso di un unico specchio di enormi dimensioni (fino a 10 km di diametro), facente funzione di collettore solare per raggungere le alte temperature necessarie per innescare l’ablazione. Campbell e Phipps nel 1997, e nel 2005 Park e Mazanek, proposero addirittura di vaporizzare l’asteroide bersaglio con un mega-laser alimentato da un reattore nucleare. Infine Vasile e Maddock, nel 2009, proposero per la primia volta il progetto di uno sciame, ma con “api” equipaggiate con specchi collettori. Più recentemente i due ricercatori hanno aggiornato il progetto aggiungendo il laser. Il gruppo di lavoro è diretto dal prof Massimiliano Vasile e si avvale della struttura dell’Advanced Space Concepts Laboratory dell’Università di Strathclyde, in Scozia. Il progetto “Laser Bees” è frutto di una collaborazione tra l’Institute of Photonics dell’Università sopracitata e il Power, Systems and Energy Group dell’Università di Glasgow, e riceve anche finanziamenti dalla Planetary Society americana, nonché un entusiastico supporto in termini di immagine e pubbliche relazioni.

In quanto al prof. Vasile (nella foto), la sua brillante carriera lo segnala come uno degli scienziati italiani dello Spazio attualmente più attivi. Nato nel 1970, consegue sia la laurea che il dottorato in Ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano. Dal 2001 al 2003 è ricercatore presso l’ESA/ESTEC, in Olanda, ed è uno dei primi a entrare a far parte dell’Advanced Concepts Team (ACT). In seguito è assistente e docente al Politecnico di Milano. Nel 2008 si trasferisce in Scozia, dove insegna prima all’Università di Glasgow e poi in quella dello Strathclyde, alla quale è tuttora assegnato.

ROBERTO FLAIBANI

fonte: LASER BEES – A Concept for Asteroid Deflection & Hazard Mitigation

credits: University of Strathclyde, University of Glasgow (UK)

Advertisements

29 ottobre 2012 - Posted by | Astronautica, Difesa Planetaria, Scienze dello Spazio | , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: