Il Tredicesimo Cavaliere

Scienze dello Spazio e altre storie

Anomalo è bello !

Forse Queneau, Enciclopedia delle scienze anomale, grazie a un articolatissimo sistema di rimandi, può trasformarsi in una sorta di romanzo ipertestuale che si costruisce di volta in volta sulla base della curiosità e del gradimento personali. L’ispirazione del volume è dichiarata nel titolo: gli autori prendono spunto da un’ opera incompiuta di Raymond Queneau, lo scrittore francese vicino ai surre­alisti che, a partire dagli anni ’20, sviluppò una ricerca sul linguaggio perseguendo una relazione continua tra innovazione e rigore matematico e filologico dell’e­spressione. “L’enciclopedia delle scienze inesatte”, così si intitola­va il lavoro di Queneau, era dedicato ai fous littéraires (pazzi letterari), cioè a tutti quegli autori di qualsiasi disciplina che, con le loro teorie strampalate, si allon­tanano dalla norma codificata dalla società, ed era molto influenzata dal gusto, tipicamente surrealista, dell’au­tore per il bizzarro e l’insolito. Le motivazioni che hanno indotto Albani e della Bella alla realizzazione della loro Enciclopedia sono invece leggermente diverse. La descrivono come una raccolta di curiosità allestita “per documentare alcuni aspetti inusitati e sor­prendenti che si accompagnano e vivacizzano il mondo della scienza”, ma soprattutto affermano che la ragione del progetto va ricercata “nella funzione stimo-latrice e tonica, che, malgrado tutto, svolgono gli indi­rizzi eterodossi.” Non sfuggirà quanto di ludico ci sia in questa affer­mazione e, infatti, il termine ludico compare più e più volte nell’enciclopedia anche se, a dire il vero, i temi strettamente “tecnici” sono pochi e quasi tutti collegati al linguaggio (ludolinguistica, ludogrammatica, ecc.). Impariamo però, e forse anche tra i più appassionati giocatori non sono in molti a saperlo, che esiste una Teoria dell’Abilità di Giocatore, e cioè la “dottrina su come essere vincenti nel gioco senza ingannare”, elabo­rata in chiave umoristica da Stephen Potter nel libro The Theory and Practise of Gamesmanship; or thè Art ofWinning Games without actually Cheating (1947).” Le scienze trattate sono divise in due categorie princi­pali, Scienze Anomale e Scienze Improbabili, che si suddividono le prime in Alternative, Potenziali, Occulte, Dimenticate e le seconde in Eteroclite, Letterarie, Comiche e Utopiche. Il campo è, come si vede, molto ampio e, come avvisano con grande correttezza gli autori, non esaustivo. Molte voci sono accompagnate da schede di approfondimento, citazioni e figure, che ren­dono la lettura assai gradevole. A dare un senso unitario all’opera contribuisce la bella introduzione di Paolo Rossi, che, lo precisiamo per evitare malintesi, non è né il calciatore né l’attore, ma bensì uno dei maggiori storici della scienza europei. Ciononostante il confine tra buona fede e fanfaronata, tra scientificità e follia, resta indefinito e vago se non, forse, nella divisione per argomenti che fanno gli autori. Ma, in fondo, che importanza ha? Dopo tutto Forse Queneau non vuole dimostrare nulla, ma solo raccontare le impreviste vie che segue il pensiero umano e la sua immensa capacità creativa. (A.BACCA)

Fonti:  Agonistika News n.33

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6 novembre 2010 - Posted by | Epistemologia |

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