
Il direttore tecnico dell’ International Academy of Astronautics, dott. Claudio Maccone (il primo da destra nella foto), ìl 10 giugno 2010 ha presentato a Vienna, presso la Commissione delle Nazioni Unite sull’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico (UNCOPUOS) il Progetto PAC (Cerchio Antipodale Protetto) per proporre che una zona della Luna, situata sulla faccia nascosta esattamente agli antipodi della Terra, una ben determinata zona di spazio ad essa sovrastante (detta cono di radio quiete), e il punto di librazione L2 del sistema Terra-Luna, vengano dichiarati al più presto zona protetta e garantita dall’ONU, che vi imporrà il totale silenzio radio. Lo scopo del progetto è di formalizzare l’istituzione di una zona di radio quiete per evitare che qualcuno, stato o società privata, si arroghi il diritto di installarsi in quella che domani dovrebbe diventare l’ultima spiaggia, ma anche il paradiso dei radioastronomi. Ulteriori informazioni in: “Il Progetto PAC e il futuro della Radioastronomia” e “Storia e numeri del PAC”.
Qualche mese dopo, alla fine di novembre del 2010, la Lockheed Martin Corporation, un’importante società aerospaziale, ha fatto circolare un documento di presentazione delle cosidette missioni “L2 – Farside”, da svolgerrsi a partire dal 2016 – 2018. Queste missioni permetterebbero di raggiugere due importanti obiettivi scientifici:
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l’esplorazione del polo sud lunare e del circostante Bacino di Aitken, una zona di primario interesse esogeologico
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l’inizio della costruzione di un grande radiotelescopio sulla faccia nascosta della Luna, nel cratere Daedalus
Nella tipica missione ”L2 – Farside”, della durata di 35 giorni, la fase esplorativa e ogni altra attività sul suolo lunare, sarà affidata a un nuovo robot molto sofisticato, telecomandato in tempo reale da tre astronauti ospitati in un modulo Orion (costruito dalla stessa Lockheed Martin Corporation) orbitante intorno al punto L2. Un numero ancora imprecisato di missioni “L2 – Farside” costituirà l’occasione per collaudare apparecchiature, procedure e mezzi, nonché acquisire nuove conoscenze sopratutto in campo medico, in previsione di ben più lunghe e ambiziose missioni, come l’abbordaggio di un asteroide o la spedizione su Marte. Questo, in estrema sintesi, è quanto viene comunicato dalla Lockheed Martin Corporation. I lettori possono facilmente reperire in linea il documento originale, denominato “LMFarsideWhitepaperFinal.pdf”. A questo punto si impongono alcune considerazioni:
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la costruzione di un grande radiotelescopio sulla faccia nascosta della Luna è certamente uno dei più affascinanti tra i progetti a lunga scadenza attualmente allo studio. Ma gli alti costi e i problemi di ingegneria che comporta ne rimandano la realizzazione a fine secolo, se non oltre. Allora perché la Lockheed indica questo progetto tra gli obiettivi primari delle missioni “L2 – Farside”?
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La stessa attenzione non è però riservata al Progetto PAC, che pure è propedeutico alla realizzazione del radiotelescopio, ed è un’iniziativa ufficiale di livello mondiale. Nell’intero documento della Lockheed non se ne fa parola.
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Il punto L2 appare profondamente immerso nel cono di radioquiete che sovrasta il PAC, e di sicuro non ha una linea di vista diretta con la Terra, checché ne dicano gli esperti della Lockheed. Maccone chiede che L2 venga considerato off-limits, per garantire la piena radioquiete del PAC sottostante. Ma dove è previsto che dovrebbe posizionarsi il modulo Orion per condurre al meglio le operazioni durante le missioni “L2 – Farside”? Proprio in orbita intorno a L2, guarda caso!
Abbiamo allora ritenuto indispensabile rivolgerci direttamente al dottor Maccone, che ha così commentato:
“Io la intendo cosi`: che la Halo orbit attorno a L2 di Terra-Luna e`(debba essere, ndr) CIRCOLARE DI RAGGIO COSI` GRANDE DA VEDERE SIA TERRA CHE MOON FARSIDE (contemporaneamente, ndr)
In quanto al PAC, certo che sarebbe inondato da onde elettromagnetiche, ma di frequenze sperabilmente DIVERSE da quelle ascolate dal (futuro, ndr) radiotelescopio (che sorgerà,ndr) nel cratere Daedalus.
………..
In conclusione, anche con (nonostante, ndr) Orion, si protrebbe comunque fare della buona radio astronomia da Daedalus perche` l’enorme quantita` di noise (rumore, ndr) CHE VIENE DALLA TERRA e` comunque schermata, e il poco noise di Orion su bande note non dovrebbe costituire un problema. “
Di fronte a tanta diplomazia e a parole così sagge ed equilibrate, anche dei ruvidi e sospettosi freelance come noi devono chinare il capo e scendere a più miti consigli. Ci auguriamo quindi che il messaggio moderato di Maccone convinca gli uomini della Lockheed a rinunciare a eventuali atteggiamenti arroganti o prepotenti, e a comportarsi con maggior rispetto per la comunità scientifica internazionale e per le sue iniziative.
ROBERTO FLAIBANI
27 giugno 2011
Pubblicato da zatopek99 |
Astronautica, Carnevale della Fisica, Radioastronomia, Scienze dello Spazio | Daedalus, Luna, Maccone, Progetto PAC, radiotelescopio |
1 commento
Tutto lascia pensare che in questo decennio assisteremo ad una nuova corsa alla Luna, molto diversa dalla prima, considerata da molti una colossale operazione di propaganda politica, funzionale alla Guerra Fredda allora in corso. Sono passati 40 anni e lo scenario è completamente cambiato: l’opinione pubblica è ormai ben consapevole dell’utilità della ricerca spaziale, anche nel breve periodo, e i partecipanti non saranno più solo Stati Uniti e Russia, ma anche l’Unione Europea, e Cina, Giappone, India. Ciascun paese con un proprio, rigoroso programma scientifico, che, a seconda dei casi, prevede missioni robotizzate o con equipaggio. I principali obiettivi scientifici sono: la mappatura completa della superfice (in alta definizione), la mappatura del campo gravitazionale, lo studio del Bacino di Aitken, la costruzione di una base abitabile. Tutti si dichiarano disponibili per iniziative di collaborazione internazionale, ma pare che gli unici a passare dalle parole ai fatti siano stati gli Americani, col Progetto ILN (International Lunar Network). Dove invece la competizione si prevede serratissima, è sullo sfruttamento minerario, perché la Luna sembra essere molto ricca di alluminio, calcio, ferro, magnesio, titanio e oro. Resta da vedere, comunque, se l’estrazione di queste risorse per una commercializzazione sulla Terra sia economicamente coveniente. C’è poi l’elio-3, un isotopo di provenienza solare, rinomato come combustibile per la fusione nucleare e rarissimo sulla Terra, ma relativamente comune nelle rocce e nel suolo lunari, dove se n’è accumulata una gran quantità. Ma soprattutto, come rilevato prima dalla sonda Clementine, e poi confermato dal Lunar Prospector, tra le ombre perenni delle regioni polari giace un enorme tesoro: oltre 10 miliardi di tonnellate di ghiaccio, quanto basta per soddisfare le necessità di un’intera colonia lunare.
E’ in questo scenario che il fisico-matematico Claudio Maccone, Co-Presidente del SETI Permanent Study Group in seno all’ International Academy of Astronautics, ìl 10 giugno 2010 ha presentato a Vienna, presso la Commissione delle Nazioni Unite sull’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico (UNCOPUOS) il suo Progetto PAC (Cerchio Antipodale Protetto). I lettori de “Il Tredicesimo Cavaliere” ricorderanno il dott. Maccone (nella foto qui accanto) come ideatore della missione FOCAL, di cui all’articolo “Il Sole, una straordinaria lente gravitazionle”. In poche parole, il Progetto PAC propone che una zona della Luna, situata sulla faccia nascosta esattamente agli antipodi della Terra, una ben determinata zona di spazio ad essa sovrastante, (detta Cono di radio quiete) nonché il Punto di Librazione L2 del sistema Terra-Luna (per info su L2, vedere “storia e numeri del PAC”, a fondo pagina), vengano dichiarati al più presto zona protetta e garantita dall’ONU, che vi imporrà il totale silenzio radio. Lo scopo del progetto è di formalizzare l’istituzione di una zona di radio quiete prima che la nuova corsa alla Luna cominci, per evitare che qualcuno, stato o società privata, non importa se per bieco calcolo commerciale o per nobili scopi scientifici, si arroghi il diritto di installarsi in quella che dovrebbe diventare l’ultima spiaggia, ma anche il paradiso dei radioastronomi. Col suo progetto, Maccone raccoglie il “grido di dolore” che arriva dalla numerosa comunità radioastronomica mondiale: le prestazioni dei radiotelescopi peggiorano infatti di giorno in giorno, assediati come sono dalle radio interferenze di provenienza terrestre ma soprattutto satellitare. Si intuisce facilmente che la situazione non potrà che peggiorare nel tempo: la radioastronomia basata a terra ha i giorni contati, il suo avvenire è nello spazio profondo, anzi nel PAC lunare, dove il corpo stesso della Luna fa da schermo contro le radio interferenze d’origine terrestre e l’ONU garantisce il silenzio radio in loco.
Ma di chi è la Luna? La domanda appare a questo punto perfettamente legittima. Per la risposta, mi rifaccio a Wikipedia: “Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico (Outer Space Treaty) … costituisce la struttura giuridica di base del diritto internazionale aerospaziale…. è entrato in vigore il 10 ottobre 1967…. Il Trattato proibisce espressamente agli stati firmatari di rivendicare risorse poste nello spazio, quali la Luna, un pianeta o altro corpo celeste, poiché considerate “patrimonio comune dell’umanità”: l’art. II del Trattato afferma, infatti, che “lo spazio extra-atmosferico non è soggetto ad appropriazione nazionale né rivendicandone la sovranitá, né occupandolo, né con ogni altro mezzo”. La maggior parte degli esperti in materia di Diritto aerospaziale internazionale affermano che la Luna ricade sotto il concetto giuridico di “res communis”….. L’effetto pratico del Trattato, che è quello di impedire ogni diritto di proprietà privata …..è spesso messo in discussione da coloro che rivendicano la facoltà di vendere diritti di proprietà sulla Luna e su altri corpi celesti, ma questa rivendicazione non è mai stata verificata in un’aula di tribunale. L’Articolo VI del Trattato si occupa effettivamente di responsabilità internazionale affermando che le attività condotte da enti non-governativi nello spazio extra-atmosferico, inclusa la Luna e altri corpi celesti, è soggetta all’autorizzazione ed alla continua supervisione da parte dello stato di appartenenza firmatario del Trattato e che gli stati firmatari saranno responsabili, a livello internazionale, per le attività spaziali nazionali condotte sia dagli enti governativi che da quelli non-governativi.”] (Wikipedia)
Il discorso appare chiaro, completo ed esauriente. Rimane, è vero, qualche appiglio che un imprenditore senza scrupoli potrebbe utilizzare, ma se l’attacco alla Luna da parte dei privati dovesse avvenire sotto le bandiere di società come Lunar Embassy o Moon Real Estate, sarebbe una carnevalata. Invece si dovrebbe riflettere seriamente su quanto a lungo le grandi multinazionali vorranno ancora starsene fuori dallo spazio extra-atmosferico.
Con la presentazione del Progetto PAC alle Nazioni Unite, il dott. Maccone ha dato inizio ad un iter che si concluderà con un voto dell’Assemblea Generale sul PAC considerato come progetto a se stante, oppure come parte di un nuovo trattato internazionale dedicato alla Luna. Ma, da subito, la procedura burocratica prevede che uno stato membro dell’ONU si faccia carico del progetto, fornendo una sorta di patrocinio, un supporto essenzialmente politico e diplomatico, insomma. Ora io mi chiedo: perché non l’Italia? Il nostro paese, almeno finora, sembra non voler partecipare alla corsa, se non come socio dell’ESA, e gode di eccellente considerazione in campo astronautico. Avrebbe quindi tutte le carte in regola per raccogliere il testimone e promuovere il progetto PAC e il suo autore fino ai più alti livelli.
Già, perché non l’Italia?
Se vuoi conoscere storia e numeri del PAC
25 giugno 2010
Pubblicato da zatopek99 |
Radioastronomia, Scienze dello Spazio, SETI | Luna, Maccone, Progetto PAC, radiotelescopio, SETI |
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